martedì 3 luglio 2018

METODI DI CURE ALTERNATIVE ANTICANCRO BOICOTTATI


In merito alle nostre ricerche pubblichiamo questo articolo che riguarda Medici e Ricercatori osteggiati dalla Mafia della “Medicina Ufficiale” gestita da potenti lobby che hanno tutt’altro interesse che divulgare questi metodi di cura “Alternativi”, in quanto molti tra questi sono poco costosi o addirittura economici.

Anzi, il loro interesse è quello di portare avanti e quindi ufficializzare solo la CHEMIOTERAPIA che è altamente tossica ed aumenta il cancro, una vera bomba contro il sistema immunitario.

Invece, proprio con un miglioramento delle difese immunitarie si può combattere questa malattia (in merito ci sono molti studi effettuati), infatti questo è proprio un CONTROSENSO…

Ci illudono pubblicando continuamente studi scientifici su riviste gestite da loro e raccogliendo fondi ai danni di gente credulona, ma una vera cura non la ufficializzeranno mai…

Ultimamente pubblicizzano molto le sperimentazioni di un farmaco chemio-terapeutico che dovrebbe agire solo ed esclusivamente sulle cellule tumorali… Praticamente un farmaco con la PATENTE … SI, NANOTECNOLOGIA-FANTASIA …

Ci hanno allontanato completamente dalla Natura ed è proprio da questa che l’uomo dovrebbe ripartire per sconfiggere tutte le malattie in quanto ormai tutti sanno che: L’UOMO PIU’ È VICINO ALLA NATURA E PIU’ LO STATO DI SALUTE MIGLIORA.

INFATTI BUONA PARTE DI QUESTI METODI DI CURE “ALTERNATIVE” ANTICANCRO SONO PIU’ NATURALI … POSSIBILE CHE NESSUNO DI QUESTI SIA EFFICACE PER LA MEDICINA UFFICIALE?!

L’ONCOLOGIA ORMAI NON  È UNA BRANCA DELLA MEDICINA MA UNA VERA E PROPRIA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE finalizzata alla commercializzazione di sostanze altamente tossiche spacciandole per farmaci o peggio ancora medicine nonché attrezzature di cura o di indagine, senza dimenticare i costi di degenza in ospedale in camere asettiche per un costo incalcolabile, atte non a guarire ma a mantenere o provocare tumori a lunga 
scadenza.



TULLIO SIMONCINI – Il “Bicarbonato di Sodio” (Anni 2000)


Medico, oncologo e diabetologo romano, dopo aver studiato per anni l’eziopatogenesi del Cancro, arriverebbe, a suo dire, a delle conclusioni rivoluzionarie: secondo questo ricercatore, infatti, il Cancro avrebbe la sua causa e radice nella Candida Albicans, specie di fungo molto diffuso in tutte le aree geografiche del mondo ed in tutti i corpi umani, come forma autoctona non invasiva.

Tale fungo però, allorché scompaiano i suoi antagonisti naturali (batteri autoctoni) per via di una disbiosi cronica dell’intestino, esso può colonizzare subito buona parte dello stesso; e poi, “partendo” da quel luogo, invadere anche tutte le zone infiammate ed acide dell’organismo.

Per questo, la sua terapia consisterebbe nell’irrorare le zone cancerose con acqua arricchita di Bicarbonato di Sodio al 5%. Avrebbe ottenuto risultati positivi su diversi pazienti, ma anche aggressioni da parte dell’ordine dei medici e successivamente inquisito e radiato dallo stesso, per accuse di truffa ed omicidio colposo.


VALSE’ PANTELLINI – Ascorbato di Potassio (anni ‘60/70/80)


Gianfranco Valse’ Pantellini, Biochimico. Nasce il 2 Aprile 1917 a Rufina, vicino a Firenze. La sua scoperta avvenne per caso nel 1947. Aveva consigliato ad un orefice con un tumore allo stomaco una limonata con del bicarbonato per alleviare i suoi dolori…

Dopo un anno lo re-incontra e scopre con sua enorme sorpresa che stava bene… e anche, che al posto del bicarbonato di sodio aveva usato bicarbonato di potassio: la sua ricerca cominciò da lì, nel 1947. Nel 1970 inviò al Ministero della Sanità un dossier con le sue ricerche, le sue esperienze ed i suoi risultati. Mancò una sperimentazione in merito, ma ci fu un risultato importante.

L’Ascorbato di Potassio (prodotto basico) entrò nella farmacopea ufficiale come prodotto galenico. E da allora, sono decine di migliaia le persone che lo usano sia come prevenzione che come terapia, nonostante non sia stato ancora ufficialmente riconosciuto come antitumorale. Guarigioni o miglioramenti che siano, i risultati sono positivi.

http://pantellini.org/?page_id=7


LUIGI DI BELLA (Anni 90)


Medico, Professore universitario (deceduto nel 2004). Riteniamo superfluo descrivere il suo prodotto terapeutico in quanto già ampiamente diffuso da tutti gli organi di informazione a suo tempo (fece molto clamore; venne invitato anche al Maurizio Costanzo Show..).

Pure Di Bella, nonostante le migliaia di pazienti testimoni della positività dei suoi metodi, è stato e continua ad essere osteggiato con tutti i mezzi, morali, materiali e fisici. Tanto che, ha dovuto trasferirsi, cambiando proprio nazione. In Argentina, il figlio, anch’esso medico, prosegue il lavoro iniziato dal padre. Un dossier su di lui è stato pubblicato dall’Associazione ARPC (Associazione Ricerca e Prevenzione del Cancro).

http://www.metododibella.org/it/mdb/home.do


RYKE GEERD HAMER (Anni ‘80/90)


Il prof. Hamer (padre di quel Dirk Hamer ucciso in Corsica da Vittorio Emanuele di Savoia), medico, laureato in Teologia, Fisica e, naturalmente in Medicina, può senza dubbio definito il Paracelso di questo secolo. Perché, oltre a mettere in discussione i paradigmi basilari della Medicina Ufficiale, attacca in modo estremamente polemico tutta la classe medica.

“Avevo cercato il cancro nella cellula e l’ho trovato in un errore di codificazione nel cervello”: così inizia uno dei suoi libri che si intitola “Genesi del Cancro”. Al termine del libro, dove spiega nei dettagli l’origine e riferisce gli esempi curati da lui (decine di migliaia di casi!).

Secondo questa sua nuova teoria, riporta la Tavola della Legge Ferrea del Cancro, in cui specifica la localizzazione del cancro, il tenore del conflitto che starebbe all’origine della sua comparsa, i termini della sua manifestazione, la posizione del focolaio tumorale nel cervello, ed i passaggi successivi fino alla possibile guarigione.

Dopo essere stato radiato dall’albo dei medici, dopo innumerevoli tentativi di fargli abiurare le teorie della Nuova Medicina, al punto da tentare d’internarlo in manicomio, vive in esilio in Spagna. Era stato condannato dal tribunale francese a cinque anni in appello, ma si è rifugiato in Spagna dove ha lavorato per qualche anno; poi venne arrestato nel mese di Ottobre 2004 dalle autorità locali, su ordine di un tribunale francese ed imprigionato in un carcere di sicurezza in Francia. Venne finalmente liberato dalla prigione nel 2006.

CONSIDERAZIONI
Dicono che il dottor Ryke G. Hamer, autore di una controversa teoria sul cancro ed altre malattie, sia una persona non molto equilibrata dal punto di vista psichico. Lo ha velatamente ipotizzato anche Umberto Veronesi, il noto esponente della Casta del Cancro.
Molti degli atteggiamenti di Hamer sembrano in effetti quantomeno bizzarri. Certe sue prese di posizione (non mediche, ma politiche) lasciano davvero il tempo che trovano.

Quello che so è che le teorie di Hamer sono estremamente interessanti, e che si legano a quel filone che parte, proprio nel nostro paese, con l’opera di Oreste Speciani.

Negli anni ’60, Speciani fu il primo ad affermare che alla base del cancro c’è una enorme sofferenza psicologica. Anzi, dell’Anima, come lui amava dire. E che, non è possibile nessuna vera guarigione se non si affronta questo aspetto, il disperato dolore della Psiche. Il suo libro: “Di Cancro si vive” fu una vera rivelazione per molti.

Speciani era un grandissimo anatomo-patologo, molto stimato dai suoi colleghi e perfettamente inserito nell’ambito universitario del suo tempo. Insomma, non era certo un esponente della famigerata corrente new-age. Oggi, a più di trent’anni dalla sua scomparsa, i suoi allievi della Scuola di Medicina Integrata lavorano silenziosamente nell0ombra, senza cercare la luce dei riflettori, preferendo curare e guarire piuttosto che richiedere l’approvazione della “Scienza Medica Ufficiale”.

Hamer, invece, ha avuto la grande colpa di essersi schierato apertamente, di essersi messo contro il grande business della “Ricerca sul Cancro”. E lo ha fatto spesso con i suoi modi, eccessivi, bizzarri, e forse un po’ folli.

Per questo mi ricorda molto il povero Ignaz Semmelweis che, nonostante la sua geniale scoperta, morì pazzo e screditato dalla “Scienza” del suo tempo: 

“Medico ungherese, Semmelweis è considerato lo scopritore della principale causa della febbre puerperale, e rappresenta un caso emblematico della chiusura del mondo scientifico di fronte alle nuove scoperte”.

La febbre puerperale, ai tempi di Semmelweis, uccideva misteriosamente migliaia di puerpere, soprattutto nei grandi ospedali. Semmelweis, in seguito ad attente osservazioni ed a una serie di coincidenze fortuite, giunse alla conclusione che la malattia fosse provocata dagli stessi medici e studenti i quali, secondo una prassi abbastanza comune a quel tempo, venivano spesso a visitare le pazienti dopo aver fatto pratica di dissezione dei cadaveri, in sala anatomia.

Per verificare la sua ipotesi, Summelweiss ordinò che tutte le persone del suo reparto si lavassero bene le mani con una soluzione disinfettante (cloruro di calcio) prima di qualsiasi contatto con le pazienti. Tale direttiva portò ad una drastica riduzione dei decessi. 
Il valore della scoperta, tuttavia, fu contestato aspramente dalla maggioranza dei medici del tempo, che gli rivolsero una tale quantità di accuse da provocare addirittura la sua espulsione dall’ospedale e in seguito anche dalla cattedra universitaria di Budapest, che gli era stata offerta nel 1885”.

Per dirla tutta, sembra che il carattere “fumantino”, un po’ bizzarro e non perfettamente ligio alle regole, di Semmelweiss, contribuì non poco alla sua emarginazione. In ogni caso: “i dati che Sommelweiss forniva a sostegno della propria tesi erano molto eloquenti: nell’anno 1846, su 4.010 puerpere ricoverate nel suo reparto, ne erano morte ben 459 (più dell’11%); nel 1847, con l’adozione del lavaggio delle mani con cloruro di calcio verso la metà dell’anno, su 3.490 pazienti ricoverate, ne erano morte 176 (il 5%); l’anno successivo, proseguendo la pratica del lavaggio, su 3.556 ricoveri, i decessi erano scesi ad appena 45 (poco più dell’1%).

Questi risultati, anche se forse lasciavano ancora un piccolo margine di dubbio (poteva trattarsi di una semplice coincidenza) avrebbero dovuto almeno suscitare qualche interesse in coloro che avevano a cuore il progresso della medicina, così da spingere a nuove sperimentazioni per sottoporre a verifica l’ipotesi. Invece, essi vennero praticamente ignorati.

Dopo la pubblicazione della sua opera fondamentale: “Eziologia, concetto e profilassi della febbre puerperale”, l’opposizione nei confronti di Semmelweiss divenne ancora più agguerrita, tanto che egli, stanco e deluso, cadde in un lungo periodo di depressione. I suoi nemici ne approfittarono allora per farlo internare in un manicomio, dove poco dopo egli morì.

Migliaia di partorienti continuarono a morire, finché alla lunga, la teoria di Semmelweiss non venne accettata. Ma questo fu possibile solo quando la generazione dei suoi contemporanei scomparve e venne sostituita da una generazione di giovani medici dalla mente aperta in grado superare i pregiudizi e le cristallizzazioni mentali, dei vecchi baroni.

Come infatti ha spiegato acutamente Thomas Kuhn, “nessuna teoria nuova e rivoluzionaria, per quanto geniale e ricca di prove, può essere accettata dall’establishment scientifico. Produce piuttosto una situazione di crisi, in cui la comunità cerca di negare o ridimensionare il fenomeno anomalo”.

La nuova teoria viene accettata solo quando una nuova generazione di ricercatori, adottando un nuovo “paradigma”, riesce a superare gli schemi mentali della generazione precedente. Oggi i “vecchi baroni” continuano a difendere chemioterapia, radioterapia e tutta quella devastante ed invasiva pratica “terapeutica”, peraltro molto redditizia, perché non possono mutare il loro “paradigma”, con il quale hanno costruito la loro carriera e le loro conoscenze.

Sarebbero costretti ad uno sforzo psicologico e mentale al di fuori della loro portata.

Di conseguenza, tutte le teorie sul cancro (vedi: Di Bella, Hamer, Simoncini, Zora, ecc…) potranno essere seriamente prese in esame dall’establishment scientifico, solo quando questa classe dominante scomparirà, per vecchiaia.

Sta ad ognuno di noi decidere se aspettare (la maggior parte dei baroni è oltre i settanta) o se infischiarsene, ed iniziare a pensare “in maniera nuova” da subito.

http://www.nuovamedicina.com/                                    http://www.dossierhamer.it/


ROYAL RAYMEND RIFE e il suo “Microscopio” (anni ‘20/30)

Noto per il suo microscopio ad altissima risoluzione, costruì, negli anni ’20-30, un apparecchio per il trattamento del cancro e di altre patologie mediante l’emissione di specifiche frequenze elettromagnetiche. Ottenne risultati clamorosi nel trattamento di diversicasi di cancro, attirandosi le ire dell’ufficialità.
Il suo laboratorio fu misteriosamente distrutto (sia la macchina che il microscopio, sono quindi andati perduti) e finì in carcere. Diversi ricercatori, negli USA, stanno oggi cercando di ricreare l’apparecchio Rife. I migliori risultati, fino ad oggi, sono stati ottenuti da quello che viene definito apparecchio Rife-Dar (dal nome del Dr. James Dare che lo ha concepito).


Dr. KREMER (anni ‘ 80/90)


La Terapia di ripristino biologica, sviluppata dal Dr. Kremer, sottolinea l’importanza della purezza del mesenchima (o tessuto connettivo), per la buona salute di tutte le cellule organiche.  Il Dottor Kremer è stato uno dei primi medici ad interessarsi di AIDS in Germania, come Direttore Medico dell’Ospedale interregionale specializzato nelle malattie legate alle tossicodipendenze in cinque regioni tedesche (compreso Berlino), fino a quando, nel 1988, si dimise dagli incarichi ufficiali per disaccordi con le politiche del governo federale in materia di droga ed AIDS, e per l’ostracismo manifestato dall’establishment medico-farmaceutico nei confronti delle sue prese di posizione in contrasto con le tesi ufficiali sul meccanismo per cui “l’HIV causa l’AIDS”
Secondo lui, la Medicina Coreana vecchia di 4.500 anni, ha ragione sul fatto che la malattia è data dalla perdita del corretto movimento e la scarsa respirazione.

Quindi la cura si basa per l’80% sul ripristino di queste funzioni e solo per il 20% sull’utilizzo di medicinali atti a compensare le mancanze di sostanze consumate durante il periodo di deficit.

Tale cura deve quindi orientarsi verso l’aumento dell’energia della zona colpita, non sui tentativi di distruzione del tumore.

http://www.procaduceo.org/it_schede/0_tumori/0_ricercatori/0_kremer/0_kremer.htm


ARNOLD EHRET e il suo “Digiuno Ragionato” (anni ‘ 20/30)

Al contrario di Shelton, propose una serie di “digiuni brevi” e “ragionevolmente” equilibrati, con la sua “Dieta senza Muco”. Asserendo che, il Muco, sarebbe una sostanza totalmente “estranea” al corpo umano; verrebbe prodotta dal “cibo innaturale” e andrebbe espulsa “poco a poco”. Propose anche una nuova fisiologia del corpo umano.
Si mormora che fu ucciso perché il suo Metodo funzionava, anche troppo…Oggigiorno, è sopravvissuto qualcosa negli Stati Uniti, grazie ai suoi discepoli, che avrebbero creato delle correnti di pensiero a lui ispirate. In Italia, invece, si trovano solo alcuni lavori tradotti, ma non una corrente di pensiero unitaria o ben strutturalmente organizzata.


RENE’ CAISSE e L’ESSIAC (dagli anni ’20-60)
Cura a base di Essiac. Si tratta di un antico infuso di erbe utilizzato nei secoli dagli indiani Ojibway nel Canada e riscoperto negli anni ’20 da una certa René Caisse. La parola infatti, Essiac, non è altro che il cognome di Caisse al contrario. Da allora centinaia di malati di cancro dichiarati terminali furono curati con successo.

Sull’argomento sono stati scritti numerosi libri. La storia incredibile, ma vera che state per leggere, comincia in Canada nella regione dell’Ontario, nel 1922. René Caisse era capo infermiera in un ospedale e fra i malati della sua corsia, notò una signora con un seno stranamente deformato. Incuriosita, le domandò cosa fosse accaduto.

La signora raccontò che vent’anni prima un uomo di medicina degli indiani Objiwa, saputala malata di cancro al seno, le aveva fatto bere per un lungo periodo un the di erbe che l’aveva guarita. L’indiano aveva definito questa miscela di erbe e radici: “Una bevanda benedetta, che purifica il corpo e lo riporta in armonia col grande spirito”.

René, fece tesoro dell’informazione e prese nota della ricetta. Due anni dopo, ebbe modo di sperimentarla su sua zia, malata terminale di cancro allo stomaco ed al fegato. La zia guarì. René capì di essere di fronte ad una scoperta fantastica e in collaborazione col dott. Fisher, il medico della zia che aveva assistito al processo di guarigione, cominciò ad usare la bevanda su altri malati terminali di cancro.

I successi si ripetevano. In quei tempi, si pensava di aumentare l’efficacia di un rimedio se lo si fosse inoculato per via intramuscolare, e così René cominciò ad iniettare la tisana, ma gli effetti collaterali erano troppo spiacevoli. Negli anni a venire, dopo studi di laboratorio condotti su topi, fu individuata l’erba iniettabile e le altre venivano fatte bere in infuso.

I risultati positivi continuarono. Bisogna sottolineare il fatto che René mai richiese un compenso dai suoi pazienti, accettando solo le loro offerte spontanee. La voce si sparse ed altri otto dottori dell’Ontario, cominciarono ad inviarle pazienti giudicati senza speranza. Dopo i primi risultati, i medici scrissero una petizione al Ministero della Sanità Canadese, chiedendo che si prendesse in seria considerazione la cura.

L’unico risultate che ottennero, fu l’invio di due commissari col potere di arresto immediato nei confronti di René. La Caisse muore nel 1978.


WILHELM REICH E l’”Orgone” anni ‘40/50)


Collaboratore di Freud, ha dato un contributo essenziale alla psicanalisi dalla quale più tardi si staccò per condurre le sue ricerche più sull’energia vitale. Una parte importante delle sue ricerche riguardarono anche i tumori.
I Topi cancerosi messi nel suo ORAC (accumulatore di energia orgonica) secondo lui guarivano. Scoprì poi che lo stress ed i conflitti hanno una grande importanza nella genesi di questa patologia (anticipando di alcuni decenni le teorie di Hamer).
Reich, fu anche lui aspramente perseguitato, incarcerato, ed i suoi libri furono pure bruciati; inoltre fu proibito l’uso delle sue apparecchiature scientifiche… nella democratica America degli anni ’50. Per chi volesse approfondire, sono fondamentali i due libri: “La biopatia del cancro” ed “Alla ricerca dell’energia vitale”.


MAX GERSON (anni ‘40/50)

Medico di origine tedesca, ma emigrato in USA, mise a punto un trattamento del cancro basato su una particolare dieta ricca di succhi di frutta e verdure, povera di sodio, succo di fegato crudo, clisteri di caffè, sulla somministrazione di soluzioni di minerali (potassio e iodio), ormoni tiroidei ed alcune vitamine. Questo trattamento ha dato dei buoni risultati ed è ancora applicato oggi, da sua figlia, nella clinica Gerson di Tijuana, in Messico.



HOXSEY – formula a base di piante (anni ‘40/50)


Ebbe dal padre che a sua volta l’aveva ricevuta dal nonno, la formula di un trattamento fitoterapico, che fu per decenni la spina nel fianco dell’AMA (American Medical Association) che alla fine gli fece chiudere tutte le cliniche del cancro che aveva aperto in parecchi stati USA. Molte formule “tipo-Hoxsey” sono ancora diffuse negli USA.
Il “ciarlatano” che curava il cancro.

Esattamente come René Caisse, Harry Hoxsey si ritrovò da giovane con in mano una formula di erbe in grado di curare il cancro. Esattamente come René Caisse, Harry Hoxsey ha combattuto tutta la vita per riuscire a far riconoscere la validità del suo rimedio dalle autorità mediche americane.

A differenza della Caisse, però, Hoxsey aveva molti soldi, e non aveva paura di nessuno. Nessuno più di lui può quindi aver dato la misura degli ostacoli reali a cui vada incontro chiunque promuova un rimedio per il cancro fuori dai binari imposti dalla casta medica dominante.

Nel suo caso non bastò l’appoggio entusiasta di senatori, avvocati, giudici, giornalisti, predicatori e persino dottori, né bastarono le ripetute sentenze che confermavano in tribunale la validità della cura, per superare l’ostacolo della F.D.A. – la Commissione Medicine e Alimenti – che dovrebbe proteggere il cittadino dalle frodi terapeutiche, e che invece froda il cittadino “proteggendolo” dalle terapie esistenti, negando la loro sperimentazione e autorizzazione.

Fa una certa impressione vedere già allora un’arroganza che conosciamo molto da vicino e che sembra essere aumentata nel tempo, invece di diminuire man mano che gli anni denunciavano la progressiva incapacità dei dottori di trovare una cura per il cancro.

Il paradosso – come giustamente dice una battuta del film – è che fra i vari ciarlatani di allora Hoxsy fosse l’unico che curasse il cancro.

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3154

ERNST KREBS e il suo “Laetrile” (anni 60)

Medico. Negli anni ’50 propose come cura del cancro il Laetrile, sostanza ottenuta principalmente dai noccioli di albicocche, contenenti acido cianidrico. Quest’ultimo secondo lui, grazie ad una differenza enzimatica fra le cellule sane e quelle cancerose, sarebbe tossico solo per queste ultime (ai dosaggi da lui consigliati).

La terapia divenne molto celebre e fu oggetto di alcuni studi anche presso istituti ufficiali (come il Memorial Sloan-Ketrering Cancer Center) i quali, nonostante i lavori positivi del dott. Sagiura, la giudicarono inefficace. Ralph Moss, direttore degli affari pubblici al MSKCC e divulgatore scientifico, scrisse nel 1977 un comunicato stampa ufficiale di condanna nei confronti del Laetrile.

Successivamente, tuttavia, dopo aver esaminato i dati, convocò una conferenza stampa nel corso della quale annunciò che i responsabili del MSKCC, avrebbero volutamente nascosto i risultati positivi della terapia. Fu per questo licenziato in tronco il giorno successivo, con la motivazione di “aver agito in una maniera che è in conflitto con le sue fondamentali responsabilità di lavoro”.

http://www.disinformazione.it/VitaminaB17.htm


LIBORIO BONIFACIO e il suo “Siero” (anni 60)


Medico Veterinario. Nato nel 1908 a Montallegro, in provincia di Agrigento, scomparso da pochi anni. Nel 1950 ha ideato un farmaco antitumorale, ricavato dalla ghiandola del sigma – colon dei caprini. Per lunghi anni, mentre la scienza e la medicina ufficiali guardavano con sufficienza e diffidenza la sua scoperta, sembra abbia curato migliaia di malati.

La sua esperienza è stata oggetto di inchieste giornalistiche e comunicazioni scientifiche; e ogni volta si è dovuto ammettere che qualcosa di prezioso, nel “Siero Bonifacio”, c’era. Nel 1970 il Ministero della Sanità fu finalmente costretto a prendere in considerazione i risultati ottenuti ed a sperimentare il siero, il quale però probabilmente, mette in crisi troppi interessi economici, scientifici e di “prestigio”.

Cosicché, la sperimentazione, che per avere valore avrebbe bisogno di mesi e mesi di analisi e prove, viene invece (a detta dei suoi sostenitori) liquidata in 15 giorni. L’esito è quindi negativo.. e sembra siano morte un paio di persone, dopo la sua somministrazione.

http://www.aerrepici.org/K16.htm


ALDO VIERI – “Colchico” (anni 60)

Della sua terapia parla Padre Vittorio Baroni, asserendo che fu uno dei tentativi più noti all’epoca, per la cura del cancro; a base di aceto di vino e colchico (Colchicina: detta anche “zafferano dei prati”, appartenente alla famiglia delle liliacee) in alcool al 95%. 
Tale era la ricetta di Vieri: tintura di colchicina, 1 goccia; tintura di genziana, 1 goccia; aceto puro di vino, 1 goccia; alcool al 955, 10 CC.

La posologia, era: di 9 gocce sulla lingua, al giorno. La medicina ufficiale lo fece “a pezzi”.

Il fu dottor Aldo Vieri, negli anni sessanta saltò alla ribalta in Italia e un po’ in tanti paesi del mondo, per la somministrazione del suo anticancro con cui, tanti malati, perfino ritenuti prossimi alla morte, dalla cosiddetta medicina ufficiale, vennero salvati.

Ma fu boicottato dai “baroni”, come: Pietro Vladoni e Bucalossi, in combutta con l’allora Ministro della Sanità “Luigi Mariotti”, che si pensava fosse un dignitoso socialista, ma anch’egli fu trovato invece, poi, nelle liste della famigerata Loggia P2. Nonostante questo, nel 2007-2010, ricercatori canadesi, ONESTI, hanno invece finalmente riabilitato i presupposti della cura del caro Aldo Vieri, dopo vari esperimenti effettuati nella loro Università di Alberta.

MATTHIAS RATH (Anni ’80 – 2000)


La scoperta secondo la quale la crescita del cancro e la metastatizzazione possono essere prevenute con un apporto ottimale di lisina e altre sostanze naturali che bloccano la digestione enzimatica del tessuto connettivo da parte delle cellule tumorali. PER ULTERIORI INFORMAZIONI LEGGETE IL LIBRO DEL Dr. RATH CANCER.

http://www4it.dr-rath-foundation.org/biblioteca/pubblicazioni_scientifiche/dr_rath/index.html



EMILIO DIDO – FRANCESCO BORGHINI e l’Acqua “informata"

Questi due, sono stati talmente boicottati, da non riuscire a trovare niente su internet sul loro conto!!! Curano (o, curavano?) usando delle soluzioni a base di acqua distillata trattata in modo da ricevere delle frequenze elettromagnetiche specifiche di un tessuto: quelle del sistema immunitario, e così via.

Mentre nei farmaci l’energia è data dalla molecola del farmaco, in questo caso l’energia è negli ioni idrogeno dell’acqua. L’acqua cioè, viene “informata” per raggiungere l’obiettivo che si è prescelto.

SEÇKINER GÖRGÜN e  “il Gemm” (anni ’80)

S. Seςkiner Görgϋn è uno straordinario e singolare ricercatore ed inventore. Di origine turca, ha messo a punto un apparecchio elettronico a bassissima potenza per la cura dei tumori solidi con risultati sorprendenti. Tale macchina è stata sequestrata più volte e per lunghi periodi, dalla Magistratura, a seguito di varie denunce.

Tutto si è sempre risolto con assoluzioni e “non luogo a procedere”; nonostante ciò, quella “magistratura parallela” che si chiama Ordine dei Medici ha espulso con infamia il prof. Alberto De Renzo, che è il primo medico che collabora dal 1986 con il dott. Görgϋn. Un dossier su di lui è stato pubblicato dall’Associazione ARPC (Associazione Ricerca e Prevenzione del Cancro).

Per questa invenzione il Ministro della Cultura della Turchia ha dichiarato che si sarebbe adoperato per fargli avere il premio Nobel. Siamo nel 1972! Quante persone avrebbero potuto essere salvate con questo apparecchio negli ultimi venticinque anni? Il dott. Görgϋn, è stato inoltre vittima in una torbida vicenda, i cui procedimenti giudiziari sono ancora in corso.

Alla fine del 1995, sembrava fosse divenuta possibile una collaborazione con l’USL di Ivrea, per il trattamento dei tumori; gli veniva infatti ufficialmente proposto il protocollo per la sperimentazione del suo metodo. Evidentemente però, qualcuno fiutò l’affare e cercò di “fare il furbo”. A quanto pare, secondo Görgϋn, tanta disponibilità nascondeva l’intenzione di rubare la sua invenzione, per cui dovette interrompere il rapporto e adire a vie legali per tutelarsi.

GIUSEPPE ZORA e il suo “IMB/Adiuvant Plus” (Anni 70/80)


Medico oncologo. Già nel 1975, in controcorrente ed ostacolato da tutti, iniziò una serie di esperimenti in vitro ed in vivo, sulle linee sperimentali immunologiche. La sua ricerca continuò con esperienze su prodotti immunomodulanti, già noti o comunque, utilizzati (BCGm Corynebacterium Parvum, Levamisolo ed altri).

Nel 1978 riuscì ad ottenere un “ibrido biologico” innocuo, non tossico, che permetteva un ampio spettro di modulazione immunologica, totale, facilmente applicabile. Cominciò allora la sperimentazione sui pazienti.

Nel 1979 ebbe occasione di analizzare il siero Bonifacio all’Università di Messina, con la moglie, Anna Tarantino, nella sua qualità di biologa; e constatarne le positive qualità.

Nel 1982, in concomitanza con la decisione di Bonifacio di abbandonare, vecchio e stanco, la somministrazione del suo “siero”, cominciò la distribuzione del suo prodotto (che allora si chiamava IMB, oggi “Adiuvant Plus”) ai pazienti.

Dal 1982 ad oggi per Giuseppe Zora, sarà una lunga serie di persecuzioni giudiziarie, che lo porteranno anche all’arresto, nel 1992. Oggi il prodotto del Dott. Zora è stato registrato in Svizzera come specialità medicinale, il suo incubo è finito, e decine di migliaia di pazienti in Italia ed in tutta Europa lo utilizzano con ottimi risultati.
Che cosa c'entra l'IMB con il Siero Bonifacio?

“Assolutamente nulla. Infatti non è stato ottenuto dalla capra, ma da ceppi batterici acquisiti presso un istituto biologico statunitense. Vi sono due sentenze di proscioglimento del tribunale di Roma, una del giudice Luigi Gennaro e l’altra del giudice Mario Almerighi, che lo attestano.

La seconda afferma, testualmente che: la distribuzione del prodotto, non inserito nella farmacopea ufficiale, ma non per questo in sé illegale, non è ricollegabile a finalità fraudolente; bensì ad una nota ostilità dell’industria farmaceutica”.

http://www.giuseppezora.com/index.htm


RUDOLF BREUSS (anni ‘80/90)


Nel Marzo 1990, alla veneranda età di 91 anni, ha pubblicato il libro “Cancro, leucemia ed altre malattie apparentemente incurabili sono guaribili con metodi naturali”. Consigli per la prevenzione e cura di molte malattie. In esso, mescolando digiuno e somministrazione di succhi vegetali secondo una dieta molto meticolosa, racconta di aver guarito all’incirca 45.000 malati di cancro apparentemente inguaribili a partire dal 1950.

https://www.laleva.cc/cura/Kankropoli/K20.htm


MARIANO ORRICO – La “Lamina BIOR” (anni ‘80/90)

Dottore, commercialista, ma anche studioso di medicina, inventore di uno strumento terapeutico semplice, ma straordinario nelle sue illustrate applicazioni; una lamina sintetica (la lamina BIOR [BI(os) + OR(rico)]), formata dalla fusione di 3 diversi tipi di resine che, strofinata su una pelle di pecora appropriatamente trattata, riequilibra la funzione cellulare; i benefici si ottengono semplicemente avvicinando la lamina al corpo.

Come tutte le idee geniali, siamo di fronte a qualcosa di estremamente semplice, ispirato dalle conoscenze già diffuse da Talete da Mileto nel VI° secolo a.c. Non abbiamo avuto la possibilità di controllare questo tipo di approccio terapeutico, ma lo segnaliamo comunque, in quanto dalla Bioelettronica che ben conosciamo, siamo in grado di affermare che sicuramente le capacità dell’energia anche elettrostatica, possono essere notevoli.

L’argomento andrebbe sicuramente studiato più a fondo. Dagli studi del dottor Orrico sulla bioelettrologia, è nata la Bioelettroterapia, che si applica avvicinando al corpo uno strumento a forma di lamina di resina blu che non comporta effetti collaterali. La sua lamina BIOR, strofinata su una pelle di pecora si carica di elettricità negativa e avvicinata al corpo va a caricare le cellule dalle cariche negative che la serotonina ha ridotto, unita ad altri fattori specialmente quello alimentare.

Così le cellule della zona trattata riprendono il suo normale funzionamento. A testimonianza ci sono molte persone che affette da malattie tipo tumore, leucemia, cancrena, cirrosi epatica, asma, osteoporosi, piastrinoterapia, diabete, encefalopatie, cardiopatie ecc… sarebbero guariti.


SILVIO BUZZI – Terapia CRM197 (anni ‘80/90)


In Italia il Prof. Buzzi (scomparso nel 2009) è ignorato e la sua ricerca viene spudoratamente boicottata, bloccata da impedimenti solo apparentemente burocratici, tesi invece a mascherare interessi forti delle case farmaceutiche e della lobby medica.

Ignoranza, presunzione ed il vile denaro, sono i motivi che hanno impedito la partenza di una sperimentazione seria e la mancata possibilità anche per i malati in fase terminale di usufruire – sulla base del principio previsto dalla legge italiana dell’ “uso consapevole” – della terapia di Buzzi.

Sono state interrogate le varie istituzioni: il Ministero della Salute, Procure della Repubblica, chiedendo il perché la terapia del Dott. Buzzi, nonostante i riconoscimenti avuti all’estero, è, quando non ignorata, oggetto di un boicottaggio criminoso, senza averne risposta…

http://www.sceltadicura.it/ e http://www.crm197.it/


HULDA REGEHR CLARK e il suo “ZAPPER” (anni ‘80/90)

Medico. Partendo dall’ipotesi che le malattie degenerative compaiono poiché una serie di parassiti da sempre presenti nei vari organi si combina con sostanze chimiche derivanti dall’assunzione di solventi, inquinanti vari e micotossine, la Dottoressa Clark cura con protocolli fitoterapici molto meticolosi e con lo Zapper, un apparecchio elettronico di uso esterno che serve all’eliminazione di molti parassiti.


ALBERT e il suo “BIOTRON” (anni 90)

E’ lo pseudonimo sotto il quale si deve nascondere (a causa delle “persecuzioni” subite) un ingegnere italiano inventore del BIOTRON, una macchinetta grande come un pacchetto di sigarette che invierebbe messaggi elettromagnetici ai tessuti permettendo loro di ricostruirsi in modo normale e dunque di eliminare le cellule tumorali.

Numerosissime sarebbero le sue relazioni sui casi clinici trattati, e le sue comunicazioni scientifiche costantemente ignorate. Un dossier su di lui è stato pubblicato dall’Associazione ARPC (Associazione Ricerca e Prevenzione del Cancro).


ALDO ALESSIANI e la sua “Acqua” (anni ’90)


Medico romano, che avrebbe messo a punto una cura antitumorale basata su un prodotto naturale a costo zero chiamata appunto “L’acqua di Alessiani”. Sembra informò dei suoi risultati positivi il Ministro della Sanità dell’epoca (De Lorenzo), e che fu poi convocato il 29 Luglio 1993 da un sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Roma che – a detta dell’interessato – gli fece capire che a continuare su quella strada poteva rimetterci la pelle.

La sua ipotesi, formulata già nel 1981, si basa sulla considerazione del tumore come una malattia da “carenza”, e che la sua incidenza vada di pari passo con l’aumento della statura media della popolazione. Nella sua acqua sono disciolti del “terricci” ricchi di sostanze naturali che non assumiamo più attraverso l’alimentazione.
Un dossier su di lui è stato pubblicato dall’Associazione ARPC (Associazione Ricerca e Prevenzione del Cancro).


JOAQUIN AMAT LARRAZ e il suo “Amatrisan” (anni ’90)

Medico. Operò diversi anni in Spagna, vicino Barcellona, dove aveva un day-hospital. Il prodotto che usava sia per la diagnosi che terapia si chiamava, “Amatrisan”. Era a base di urea (pipì), e a suo dire: distruggeva il tumore per autolisi, mettendo in moto il meccanismo infiammatorio che fagocitava questa carne morta. Intervenendo, sempre a suo dire, sul PH e riequilibrandone il rapporto acido/base.

Nel 2000 sembra sia stato condannato a 14 anni di prigione, per aver fatto morire dei pazienti utilizzando un prodotto non sicuro (il suo Amatrisan). Ha scritto un libro (che pare abbia inviato a tutte le più importanti Facoltà di Medicina d’Europa e delle due Americhe) dal titolo: “Cancer, Teoria biochimica e pratica clinica”.


Padre VITTORIO BARONI e le sue “12 Piante” (anni 90)

Fu un sacerdote, nato il 30 Luglio 1911 a Vecchiano, in provincia di Pisa, e morto a Siena il 7 Gennaio 1990, avrebbe operato per anni tramite la fitoterapia e radiestesia applicata all’indagine diagnostica. Avrebbe conseguito rilevanti risultati scoprendo delle proprietà ancora sconosciute di alcune piante.
Nello stesso tempo avrebbe sviluppato una spiccata sensibilità radiestesica, esercitandola particolarmente nella diagnosi e cura dei mali del secolo.

In particolare del cancro. La sua cura si chiama: fitoradiestesica. Il suo testo: “Dodici piante per i mali del secolo”, sembra essere ormai un classico. (Come precisato dal titolo, le sue indicazioni prendono spunto dalle proprietà di sole 12 piante: alloro, bardana, cipresso, robbia, assenzio, pervinca, calendula, bosso, colchico, tuia, ombelico di Venere e ginepro.

ALBERTO BARTORELLI  e il suo “Uk 101” (anni ’90)


Medico. Professore universitario. Studia un prodotto anticancro che chiama Uk 101, e che sale alla ribalta delle cronache nel 1995. L’Uk 101 si colloca nell’ambito dell’immunoterapia ed è una proteina che va a combattere la patologia tumorale, con risultati particolarmente positivi nei tumori della mammella e del colon.

La polemica, anche in quel caso si fa rovente. Ma alla fine, grazie all’interessamento di un Ministro della Sanità (Guzzanti) di un insolito livello intellettuale e morale, viene ammesso alla sperimentazione. Mercoledì 24 Dicembre 1997 il direttore del quotidiano “La Repubblica”, a proposito del caso Di Bella, dichiara: “Trent’anni fa un altro medico, anzi un veterinario, Liborio Bonifacio, notò che le capre non avevano tumori e distribuì in giro un suo siero”.

Dire che venne fortemente osteggiato è un eufemismo, eppure è soprattutto grazie alle sue intuizioni che oggi c’è la sperimentazione dell’Uk 101”.

DANIEL SOMMER “Iniezioni di cellule animali” (anni ’90)

Medico naturopata. Esponente legale della medicina Heilpraktiker tedesca. Usa un programma terapeutico biologico che racchiude in sé molti tipi di terapia:

regolazione e cura dell'intestino;
cambiamento dell'alimentazione;
omeopatia;
terapia con ossigeno ionizzato;
terapia con ozono;
terapia fetale della ghiandola del Timo;
terapia con il vischio;
terapia cellulare;
terapia con Eichoterm;
terapia ipertermica ultrarossa;
immunoterapia del prof. Humprey Selten;
oligoelementi, rame e selenio.

GIOVANNI PUCCIO – “Cura omonima (anni ’90)

Ricercatore di Palermo. Il suo è un lodevole studio con il quale ha formulato una seria teoria scientifica, molto ben spiegata, con relativo Protocollo che oggi è applicata in diversi ospedali, in tutta sordina….. Le sue ricerche sono state depositate in 4 copie, alla Prefettura di Palermo e registrate il 15 Maggio 1999 ed il 25 Novembre 1999.

Lui è stato arrestato, ma 46 scienziati e ricercatori hanno poi aiutato questo ricercatore, sempre in sordina, e molti Istituti stranieri stanno proseguendo le sue ricerche, avallando in mese le sue scoperte.


Padre ROMANO ZAGO – Ricetta omonima d’Aloe (anni ’90)

Ha portato alla conoscenza degli europei una terapia usata da molto tempo in altri paesi: la cura dei tumori con l’Aloe Arborescens. Tale metodo è molto usato da alcuni anni anche in Italia.
INGREDIENTI:
Mezzo chilo di miele d’api (miele biologico di acacia);
40-50 ml (circa 6 cucchiai) di distillato (Grappa, Cognac, Whisky, etc.);
350/400 grammi di foglie di Aloe Arborescens.
COME SI PREPARA?
La risposta la fornisce lo stesso Padre:
“Togliete le spine dai bordi delle foglie e la polvere depositatasi, utilizzando uno straccio asciutto o una spugna.
Tagliare a pezzi le foglie (senza togliere la buccia) e metterle nel frullatore assieme al miele ed al distillato prescelto.
Frullare bene e il preparato è pronto per il consumo. Non va filtrato, né cotto, ma solo conservato con cura in frigorifero all’interno di un barattolo scuro, ben chiuso”.

SAVERIO IMPERATO – La “Sinterapia” (anni ’90)

Il professor Imperato per i malati di tumore, ha scoperto una cura e la applica con successo da trent’anni. L’ha chiamata sinterapia. Sta per sinergia fra terapie. “Alleanza, non guerra. Una strategia sinergia”.

Consiste in un potenziamento mirato e personalizzato delle difese naturali dell’organismo, attivazioni immunitarie selettive alle quali il paziente va sottoposto prima e dopo ciascuna chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia, operazione chirurgica.

Insomma, a differenza di tutti gli altri profeti di terapie alternative, Imperato non sottrae gli oncologici alle cure convenzionali. Per essere brutali: non ruba niente a nessuno, chiaro il concetto? Eppure la scienza ufficiale lo ignora, dopo averlo a lungo osteggiato.

STANISLAW BURZYNSKI e l’Antineoplastons (anni ’90)

Stanislaw Rajmund Burzyński, medico che gestisce una clinica a Houston, in Texas, dichiara che il suo “Antineoplastons” può “normalizzare le cellule tumorali ed avrebbe aiutato molta gente con cancro a guarire, o a stare meglio. Burzyński basa la sua teoria nella convinzione che esiste, parallelo al sistema immunitario conosciuto, un altro sistema biochimico formato da sostanze, che lui chiama “antineoplasti”, le quali sarebbero capaci di “riprogrammare” le cellule cancerose.


Il cancro sarebbe conseguenza di un eccesso di queste sostanze, e la sua remissione si manifesterebbe anche una riduzione del tasso di codesta secrezione.


ROBERTA BENETTI (anni 2010)

 
Roberta Benetti, ricercatrice italiana che ha scoperto, insieme a colleghi dell’Università di Udine, delle molecole che bloccano la proliferazione tumorale e che, aggredendo soltanto le cellule malate, possono rappresentare l’alternativa alla chemio e alla radioterapia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cancer Research dell’American Association for Cancer Research.



WILLIAM BRADLEY COLEY – “Cocktail” omonimo (primi del ‘900)


Medico (12 Gennaio 1862 – 16 Aprile 1936). E’ il padre della immunoterapia antitumorale. Dalla fine del secolo scorso, per oltre 40 anni, utilizzò un cocktail di tossine batteriche (Serrata Marcescens e Streptococcus Puogenes) nella terapia del cancro, ottenendo risultati notevoli (remissioni del 45-50% dei casi). Queste tossine provocano una forte reazione febbrile nei pazienti, che ne stimola le difese immunitarie. (Non è un ricercatore osteggiato: la sua terapia però, è stata dismessa…).



PIERRE DELBET e il “Cloruro di Magnesio” (anni ‘30/40)

Medico. Accademico di Francia. Scopritore delle eccezionali potenzialità di un prodotto considerato fino ad allora di scarto (lo scarto del sale, appunto): il Cloruro di Magnesio. Negli anni che vanno dal 1920 al 1950, parte dalla supposizione che la carenza di magnesio nell’alimentazione possa giocare un ruolo nello sviluppo del cancro, ne verifica la fondatezza sperimentale attraverso l’uso del Cloruro di Magnesio.

Le sue ricerche, e quelle del suo collega medico A. Neveu, sono diffuse e praticate in Italia da un altro eccezionale medico e ricercatore, che si chiama Dr. Raul Vergini, di Forlì.


JOHN W. ARMSTRONG e L’Urinoterapia (anni ’40)


Medico. Assieme ad altri innumerevoli terapeuti avrebbe raccolto, nel 1944, una lunga serie di casi da lui curati con un antico sistema di cura: l’Urinoterapia. Una terapia, cioè, basata sull’assunzione, interna ed esterna, della propria urina. In questi ultimi anni, numerosissimi altri sono stati i libri pubblicati sull’argomento.


SALVATORE MURGIA – “L’ipnosi Medica” (1906-1988)

“…L’ipnosi medica richiede molto tempo e procura pochi soldi; ma, al medico ipnotista resta, come valido compenso, la soddisfazione di poter ridare la salute e la tranquillità a molti infelici…”  Tratto da “L’Ipnosi Medica Secondo il Dott. Salvatore Murgia).

Nato a Seulo (allora provincia di Nuoro, ora di Cagliari) da genitori di modeste condizioni, fu avviato agli studi tecnici, ma con la Riforma Gentile del 1923, per brama di novità, passò al Liceo Scientifico conseguendovi la maturità nel 1925. Non proseguì allora gli studi universitari ad iniziò a lavorare ad Armungia, in qualità di segretario comunale provvisorio.

Nel 1928 fu assunto come segretario comunale a Seulo e nel 1930 fu trasferito a Perdasdefogu, perché ritenuto il principale responsabile di una sommossa popolare contro le insopportabili angherie di un podestà.
Nel 1931 rientrò a Seulo come vincitore del concorso di segretario comunale.
Nel Novembre del 1933 (già sposato con tre figli) si iscrisse alla Facoltà di Medicina di Cagliari e nel frattempo, in collaborazione col fratello Giacomo, preparò oltre venti ragazzi, per lo più in precarie condizioni finanziarie, e li portò fino all’abitazione magistrale.

Nel Dicembre del 1935 lasciò per sempre il servizio di segretario comunale per stabilirsi a Cagliari, tenendo sempre ripetizioni e proseguendo gli studi medici. Conseguita la laurea in medicina e chirurgia nel 1939, prestò servizio in vari comuni come medico condotto, interno e generico, fino a quando nel 1949 divenne titolare della condotta medica consorziale di Decimoputzu – Villa speciosa.

Collocato a riposo nel 1975 e lasciato il servizio medico generico nel 1982, continuò, pur già ultra settantenne, a lavorare senza tregua, intorno alla teoria della causa psichica di tutte le malattie (da lui chiamata “Legge della Salute”). A questo fine, nel 1976 fondò il “Centro di Studio Mente e Salute”  e (dal 1980, fino alla fine dei suoi giorni) pubblicò, sia pure in modo discontinuo, il periodico “La medicina dell’avvenire”.

Con la pubblicazione del Vol. I di Medicina Anno Zero, volle insistere caparbiamente sull’urgenza di un’accurata revisione teorica e pratica della medicina ufficiale, immersa in una crisi insanabile, in modo che potesse diventare scientifica e guaritrice.


LOUIS-CLAUDE VINCENT e “l’Acqua Pura” (anni’40/50)

Mise a punto un sistema bio-elettronico per valutare il rischio cancro e l’efficacia o meno di qualsiasi terapia. Ha pubblicato sessantamila misurazioni, risultato di decenni di ricerche da parte di ricercatori in tutto il mondo, naturalmente trascurate dalla medicina ufficiale. Un interessante dossier su di lui è pubblicato da ARPC.

La tecnica bioelettronica di Vincent fu messa a appunto nel 1950. Nato nel Gennaio del 1906 in Francia, a Puy (Alta Loira), si diplomò ingegnere alla Scuola Superiore di Lavori Pubblici. Nel 1926 acquisì la specializzazione in idrologia ed igiene pubblica.

Nominato nel 1932 Presidente dell’Associazione francese degli ingegneri all’urbanistica ed alla sanità, constatò nel 1936, grazie alla collaborazione dei suoi colleghi e di numerosi sindaci, il seguente importante atto:
Il tasso di mortalità per ogni tipo di malattia ed in tubercolosi, affezioni cardiovascolari e cancro, è direttamente legato alla qualità dell’acqua distribuita alla popolazione. Esso cresce in modo particolare quando le acque sono molto mineralizzate e rese potabili artificialmente dopo trattamento fisico ed aggiunte di prodotti chimici ossidanti”.

Così, Vincent giunse, dopo 10 anni di ricerche, alla scoperta delle leggi bioelettroniche per purificarla, applicabili a tutti i mezzi acquosi. Verso il 1946, risolvette che una soluzione acquosa può essere qualificata e rappresentata in modo rigoroso da tre fattori:

Il pH, che misura il grado di acidità;
L’ rH2, che riflette il potere di ossidoriduzione;
L’ r, la resistenza elettrica che misura la concentrazione ionica.

Dal 1952 al 1953, passò dodici mesi in Libano ed ottenne molto velocemente importanti successi in numerosi villaggi in preda a epidemie.
Era riuscito a stabilire che avendo a disposizione un acqua di buona qualità e non inquinata, tutte le epidemie cessavano istantaneamente, senza alcun altro rimedio.

La tecnica di Vincent consiste nel misurare, con l’aiuto di una apparecchiatura elettronica, i tre parametri: pH, rH2 ed r, su sangue, saliva e urina dei pazienti. I valori rappresentativi di questi tre fluidi vengono riportati su un grafico ed una serie di calcoli effettuati su questi nove parametri (3x3) conduce a dati che permettono di caratterizzare, con parametri oggettivi, il “tessuto biologico” (quanto sia sano o meno) del malato; e questo, sembrerebbe finora essere l’unico esame clinico, in grado di fornire: una “valutazione veramente oggettiva” dell’efficacia, nocività o innocuità, di qualsiasi terapia, indipendente dai risultati sintomatici, che risultano spesso ingannevoli.


JOHN BEARD – cura a “base di enzimi” (anni ’70)

Medico. (1858-1924). Iniziatore di un trattamento del cancro mediante enzimi digestivi. Il dr. Krebs ne fu un ardente sostenitore. Una terapia a base di dosi massicce di enzimi pancreatici fu proposta con notevole successo da un terapeuta (non medico) di nome Kelley, molto celebre negli USA negli anni ’70.

A partire da queste premesse il dr. Nicholas Gonzales, di New York, ha sviluppato quella che lui definisce terapia metabolica individualizzata, con la quale sembra ottenere dei risultati positivi. Altri prodotti a base di enzimi utilizzati nella terapia del cancro, sono due preparati tedeschi: Carzodelan e Wobe-Mugos.


ALBERTO VIGO – “Musicologia” e “Cromologia” (anni ‘70/80)

Medico. Dott. Carlo Alberto Vigo, uno degli sviluppatori italiani di “Musicologia” e “Cromologia” (Metodo VISPLENUS) applicati alla salute, esperto in Medicina tradizionale cinese e Omeopatia, ricercatore e fondatore del Centro CREL (Centro Ricerca Energia Libera) di San Giovanni Bianco (BG). Basa la sua terapia su una miscela di tipo vaccinico integrata da terapie magnetostimolanti tese a ricaricare elettricamente le cellule con risultati positivi e documentati.


HULDA REGEHR CLARK e il suo “ZAPPER” (anni ‘80/90)

Medico. Partendo dall’ipotesi che le malattie degenerative compaiono poiché una serie di parassiti da sempre presenti nei vari organi si combina con sostanze chimiche derivanti dall’assunzione di solventi, inquinanti vari e micotossine, la Dottoressa Clark cura con protocolli fitoterapici molto meticolosi e con lo Zapper, un apparecchio elettronico di uso esterno che serve all’eliminazione di molti parassiti.


LUCIANO MARCHESI – l’”Aranciata Orgonica”

(Talmente boicottato anche lui, da non riuscire a trovare proprio niente su internet, sul suo conto…); opera (o operava?) a Serravalle Sesia, in provincia di Vercelli. La sua terapia contro i tumori, si sarebbe basata su una “arancia orgonica”. Teneva numerose conferenze sul tema e dichiarava di aver avuto numerosi risultati positivi.

NACCI GIUSEPPE


Medico sospeso dall’Ordine dei Medici di Trieste, un quanto cura i suoi pazienti malati di cancro, non con la Chemio ma con le Cure naturali. Di recente l’Ordine dei Medici di Trieste ha nuovamente sospeso dall’Ordine il dottor Giuseppe Nacci. Ma chi è questo dottore e COSA HA FATTO DI TANTO GRAVE?

Il dottor Nacci, medico specializzatosi in medicina nucleare al San Raffaele di Milano ha contribuito anche con una sua scoperta, protetta da brevetto, alla diagnosi e terapia dei tumori, come descritto nel suo libro “La terapia dei tumori con Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare

Considerato tuttavia che le normali terapie dei tumori (radioterapia, ormonoterapia e soprattutto chemioterapia) presentano forti effetti collaterali, ha sviluppato lo studio per la cura dei tumori secondo il metodo metabolico Gerson. Tale metodo, seguito con molto successo in parecchie cliniche all’estero, si basa principalmente su un apporto vitaminico fitoterapico accompagnato da un’adeguata dieta.

Tutto ciò è ampiamente illustrato nel suo libro “Diventa Medico di Te Stesso” che è stato premiato dall’Associazione “Mare Nostrum” di Wildon (Graz) come miglior libro a tema scientifico dell’anno 2006. Per i suoi studi i sindaci di Trieste e di Padova lo hanno insignito del Sigillo delle loro città ed il rettore e il Senato Accademico dell’Università di Padova gli hanno conferito il premio “Città di Padova 2008”.
Nonostante l'alto riconoscimento dei suoi studi ed il felice esito delle sue cure, l'Ordine dei Medici di Trieste ha deciso di sospenderlo ulteriormente perché le sue cure non sono in linea con quelle ufficiali.

Ci chiediamo allora quale sia l’effettivo significato del concetto di “tutela della salute e di Libertà di cura dei cittadini”, sancito dall’art. 32 della Costituzione, stante che i pazienti oncologici del dottor Nacci sono ora impossibilitati a proseguire le cure intraprese e sono lasciati al loro destino.

Chiediamo all’Ordine dei Medici di Trieste quali siano le reali motivazioni che si celano dietro a questa sospensione: i molteplici successi terapeutici ottenuti dal dottor Nacci, testimoniati anche recentemente da articoli apparsi in questa stessa rubrica, dimostrano inconfutabilmente la validità della sua terapia che, non presentando effetti collaterali, risulta, in termini di guarigione e qualità di vita, nettamente superiore a quelle derivanti dall’applicazione delle terapie ufficiali.

VALNET JEAN

E’ ormai considerato uno dei maestri mondiali della fitoterapia. Con essa, e solo con essa, ha proposto e praticato protocolli per curare i tumori.


POGLIO ACHILLE

Fitoterapeuta e fitopreparatore, aveva individuato nel propoli delle api, del quale può senza dubbio essere considerato il più grosso studioso mondiale, un mezzo di supporto fondamentale per tutte le patologie degenerative. Scomparso, purtroppo da pochi anni, ha lasciato per i suoi discepoli i protocolli che ha individuato.

Suo il grande merito della realizzazione di prodotti atti a rinforzare il terreno sia nel campo umano che animale e vegetale come presidio naturale dell’insorgenza tumorale.


PONTIGGIA PAOLO

Primario medico della Clinica Città di Pavia, lavora con l’immunoterapia secondo tre modalità di stimolazione del sistema immune: i derivati chimici, una sostanza chimica  il metisocrinolo, un antivirale, e il corinebacterium parvum che è uno stimolatore batterico.
In questo modo egli dichiara di aver ottenuto, in una percentuale consistente dei suoi pazienti, regressioni o scomparse del tumore trasformando situazioni cliniche solitamente a decorso grave in malattie croniche tipo quelle che si possono osservare nei diabetici. 


PRADILLA PADRE

Usa da decenni un trattamento a base di erbe impiegato attivamente da molto tempo in Burkina (Africa), anche per l’Aids in molti ambienti naturisti di Madrid e Barcellona ed anche in Italia. Ne parla a lungo nei suoi libri Robert Lombardi.


REICH WILHEIM

Collaboratore di Freud, ha dato un contributo essenziale alla psicanalisi dalla quale più tardi si staccò per condurre le sue ricerche sull’energia vitale. Una parte importante delle sue ricerche riguardò i tumori. I topi cancerosi messi nell’ORAC (accumulatore di energia orgonica) guarivano. Scoprì che lo stress ed i conflitti (anticipando di alcuni decenni una parte della teoria di Hamer) hanno una grande importanza nella genesi di questa patologia.

Reich, manco a dirlo, fu perseguitato, incarcerato. I suoi libri furono bruciati e fu proibito l’uso delle sue apparecchiature scientifiche. Eravamo nella democratica America degli anni ’50.
Per chi vuole approfondire sono fondamentali due libri: “La biopatia del Cancro” (Ed. SugarCo) e “Alla ricerca dell’energia vitale” (Ed. Melusina).


RIFE ROYAL R.

Noto per il suo microscopio ad altissima risoluzione, costruì, negli anni ’20-30 un apparecchio per il trattamento del cancro e di altre patologie mediante l’emissione di specifiche frequenze elettromagnetiche.
Ottenne risultati clamorosi nel trattamento di diversi casi di cancro, attirandosi le ire dell’ufficialità.

Il suo laboratorio fu misteriosamente distrutto (sia la macchina che il microscopio sono quindi andati perduti) e finì in carcere. Diversi ricercatori, negli USA, stanno oggi cercando di ricreare l’apparecchio Rife. I migliori risultati, fino ad oggi, sono stati ottenuti da quello che viene definito apparecchio Rife-Dare (dal nome di James Dare che lo ha concepito.


SALIMEI DEOTTO MERCEDES

E’ una dietista ontogenetica. Basa la sua teoria, da decenni, su una metodologia biologica improntata al potenziamento del sistema immunitario che mescola la pratica del digiuno alla somministrazione di integratori minerali, vegeto minerali, vegetali, organici e di vitamine naturali secondo protocolli minuziosi per ogni tipo di degenerazione tumorale.


SHELTON HERBERT M.

Americano di origine tedesca nato nel 1985 in Texas nella sua lunga vita ha scritto decine di libri. Il suo metodo contro le malattie degenerative si basa fondamentalmente sul digiuno come elemento terapeutico. Un digiuno, ovviamente, da effettuarsi sotto il controllo di un terapeuta esperto. Sono decine e decine di migliaia, e documentati, i casi risolti positivamente con la digiunoterapia.


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