Agli inizi degli anni 80, avevo un rapporto epistolare con una ragazza di pari età conosciuta in Calabria, anche se c'eravamo rivolto pochissime parole, nacque tra di noi un forte sentimento d'amicizia fatto di iniziali sguardi e ripetuti scambi epistolari continuati ancora per diversi anni. Ci scambiavamo opinioni, emozioni e sentimenti per tutto quello che entrava a far parte della nostra vita. Allora era molto più poetico ed emozionante attendere giorni, a volte mesi per ricevere risposta. Sono sensazioni ormai perdute. Ho un unico rammarico, oltre quello di non averla più cercata (per motivi suoi familiari cambiava spesso mittente), è quello di non aver fatto e conservato copie di tutte quello che gli avevo scritto, così come ho fatto, invece, con le sue lettere. Poi, come spesso accade, senza un preciso motivo, abbiamo smesso.
Voglio ricordarla con una sua poesia che conservo
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lunedì 3 giugno 2013
PIUME DALLE ALI DI UN ANGELO
Nel 1979, in pieno servizio di leva, lessi per la prima volta "La Stanza Vuota" un'antologia di racconti di Thomas M. Disch , tra i vari titoli v'era uno che mi piacque talmente tanto che lo trascrissi di sana pianta a penna nel mio quaderno di riflessioni poetiche. Come da mia personale indole, da sempre condivido tutto ciò che ritengo bello, interessante ed utile. Il racconto in quel periodo mi procurò delle intense emozioni che a tutt'oggi ancora mi permangono. Naturalmente, in passato, lo ho condiviso e consigliato ai miei conoscenti. Oggi l'ho riletto nuovamente e devo dire che riesce a procurarmi ancora le stesse identiche emozioni. Mi piacerebbe trascriverlo sul presente post, ma sicuramente capirete che per motivi di privacy tutto ciò non è possibile. Posso, però, accennarvi la parte iniziale e consigliare di completare la lettura non appena verrete in possesso del racconto completo.
PIUME DALLE ALI DI UN ANGELO
Thomas M. Disch
mercoledì 29 maggio 2013
OBLIO
Mi piacque talmente tanto che la ricopiai a penna in un quaderno.
Ora dopo tanti anni, l'ho riscoperta e riletta con piacere.
Oggi come allora non so davvero chi l'abbia ideata.
Un ringraziamento all'ignoto (almeno per me) autore.
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OBLIO
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Da quanto tempo sono qui?
Quante volte mi sono posto questa domanda, mai ne ho avuto risposta.
Sono qui nella mia tomba, malandata, quasi coperta di sterpi
con le poche parole incise nel marmo corroso dal tempo.
Tempo, parola senza senso per me, niente ha senso.
Eppure vorrei provare delle sensazioni ma non so cosa siano,
certo le ho provate ma ora, non le ricordo più.
Ricordare, cosa vuol dire ricordare.
Io non posso ricordare.
Io so.
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