mercoledì 11 febbraio 2015

MASSIMO RINALDI L’Inventore della Calcolatrice

Nato a Roma il 21 Febbraio 1929, Massimo Rinaldi è stato un importante ingegnere, inventore e manager italiano. Dopo la laurea in ingegneria elettrotecnica all’Università di Roma è assistente presso lo stesso ateneo in misure elettriche. Lavora per la Hasler AG e, successivamente, per la Selenia.
Nel 1959 fonda la Transimatic, azienda che diventerà la IME S.p.A. (Industria Macchine Elettroniche), società del gruppo Edison, dedita alla costruzione di calcolatrici.

Nel 1964 la IME presentò una delle prime calcolatrici a transistor al mondo, la IME 84, progettata da Rinaldi. Ricoprirà in IME, fino al 1969, la posizione di direttore della ricerca e sviluppo.

Nel 1969 fonda la INSEL S.p.A. (Industria Sistemi Elettronici), con sede a Roma, che progetta e produce sistemi informatici. La linea di elaboratori, denominata MAEL, è indirizzata alle piccole e medie imprese ed ottiene un ottimo successo a livello mondiale.

Fonda inoltre a Roma il laboratorio Quattrostelle s.r.l. che sviluppa negli anni numerosi importanti progetti. Attraverso questa società di famiglia acquisisce, nel 1988, il castello di Collalto Sabino (Rieti), città di origine della famiglia della madre Alessandra Latini.

Alla fine del 1981, la MAEL vince la gara per l’appalto di fornitura per l’automazione del gioco del Totocalcio, un progetto realizzato da Rinaldi.

Nel Gennaio 1982, la Olivetti acquista il 70% del pacchetto azionario della Mael Computer. Rinaldi assume nella nuova società la posizione di presidente e amministratore delegato.

Rinaldi è il detentore di più di 60 brevetti, inclusi quelli relativi alla calcolatrice elettronica, ai sistemi per l’automazione dei giochi, ed impianti per la gestione del traffico.

Manca all’affetto dei suoi cari il 16 Agosto 2009.


Nella primavera del 1964, alla fiera campionaria di Milano, la IME presenta una delle prime calcolatrici a transistor, la IME 84.

Pubblicità IME che mostra la presentazione della IME 84 alla fiera di Milano del 1964.
Nelle sue pubblicità successive la IME afferma che si tratta della prima calcolatrice completamente transistorizzata al mondo, e data la sua nascita al 1963. La reale data d’immissione sul mercato rimane però un mistero. Le altre calcolatrici che competono in questo primato sono la Friden EC130 e la Sharp CS10A.



IME 84 - Foto technikum29
La calcolatrice, progettata da Massimo Rinaldi, è un prodotto per l’epoca di altissima tecnologia. Integra al suo interno una quantità di componentistica elettronica sorprendente: 400 transistor e più di 1000 diodi, entrambi al germanio.

La tecnologia al silicio era infatti per l’epoca ancora troppo costosa.

La memoria utilizzata era a nuclei di ferrite, costosa, ma molto veloce e compatta. Pur essendo questa memoria di tipo permanente, a causa di limitazioni nel sistema di controllo, la macchina non era in grado di mantenere i dati memorizzati quando veniva spenta.

La maggior parte dell’elettronica era suddivisa in 32 schede modulari con connettore a pettine, montate su due bus di connettori cablati con fili. Questa configurazione permetteva di ottenere un prodotto compatto nonostante l’enorme dimensione della circuiteria elettronica; inoltre gli interventi di assistenza risultavano facilitati.

Internamente la macchina operava ad una frequenza dalla IME, coprendo anche gli Stati Uniti ed i paesi del Sud America.

Il display era costituito da 16 tubi nixie, una speciale valvola ermoionica con funzione di visualizzazione ottica. Per la presenza di questo tipo di tubo a vuoto era necessario attendere dall’accensione un paio di minuti prima di poter utilizzare la calcolatrice.

La virgola decimale era realizzata con 9 lampadine al neon, montate tra i 10 nixie più a destra.



Display della IME 84 - Foto Devidts Serge

L’impostazione della tastiera e le modalità operative ricalcavano quelle delle calcolatrici a 3 registri dell’epoca, come le Odhner. Oltre ai 3 registri principali la IME 84 possedeva un registro memoria/accumulatore. Ogni registro aveva la capacità di 16 cifre.



Tastiera IME 84 RC - Foto Vedran Garic

I tre registri principali erano abbinati ad altrettanti tasti ed avevano le seguenti funzioni:

   ·         Il primo registro (tasto rosso) conteneva i dati inseriti da tastiera.

   ·         Il secondo registro (tasto verde) conteneva i risultati di addizione, sottrazione, moltiplicazione ed elevazione a potenza.

   ·         Il terzo registro (tasto giallo) era dedicato al risultato delle divisioni.

Oltre alle 4 operazioni di base si poteva calcolare immediatamente l’elevamento a potenza. L’uso simile alle calcolatrici meccaniche facilitava senz’altro l’accettazione del prodotto da parte degli utenti. Ma erano altre le caratteristiche che rendevano il prodotto rivoluzionario.

Innanzitutto la velocità di calcolo: l’elettronica permetteva di ottenere una rapidità d’uso che erano all’epoca inimmaginabili per l’utente delle calcolatrici meccaniche.

L’altra caratteristica innovativa era la silenziosità del prodotto, le calcolatrici elettromeccaniche, oltre che lente, erano anche notevolmente rumorose.

Una particolarità della macchina era che il numero non veniva mostrato sul display quando si premeva un tasto, ma quando questo veniva rilasciato.
La calcolatrice ebbe un buon successo e fu venduta soprattutto nei mercati stranieri, principalmente in Germania ed USA, dove fu presentata al BEMA show di Los Angeles del 1964.

Il modello IME 84 fu presto affiancato da un modello semplificato, la IME 84 M, e da un modello evoluto, la IME 84 RC (Remote Control). Queste calcolatrici erano molte costose, e renderle utilizzabili da più persone significava abbattere considerevolmente il costo dell’investimento.

La versione RC permetteva di collegare alla calcolatrice fino a 4 tastiere esterne (modello KB-6), che non potevano però essere utilizzate contemporaneamente.

IME 84 RC e tastiera remota - Da Electronic Calculators Report 1965

Una postazione remota era collegabile direttamente. Per collegare altre postazioni era necessario un dispositivo aggiuntivo. La calcolatrice era inoltre espandibile con i “ Multiconstant box”, degli “scatolotti” che memorizzavano delle costanti numeriche che potevano essere velocemente inserite nel calcolo.

Un particolare accessorio, il ROBOX 103, che si collegava al connettore posto a sinistra della calcolatrice, permetteva di “automatizzare” le operazioni di calcolo. Era per esempio possibile eseguire addizioni successive inserendo unicamente i valori che venivano addizionati ad un intervallo di tempo determinato. 

Purtroppo la sincronizzazione con l’operatore non poteva essere perfetta e l’uso del dispositivo poteva portare ed errori inavvertiti.

La velocità, precisione e silenziosità delle calcolatrici elettroniche IME si ottenevano però a caro prezzo. In Germania la versione 84 veniva venduta a 4.750 DM, la versione 84 RC addirittura a &.250 DM.

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1 commento:

Blogger ha detto...

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