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martedì 5 marzo 2019

SIAMO NEL 18° SECOLO?


L’ipotesi del Tempo Fantasma è una teoria revisionista della cronologia storica ufficiale formulata tra il 1980 e il 1990 dallo storico tedesco Heribert Illig

Secondo l’ipotesi del ricercatore, alcuni periodi della storia passata, in particolare quella europea durante il Medioevo (614-911 c.C.) non si sono affatto verificati, oppure si è volutamente datarli erroneamente.

Dunque tre secoli sarebbero stati inventati di sana pianta: ragion per cui, saremmo, in realtà, nel 1718!

Se fosse vero, non sarebbe semplicemente una cospirazione, ma la madre di tutte le cospirazioni un vero e proprio complotto temporale: ben 297 anni di storia, quelli tra il 614 e il 911, non sarebbero mai avvenuti e quindi deliberatamente inventati o volutamente datati in maniera erronea.

Questa teoria, conosciuta come l’ipotesi del Tempo Fantasma, è stata formulata da tre studiosi in tempi diversi: Hans Ulrich Niemitz, ingegnere ed ex direttore del Centro di Storia della Tecnologia di Berlino (1946-2010), lo storico tedesco Heribert Illig e Anatolij Timofeevic Fomenko, matematico, fisico e professore all’Università statale di Mosca.

Nell’introduzione al suo articolo “The Phantom Time Hypothesis”, il dottor Hans-Ulrich Niemitz chiede ai suoi lettori di essere pazienti, benevoli e aperti a idee radicalmente nuove, dato che le sue affermazioni sono tutt’altro che convenzionali.

Le tesi fondamentali esposte nel suo articolo sono tre:
1) centinaia di anni fa, il nostro calendario è stato manipolato aggiungendovi 297 anni che non si sono mai verificati;
2) quindi, oggi non siamo nel 2018 nel 1721;
3) i fautori di questa ipotesi non sono degli eccentrici.

La Teoria del Tempo Fantasma suggerisce che il Medioevo (614-911 d. C.) non è mai avvenuto, ma che questo periodo è stato aggiunto al calendario molto tempo fa, per caso, o per errata interpretazione dei documenti, o per falsificazione deliberata da cospiratori del tempo.

Ciò significa che tutti gli eventi attribuiti a questi tre secoli appartengono ad altri periodi, o che si siano verificati nello stesso momento, o che sono stati inventati di sana pianta.

Ma che prove ci sono a sostegno di queste affermazioni?

Sembrerebbe che gli storici siano afflitti da una quantità significativa di documenti falsificati in età medievale: questo è stato, infatti, il tema di un convegno archeologico tenutosi a Monaco nel 1986. 

Nel suo intervento, Horst Fuhrmann, presidente di Monumenta Germaniae Historica, ha spiegato come alcuni documenti siano stati falsificati durante il Medioevo, creando eventi datati centinaia di anni prima, entrando poi nella cronologia storica ufficiale.

Questo implicava che chiunque abbia prodotto le falsificazioni, aveva voluto molto abilmente anticipare il futuro, oppure introdurre qualche discrepanza nelle date.

Tanto è bastato per suscitare la curiosità di Herbert Illig, diventato uno dei principali sostenitori della teoria. Illig si è chiesto perché qualcuno avrebbe dovuto falsificare documenti centinaia di anni prima che potessero diventare utili. Così, lui, insieme al suo gruppo, ha esaminato altri falsi dei secoli precedenti.

La ricerca li ha portati a indagare sull’origine del calendario gregoriano, introdotto da Papa Gregorio XIII nel 1582 e che ancora oggi utilizziamo. Il calendario gregoriano fu progettato per sostituire il “Calendario Giuliano” (45 a.C.), per correggere una differenza di dieci giorni causata dal fatto che l’anno Giuliano è 10,8 minuti più lungo.

Ma, secondo i calcoli matematici di Illig, l’accumulo dei dieci giorni si sarebbe realizzato solo dopo 1.257 anni e non dopo 16 secoli. Sulla base di questi calcoli, il ricercatore suggerisce che il calendario sia stato riavviato, introducendo 297 anni di storia mai avvenuti, o riformulati cronologicamente. La conclusione più sconcertante di Illig è che la dinastia carolingia non sia mai esistita e che Carlo Magno sia un personaggio di fantasia.

Per sostenere ulteriormente la sua ipotesi, Illig sottolinea la scarsità di prove archeologiche attendibili databili al periodo tra il 614 ed il 911 d.C., l’eccessiva dipendenza degli storici medievali dalle fonti scritte e la presenza di architettura romanica nell’Europa occidentale del X secolo.

Tuttavia, la comunità scientifica ha proposto diversi metodi di datazione che sembrerebbero contraddire l’ipotesi di Illiq. Innanzitutto, le osservazioni astronomiche antiche concordano nelle datazioni, come gli avvistamenti della cometa Halley.

Inoltre, per quanto riguarda la riforma gregoriana, l’intento non era quello di portare il calendario in linea con quello giuliano, come era stato concepito nel 45 a.C., ma come era nel 325 d.C., anno del Concilio di Nicea, nel quale era stato stabilito il criterio per la data della Domenica di Pasqua, fissando l’equinozio di primavera al 20 Marzo del calendario giuliano.

Nel 1582, l’equinozio di primavera cadeva il 10 Marzo del calendario  giuliano, ma la Pasqua era ancora calcolata sull’equinozio nominale del 20 Marzo. C’era, dunque, una discrepanza tra le osservazioni astronomiche e la data nominale del calendario giuliano. I “tra secoli mancanti” di Illig corrispondono quindi a 369 anni fra l’istituzione del calendario giuliano nel 45 a.C. e la fissazione della Pasqua nel Concilio di Nicea del 325 d.C.

La Nuova Cronologia

Nonostante la difesa della cronologia ufficiale da parte della comunità scientifica, un altro ricercatore ha proposto una teoria simile in maniera indipendente, Anatolii Timofeevic Fomenko, matematico, fisico e scienziato russo, professore all’Università statale di Mosca. 

Come matematico si occupa di topologia, è membro dell’Accademia Russa delle Scienze ed è autore di 180 pubblicazioni scientifiche, 26 monografie e libri di testo.

E’ noto per essere autore della teoria conosciuta come Nuova Cronologia, secondo la quale tutti gli avvenimenti storici della storia del mondo sarebbero avvenuti in tempi diversi da quelli comunemente riconosciuti.

La teoria Anatolii Fomenko vuole che la cronologia tradizionale consista in realtà di quattro copie della “vera” cronologia (ciò che è veramente accaduto) che si sovrappongono, spostate indietro nel tempo di intervalli significativi (da 300 a 2.000 anni), con alcune revisioni.

Tutti gli eventi e i personaggi convenzionalmente datati prima dell’XI secolo sono o fittizi, o più comunemente rappresentanti “immagini riflesse fantasma” di eventi e personaggi medievali, trasportati da errori intenzionali o errate datazioni accidentali di documenti storici.

La nuova cronologia è radicalmente più corta più corta della cronologia convenzionale, perché tutta la storia dell’Antico Egitto, quella della Grecia antica e la storia romana vengono comprese nel Medioevo, e l’Alto Medioevo viene eliminato. 

Secondo Fomenko, la storia dell’umanità risale solo fino all’anno 800, visto che non avremmo a suo dire quasi informazioni sugli eventi fra l’800 ed il 1000, e la maggior parte degli eventi storici che conosciamo sarebbero avvenuti tra il 1000 ed il 1500.

Dunque, i nostri antenati erano tutti dei gran bugiardi? Oppure l’ipotesi del Tempo Fantasma è solo il parto di menti pseudoscientifiche particolarmente fervide? E’ possibile che la figura di Carlo Magno, ricca di aneddoti leggendari, sia simile a quella che ci ha tramandato la figura di Re Artù?

Esistono migliaia di falsi riconosciuti nel Medioevo: testamenti, testi di storia, cronache, ecc… Come riconoscere i documenti veritieri da quelli fittizi? Inoltre, l’alfabetizzazione non era molto diffusa. 

Dato che la maggior parte delle persone non era in grado di leggere o scrivere, come potevano verificare i fatti registrati nei documenti ufficiali. E’ visto che non vi erano organi di informazione real-time, di quali eventi storici la popolazione medievale era realmente al corrente?

In realtà, come rivela un articolo della BBC, le confutazioni sull’ipotesi del Tempo Fantasma non sono molto approfondite, essendo nella maggior parte dei casi commenti sprezzanti e indignati. E’ difficile, infatti, trovare testi accessibile che spigano in dettaglio perché è improbabile che tale teoria possa essere verosimile.

Ad ogni modo, staremo a vedere se gli studiosi tenteranno di revisionare l’intera cronologia che abbiamo studiato sui banchi di scuola, oppure continueranno a difenderla strenuamente” a prescindere”! 

L’unica riflessione che sembra suggerire questa teoria è che anche la cultura, se ci fosse ancora bisogno di conferme, può diventare uno strumento di controllo e di potere.


mercoledì 12 aprile 2017

LA VITA DOPO LA MORTE

 
 Il famosissimo scienziato Robert Lanza, ha presentato la sua teoria dove prova a spiegare la vita dopo la morte: va avanti per sempre, tramite un piccolo contenitore quantico chiamato “coscienza”.

   Tuttavia la nostra vita materiale viene registrata per così dire dal nostro DNA, dove è insita la coscienza umana, similmente ad un registratore magnetico, poi ciò che è stato seminato o registrato e quindi vissuto, verrà raccolto successivamente.

   Poi dopo aver abbandonato il corpo, attraverso un viaggio su altri Universi o Dimensioni, la coscienza andrà a materializzarsi in altra forma di vita, pronta per una nuova esperienza.

LA VITA NON FINISCE QUANTO IL CORPO MUORE, MA PUO’ DURARE PER SEMPRE.

Il titolo del libro abbastanza complesso: “Biocentrism: How Life and Consciousness Are the Keys to Understanding the Nature of the Universe” (Biocentrismo: come la vita e la coscienza sono le chiavi per comprendere la natura dell’Universo) che sta destando un forte clamore nel mondo del web, Robert ci parla appunto che la vita non finisce quando il corpo muore, ma può durare per sempre.

Quindi in sintesi il concetto di fondo, prova a spiegare come la vita non finisce quando il nostro corpo muore, ma invece può andare avanti per sempre, tramite la nostra coscienza.


Il dottor Lanza è stato votato come il terzo miglior scienziato in vita dal New York Times, stando a quanto riportato su Spirit Science and Metaphysics. Lanza, esperto in medicina rigenerativa e direttore del Advanced Cell Technology Company negli Stati Uniti, è anche conosciuto per la sua approfondita ricerca sulle cellule staminali e per l’aver clonato diverse specie di animali in via d’estinzioni.

Ma da un po’ di tempo ha deciso di dedicarsi anche alla fisica, meccanica quantistica e astrofisica. Questa miscela esplosiva di conoscenze ha dato vita ad una nuova teoria, quella del biocentrismo.

Essa insegna che la vita e la coscienza sono fondamentali per l’universo e praticamente è la coscienza stessa che crea l’universo materiale in cui viviamo e non il contrario. Prendendo la struttura dell’universo, le sue leggi, forze e costanti, queste sembrano essere ottimizzate per la vita, il che implica che l’intelligenza esisteva prima della materia.

Lanza sostiene inoltre che spazio e tempo non siano oggetti o cose, ma piuttosto strumenti della nostra comprensione: “portiamo lo spazio e il tempo in giro con noi, come le tartarughe con i propri gusci”.

In realtà, la coscienza esiste al di fuori dei vincoli di tempo e spazio, nel senso che quando il guscio si stacca (spazio e tempo), noi esistiamo ancora. La teoria implica che la morte della coscienza semplicemente non esista. Esiste solo sotto forma di pensiero, perché le persone si identificano con il loro corpo credendo che questo prima o poi morirà e che la coscienza a sua volta scomparirà.

Se il corpo genera coscienza, allora questa muore quando il corpo muore, ma se invece il corpo la riceve nello stesso modo in cui un decoder riceve dei segnali satellitari, allora questo vuol dire che non finirà con la morte fisica.
In realtà, la coscienza esiste al di fuori dei vincoli di tempo e spazio. E’ in grado di essere ovunque nel corpo umano e fuori di esso.

In un Universo, il corpo può essere morto mentre in un altro può continuare ad esistere, una sorta chiamato “non località quantistica”. Assorbendo la coscienza che migra in questo Universo o altro Universo e Dimensione, essa continua a vivere, in relazione alla risposta quantica della vita vissuta precedentemente.
“Lanza ritiene inoltre che universi multipli possano esistere simultaneamente”. 

Ciò significa che una persona morta, durante il viaggio attraverso un tunnel quantico, non finisce all’inferno o in paradiso, ma in un mondo simile, a lui o a lei, una volta abitato, ma questa volta vivo… e così via, all’infinito. Senza ricorrere a ideologie religiose.


Robert Lanza cerca di spiegare la coscienza quantistica con esperienze precedenti alla morte, proiezione astrale, esperienze fuori del corpo e anche reincarnazione. Secondo la sua teoria, l’energia della coscienza ad un certo punto viene riciclata in un corpo diverso e nel frattempo esiste al di fuori del corpo fisico ad un altro livello di realtà e forse, anche, in un altro Universo.

lunedì 30 gennaio 2017

HAARP: l’Arma Geofisica

 
Per provocare un disastro nel posto giusto al momento giusto è necessario risolvere il problema del tempo di predizione, a lungo termine, del “punto di mira”.                 
Perciò gli statunitensi crearono un modello digitale dettagliato dell’atmosfera       terrestre e un super-computer in grado di elaborare enormi quantità di informazioni.

  Ed ecco perché non si dovrebbe “scientificamente” prevedere il  terremoto, s’intralcerebbe il monopolio che detiene il Pentagono e le sue agenzie “scientifiche” su quest’arma.

Un primo interesse dei militari nello studio della ionosfera per impieghi bellici,   si ebbe nel 1958, quando gli Stati Uniti condussero la prima esplosione nucleare ad un’altezza di 70 chilometri, aprendo la via alla flotta di bombardieri B-52 con bombe all’idrogeno nella difesa sovietica.

  Ciò non accadde, ma si notò un fenomeno interessante! 

Nell’arcipelago delle Samoa, 3500 km a sud del luogo dell’esplosione apparve un’aurora luminosa! Un disturbo ionosferico che durò a lungo, a distanza di migliaia di chilometri!

Le particelle cariche prodotte dall’esplosione nucleare, corsero lungo le linee magnetiche nell’emisfero opposto forando la ionosfera della Terra. L’esperimento fu ripetuto (tre esplosioni ad un’altitudine di 480 km nel Sud Atlantico) e si scoprì che le esplosioni nucleari non solo violavano la ionosfera con anomalie radio per anni, ma influivano attivamente sui processi climatici della Terra.

  Da allora, gli scienziati iniziarono a studiare un’arma geofisica e climatica che permettesse di controllare il meteo sul campo di battaglia e sul territorio nemico. Così nacquero le armi geofisiche!

    Le attuali armi geofisiche permetterebbero: 

     -      La distruzione dello strato di ozono sopra specifiche superfici da             “bruciare” con le radiazioni solari.
     -      Influire sulle risorse idriche (inondazioni, tsunami, tempeste, frane).
     -      Disastri atmosferici (tornado, tifoni, cicloni, acquazzoni) così come il     clima generale in una particolare area (siccità, gelo, erosione).
     -      Terremoti e Tsunami.

Negli Stati Uniti, tale tipo di arma viene chiamata “HAARP”, o “Ricerca attiva dell’area aurorale del programma “Northern Light”, frutto dell’Iniziativa di Difesa Strategica” (SDI o Star Wars). Dopo l’11 Settembre 2001, attorno l’HAARP furono installati sistemi di difesa aerea.

L’installazione fu costruita congiuntamente da US Navy e US Air Force, ufficialmente per studiare la natura della ionosfera e lo sviluppo di sistemi di difesa aerea e missilistica. Tuttavia, molti ricercatori ritengono che in realtà il complesso agisca sui meccanismi naturali globali e locali, nei Paesi avversari degli Stati Uniti.






L’HAARP può:

mercoledì 14 dicembre 2016

ROMANIA: Incredibile Scoperta – Occultata

Nell’estate del 2003, in una zona poco conosciuta in prossimità dei Monti Bucegi ci fu una scoperta che ha cambiato il destino dell’umanità.

I Monti Bucegi, altezza massima di circa 2.505 metri sul livello del mare, si trovano nel centro della Romania, a sud della città di Brasov. Sono una parte dei Carpazi Meridionali ed è una zona molto ripida che ha reso questa parte del parco molto interessante per gli sport estremi. Molto prima la montagna Bucegi veniva venerata come zona sacra, gli abitanti credevano che sulla cima della montagna e nelle sue grotte abitasse il mitico dio Zalmoxis.
All’interno del parco si nota una grande quantità di pascoli di pecore e cavalli. In molti luoghi, enormi massi formano monumenti naturali piuttosto bizzarri sorprendentemente composti di conglomerati calcarei dalle forme chiare.

Con il declassamento dei vecchi dati satellitari e con l’avvento della più moderna tecnologia dei nuovi satelliti installati negli ultimi anni, si è venuto a conoscenza dell’esistenza di un incredibile complesso di labirinti sotterranei in varie parti del mondo. In luoghi come Guatemala in Sudamerica, sono state mappate gallerie che si estendono per circa 800 km partendo dalle piramidi Maya di Tikal. Queste nuove tecnologie hanno permesso di fare questa meravigliosa scoperta in Romania.

Il governo rumeno ha ricevuto enormi pressioni diplomatiche da parte degli Stati Uniti e del Vaticano al fine di non divulgare informazioni a tutto il mondo su questa incredibile scoperta.

Il risultato è stato un accordo temporaneo che permettesse alla NATO Romania, coordinato dal Pentagono e dal Vaticano,  l’esplorazione e lo studio degli incredibili risultati emersi dalle scansioni geodetiche satellitari che avevano rivelato due barriere di energia, probabilmente artificiali, all’interno della montagna.

giovedì 28 aprile 2016

LA MORTE: IL GRANDE INGANNO

La morte è l’inganno più grande. 
Grazie a questo inganno l’élite è riuscita a tenere sotto scacco l’umanità: se vi fermate a pensare, infatti, capirete che ogni dittatura ha sempre fatto leva sulla morte e soprattutto sulla paura della morte.

La morte non esiste.  
Se l’umanità non avesse avuto questa paura nessuno mai avrebbe potuta ricattarla. Se un individuo sa di essere immortale non si piega davanti a nessuna dittatura. Religione e scienza di regime sono due facce della stessa medaglia, una dice che se non fai il bravo schiavo finisci all’inferno, l’altra, la scienza di regime, ci dice che siamo qui per caso e che spariremo nel nulla senza motivo.

E che tutto questo mondo così complesso e articolato è solo il risultato del caos, aumentando così la paura della morte, visto che l’uomo si convince che questa sia l’unica esistenza che avrà a disposizione.

Qui di seguito riportiamo alcune testimonianze di persone autorevoli, dottori e scienziati che contraddicono queste assurde tesi:

Elisabeth Kübler-Ross              


È stata una psichiatra svizzera che ha dedicato l’intera vita a curare i pazienti malati terminali. Ella dice: “Dopo aver lavorato per molti anni con malati moribondi, e dopo aver imparato da loro che cosa sia realmente la vita, quali siano i rimpianti che si hanno quando sembra ormai troppo tardi per averne, cominciai a chiedermi che cosa fosse realmente la morte.

Incominciai così a raccogliere i resoconti di esperienze extra-corporee, che i miei pazienti mi riferivano. Tutte queste esperienze risultavano avere le stesse caratteristiche ed essere analoghe anche ad altri resoconti simili registrati in altre parti del mondo, da parte di altrettanti medici.

lunedì 7 marzo 2016

RINO GAETANO: Misteriosa morte o coincidenze?

Trentacinque anni, circa, senza sapere perché quell’ambulanza che trasportava Rino Gaetano non trovò mai un ospedale pronto a soccorrerlo.

La notte del 2 Giugno del 1981 alle prime ore dell’alba, infatti, la Volvo 343 guidata proprio dal cantautore crotonese si schianta contro un camion sulla Nomentana a Roma, all’altezza di via XXII Aprile, poco prima di arrivare a casa sua (abitava con i genitori, portinai di un palazzo). L’impatto è tremendo. Subito arriva l’ambulanza che cerca di trasportare il cantante in ospedale.

Ma, inspiegabilmente, cinque nosocomi ne rifiutano il ricovero.

Gaetano arriva al Gemelli di Roma, ma ormai è troppo tardi.  Muore appena 31enne. Eppure la sua tragica morte era stata descritta dallo stesso cantautore in una sua lirica, mai apparsa in alcun disco e riconducibile al periodo cosiddetto Folkstudio.

Stiamo parlando de “La Ballata di Renzo”, che racconta la storia di un giovane che, a seguito di un incidente d’auto, non riesce a trovare un ospedale per il ricovero. E la sorte fu ancora più cattiva con lui. Ben tre dei cinque ospedali che rifiutarono di prestargli soccorso sono citati nel testo della canzone. Una coincidenza agghiacciante acuita dal fatto che da li a poco avrebbe sposato la sua fidanzata “Ameliuzza”, la studentessa universitaria a cui era legato da tempo.

LA BALLATA DI RENZO
Quel giorno Renzo uscì,
andò lungo quella strada
quando un’auto veloce lo investì
quell’uomo lo aiutò
e Renzo allora partì
verso un ospedale che lo curasse
per guarir.
Quando Renzo Morì io ero al bar.
La strada era buia
si andò al San Camillo
e lì non l’accettarono
forse per l’orario.
Si pregò tutti i Santi
ma s’andò al San Giovanni
e lì non lo vollero per lo sciopero.
Quando Renzo morì io ero al bar.
Ormai l’alba andarono al policlinico
ma lo si mandò via perché
mancava il vicecapo.
C’era in alto il sole
si disse che Renzo era morto
Ma neanche al Verano c’era posto.
Quando Renzo morì io ero al bar.
Al bar con gli amici bevevo un caffè.

IL TESTAMENTO
Oltre ad un grande vuoto, Rino Gaetano lascia un’enorme eredità culturale. Le sue canzoni sono ancora tutte attualissime ed ancora rivisitate da molti interpreti. Rino Gaetano è stato un maestro per il suo modo ironico, ma mai banale, di avvicinarsi ai piccoli ed ai grandi temi della quotidianità.

Difensore dei contadini del Sud Italia, dei quali si ergeva quasi a paladino, e nemico dei giochi di potere della politica. Le sue filastrocche sono uno spaccato della società che, 25 anni dopo, non è cambiata molto.

Rino nelle sue canzoni metteva in musica, sia pure in forma simbolica, il modus operandi dell’organizzazione chiamata “Rosa Rossa”, nata nel 1887 nell’ambito della Golden Dawn (Alba d’Oro). Nulla di strano in ciò.

I Rosacroce, compresa la Golden Dawn e la Rosa Rossa, parlano in forma simbolica. Anzi, potremmo dire che parlano da secoli solo in forma simbolica, per mezzo di messaggi veicolati nell’arte, nella letteratura, nel cinema, nell’architettura.

Nascondo significati rosacrocianti le opere di Botticelli, Giorgione, Leonardo in pittura; in musica è sufficiente ricordare “Il flauto magico” di Mozart; in letteratura l’opera simbolo dei Rosacroce è La Divina Commedia che, come dice Eliphas Levi, è un’immensa allegoria rosacrociana, dove compare per la prima volta, in modo esplicito, il simbolo dei Rosacroce: la Candida Rosa.

La Candida Rosa è costituita dai beati, a cui Dante arriva, negli ultimi canti del Paradiso, guidato da San Bernardo (il creatore della regola templare, un ordine strettamente legato a quello dei Rosacroce).
Ed è proprio alla legge dantesca del contrappasso che si ispira la massoneria rosacrociana quando là la morte a qualcuno.         
                
A morire con la legge del contrappasso, nel campo artistico, ricordiamo:

-      - Antoine de Saint-Exupéry, che scomparve in volo, perché il suo volo, perché il suo libro “Il Piccolo Principe”, ove lui fa riferimento ad una rosa rossa, mangiata da una pecora, narra proprio di un aviatore;

-      - James Dean, che morirà in una Porsche 550 che porta il numero 130, così muore il protagonista del film “Gioventù Bruciata”;

-      - Brandon Lee, che morirà durante le riprese di un film in cui la pistola di scena, anziché essere caricata a salve, è caricata con pallottole vere; una scena che era ripresa da un film in cui aveva partecipato il padre, Bruce Lee, anche lui morto in circostanze che definire poco chiare è un eufemismo.

Rino, con le sue canzoni, fece né più né meno come fanno tutti. Espresse il suo pensiero in musica, in forma simbolica. Sono simbolicamente importanti tre canzoni, tratte dall’album “Mio fratello è figlio unico”: Rosita, Cogli la mia rosa d’amore, Al compleanno della Zia Rosina, ove sono descritti, in forma simbolica alcuni dei meccanismi operativi della Rosa Rossa.

PRIMA COINCIDENZA. Muore rifiutato da 5 ospedali, tra cui il San Giovanni ed il San Camillo, in circostanze molto, troppo simili a quelle raccontate nella sua canzone “La Ballata di Renzo”.                                                                         Infatti, il protagonista muore rifiutato dagli ospedali San Camillo e San Giovanni.

SECONDA COINCIDENZA. Muore sulla Nomentana, strada che deve il suo nome alla città di Nomentum, colonia di Alba Longa.

TERZA COINCIDENZA. Si schianta contro un camion in prossimità di un platano. Il Platano è un albero associato a Venere, perché nella mitologia greca, Zeus incontrava Venere sotto un platano; il pianeta Venere è associato a Lucifero, ed era anche noto come “stella del mattino”, perché sorge poco prima del sole. All’alba appunto.

Tutti questi riferimenti portano alla Golden Dawn, o Alba d’Oro. Ricordiamo anche che Stella del Mattino è il nome di una filiazione della Golden Dawn, cui apparteneva il mago Aleister Crowley.

QUARTA COINCIDENZA. L’incidente avviene in una località non troppo lontana dal luogo dove era morto in circostanze analoghe Fred Buscaglione. E ancora una volta possiamo notare una coincidenza curiosa, perché Rino aveva cantato alcuni pezzi di Buscaglione. Non a caso un giornale intitolò il pezzo della sua morte “Rino Gaetano come Fred Buscaglione”.

Fred Buscaglione muore il 3 Febbraio 1960 in un incidente all’angolo tra via Paisiello e via Rossini, scontrandosi con una Lancia Esatau. Il nome deriva da “esagramma” e Tau (croce), due simboli fondamentali per la Golden Dawn: l’esagramma, o Stella di David, e la Tau, la 22esima lettera dell’alfabeto ebraico, che rappresenta la Croce, al cui centro c’è – nella simbologia rosacrociana , la Rosa Rossa.

QUINTA COINCIDENZA. Entrambi i cantanti muoiono all’alba.

SESTA COINCIDENZA. Anche il protagonista della Ballata di Renzo muore all’alba, e verrà sepolto al Verano, come Rino.

SETTIMA COINCIDENZA. I funerali di Rino si svolgono nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù. E la rosa rossa rappresenta… il cuore di Gesù.

OTTAVA COINCIDENZA. L’edificio dove Rino abitava, a Crotone, si trasformò in un albergo ristorante. Il nome? La casa di Rosa.

NONA COINCIDENZA. La Rai produce fiction su Rino Gaetano, ne stravolge vergognosamente la vita facendolo passare per un drogato, trasfigura il rapporto con il padre descrivendolo falsamente come un rapporto conflittuale: lo fa passare per un traditore incallito, solo e senza amici (mentre invece, pochi giorni dopo quel fatidico 2 Giugno, si sarebbe dovuto sposare); la fiction è prodotta dalla Ciao Ragazzi, casa produttrice che ricorda molto l’acronimo rosacrociano CR, ed è realizzata da Claudia Mori, che ha due figlie: Rosita e Rosalinda, RR.

Coincidenze ovviamente.  Quante possibilità c’erano, statisticamente, che Rino morisse esattamente come descriveva in una sua canzone? Statisticamente: zero.

Inoltre ricordiamoci che Rino disse: “vogliono mettermi il bavaglio ma non ci riusciranno”; e disse anche che le sue canzoni sarebbero state capite un giorno, quando la gente si sarebbe domandata cosa succedeva sulla spiaggia di capocotta.

A cosa alludeva Rino?  Chi voleva mettergli il bavaglio?  E perché?

Se cantava le sue canzoni senza senso, perché qualcuno voleva farlo zittire? Per gli anticomplottisti ad oltranza, si sa, Rino forse delirava (del resto non era un ubriacone, come ce lo ha presentato la fiction della Rai?) E chissà a chi alludeva dicendo che qualcuno voleva mettergli il bavaglio.

lunedì 20 luglio 2015

SVELATO IL MISTERO DEL TRIANGOLO DELLE BERMUDA


Il triangolo delle Bermude o delle Bermuda è una zona dell’Oceano Atlantico settentrionale di forma per l’appunto triangolare, i cui vertici sono:

Vertice Nord – il punto più meridionale della costa dell’arcipelago delle Bermude;

Vertice Sud – il punto più occidentale dell’isola di Porto Rico;

Vertice Est – il punto più a Sud della penisola della Florida.

In relazione a questa vasta zona di mare, di circa 1.100.000 km2, a partire dagli anni cinquanta la cultura popolare ha fatto sì che nascesse la convinzione che si fossero verificati dal 1800 in poi numerosi episodi di sparizioni di navi e aeromobili, motivo per cui alcuni autori hanno soprannominato la zona “Triangolo Maledetto” o “Triangolo del Diavolo”.

INTERVISTA A PIER LUIGI IGHINA SUL TRIANGOLO DELLE BERMUDE

Cosa c’è in comune tra Cristoforo Colombo e gli astronauti dell’Apollo XII?

La risposta, anche se può sembrare paradossale, è:

martedì 14 luglio 2015

LA TRUFFA DELL’UNITA’ D’ITALIA


Il processo di Unita d’Italia ha visto come protagonisti una sfilza di uomini più o meno celebri, i cosiddetti padri del Risorgimento. Dal Nord al Sud Italia ogni piazza o via principale si fregia di nomi illustri:
 Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele etc.

Il popolo viene indottrinato fin dalla più tenera età a considerare costoro dei veri eroi, gli artisti li raffigurano esaltando il loro valore in maniera da rafforzare il mito che li circonda.

Innumerevoli sono infatti le opere d’arte che ritraggono l’eroe dei due Mondi a cavallo…ora in piedi che impugna alta la sua spada, alcune volte indossa la celebre camicia rossa…altre volte si regge su un paio di stampelle come un martire.

mercoledì 1 luglio 2015

FUTURO PROSSIMO: IMMINENTE TSUNAMI PLANETARIO?

La nostra storia inizia, come da tradizione, in un laboratorio scientifico, che posizioneremo in un ambiente suggestivo, dal forte appeal cinematografico.


Siamo nei primi anni 90, e un gruppo di scienziati in stanza nelle isole Hawaii, quindi, scoprono dei movimenti anomali nelle profondità dell’Oceano Pacifico; dopo accurate verifiche, comprendono che in determinate zone del pianeta ha luogo un grande movimento del magma in prossimità della crosta terrestre: vengono così individuati degli enormi vulcani sottomarini fino allora sconosciuti.


Vulcani da tempo in sonno che danno segno di aver ripreso la loro attività.
Gli scienziati si mettono quindi all’opera per definire gli effetti di queste attività, e giungono alla conclusione che entro l’anno 2020 l’attività dei vulcani sarà massima e porterà a devastanti eruzioni sottomarine, eruzioni che a loro volta produrranno degli immensi tsunami che non lasceranno scampo alle coste da loro raggiunte.

Si delineano due fronti principali in cui l’attività vulcanica sottomarina avrà luogo: la prima nel cuore dell’Oceano Pacifico, la seconda nell’Oceano Atlantico.
Un team di esperti statunitensi si occupa quindi di produrre delle simulazioni al computer ed arriva ad ipotizzare delle onde alte fino a 100 metri che travolgeranno le coste americane, distruggendo ogni edificio fino a decine di chilometri nell’interno.


Il governo americano prende atto della situazione: le principali città degli Stati Uniti, tutte situate sulle coste, verranno spazzate via: New YorkWashingtonBostonFiladelfiaMiamiHoustonLos Angeles San FranciscoSeattle sono destinate a scomparire.