“È un bene che il popolo non comprenda
Il nostro sistema economico e
monetario, perché se accadesse, credo
che scoppierebbe una rivoluzione
prima di domani mattina”
HENRY FORD
Secondo la nostra Costituzione, lo Stato, come
emanazione politica del Popolo, ha il potere ed il dovere costituzionale di
esercitare la sovranità politica e monetaria nell’interesse supremo dei
cittadini dai quali ha ricevuto il mandato popolare.
L’articolo 1 della Costituzione, al comma 2 stabilisce
che “ La Sovranità appartiene al Popolo,
(anche se) la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla costituzione”.
Allora è del tutto evidente che se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe
esercitare la sua sovranità anche e soprattutto sulla emissione della propria
moneta!
Infatti la maggior parte delle persone è convinta che
il nostro denaro sia emesso per decreto dal Governo o dalla Zecca dello Stato.
Purtroppo però le cose non stanno assolutamente così. In realtà lo Stato ha
consentito alla Banca Centrale, controllata
da privati, di esercitare in sua vece il potere sovrano di creare moneta e
gestire il credito, di conseguenza le banche hanno acquisito il monopolio
sull’emissione della moneta e attraverso la gestione “privatistica” del credito
ed il controllo del debito pubblico, determinano e condizionano il sistema
monetario e quindi: il destino economico del nostro paese.
Attualmente il nostro sistema bancario è in mano ad un
ristretto gruppo di banchieri privati che, in perfetta sintonia e complicità
con la classe politica corrotta e attraverso vari sotterfugi istituzionali, è
riuscito ad assumere il totale controllo sull’emissione della moneta divenendo
di fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione.
Questo colossale inganno ha permesso al sistema
bancario privato di acquisire il monopolio sulla creazione della moneta
trasformando il Popolo da Sovrano in eterno “debitore” e schiavo di questo
sistema bancario fondato sulla truffa monetaria del Signoraggio primario e secondario.
È
fondamentale capire che il Signoraggio è lo strumento utilizzato dai banchieri
per imporre ai popoli il proprio dominio ed è praticamente sconosciuto alla
stragrande maggioranza delle persone che a causa di questa “ignoranza”, voluta
e programmata dallo stesso potere bancario, lo subisce passivamente.
Uno
Stato, defraudato della propria Sovranità monetaria, non può dirsi davvero
indipendente e Sovrano ed un Popolo, privato della sua moneta, automaticamente
cessa di essere e diventa schiavo di chiunque, al di fuori del popolo stesso,
detenga il monopolio dell’emissione monetaria. Il meccanismo del Signoraggio è
maledettamente geniale proprio per la sua diabolica semplicità.
La
B.C.E. (Banca
Centrale Europea), per conto della
Banca d’Italia, mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T. o C.C.T.) ma attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma la valore nominale (50, 100,500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.
Banca d’Italia, mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T. o C.C.T.) ma attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma la valore nominale (50, 100,500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.
Tutti
possono “prestare” il proprio denaro, ad esclusione della Banca Centrale di emissione poiché non ne ha la
proprietà. Alla Banca Centrale, infatti,
appartiene solamente il valore intrinseco della banconota che è pari al suo
costo di produzione (carta e inchiostro). Le banche però sono autorizzate a
mettere in circolazione denaro senza valore in virtù di leggi e provvedimenti
di comodo approvati in parlamento dai politici compiacenti se non direttamente
coinvolti nella colossale truffa del Signoraggio.
Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive
impartite dal famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato
di Maastricht”, (trattato sulla moneta unica europea) entrato in vigore
il 1° Novembre 1993. La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una
qualunque banconota, sostiene un costo materiale di soli 0,3 centesimi di euro.
La differenza tra il costo di stampa ed il valore
facciale delle banconote viene comunemente definito “Reddito da Signoraggio” e
viene attribuito alla Banca Centrale per la
sua funzione di emissione. Ad esempio: su un biglietto da 100, la Banca Centrale incamera 100 euro più gli
interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione di circa 3 centesimi,
perciò il guadagno da Signoraggio per la banca è pari a euro 102,47, che in
parte vanno ad incrementare il debito pubblico ed in parte vengono incassati
come interessi dalla stessa Banca Centrale.
Ora non rimane che moltiplicare questa semplice
operazione contabile per il valore totale delle banconote in circolazione e si
avrà l’entità reale della truffa monetaria che la B.C.E. / Banca d’Italia
realizza frodando lo Stato “consenziente” e truffando tutti i cittadini
pressoché ignari dell’inganno.
In effetti, la Banca Centrale Europea non è altro che una normalissima “tipografia” ma si comporta e trae cospicui benefici dalla stampa delle banconote come se fosse “proprietaria della moneta”!
Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale ed ai suoi azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal fisco!
In effetti, la Banca Centrale Europea non è altro che una normalissima “tipografia” ma si comporta e trae cospicui benefici dalla stampa delle banconote come se fosse “proprietaria della moneta”!
Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale ed ai suoi azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal fisco!
Gli utili reali però vengono “occultati” attraverso
semplici e collaudati artifici contabili. In effetti si falsificano i bilanci,
iscrivendo nelle poste passive il “valore nominale” delle banconote in
circolazione e nell’attivo il controvalore dei titoli di stato avuti in cambio
dal Ministero del Tesoro, ottenendo così un
finto “pareggio di bilancio” che produce l’occultamento della maggior parte del
reddito da Signoraggio.
La banca per regola dovrebbe iscrivere nelle passività
solo il costo di produzione delle banconote in circolazione e non il valore
nominale, così facendo si avrebbe, per un biglietto da 100 euro, una passività
di 3 centesimi e non di 100 euro e nelle attività si registra giustamente il
valore “nominale” dei titoli di stato emessi dal Tesoro, cioè 100 euro perché
questo è l’introito effettivo a fronte dei titoli che la banca realizza (più
gli interessi). Ecco come si occultano gli utili di bilancio.
In altri termini, un credito cioè il titolo di stato
del valore di 100 euro viene pareggiato con il controvalore nominale della
banconota da 100 euro che in realtà è costato alla banca solo 3 centesimi,
perciò: 100 (banconota) meno 100 (titolo di stato) = (falso) pareggio di
bilancio.
Il calcolo corretto dovrebbe essere invece: 100 (titolo
di stato) meno 3 cent. (costo banconota) = guadagno euro 99,70 più interessi.
Il falso in bilancio consiste nel dichiarare come
reddito solo gli interessi, che sono decine di miliardi di euro all’anno, ma
allora come andrebbero contabilizzati in bilancio i 1.900 miliardi di debito
pubblico che in larghissima parte gli italiani hanno contratto con la Banca Centrale e più in generale col sistema
bancario nazionale e internazionale?
Quindi i conti non tornano, infatti non vengono tassati
dal fisco i 99,70 euro più gli interessi bensì solo gli interessi (meno le
spese) e, visto che gli importi occultati sono davvero notevoli, la Banca Centrale, falsificando il proprio bilancio,
ottiene enormi e illeciti profitti anche dalla conseguente evasione fiscale.
Quanto poi alle banconote in circolazione, non si
possono considerare un debito per la Banca Centrale,
lo sarebbero se la stessa emettesse moneta a fronte di una riserva aurea, ma
così non è dal 1971 con l’abolizione degli accordi di Breton Wood, da allora
infatti tute le Banche Centrali emettono moneta creandola dal nulla, cioè senza
riserva, insomma…cartastraccia.
In Italia la Banca Centrale
di emissione è denominata “Banca d’Italia”
ma in realtà non è “pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è indotta a
credere la gente comune, soprattutto per la generica ma ingannevole definizione
di “Istituto di diritto pubblico” contenuta nel suo statuto.
La Banca d’Italia in
pratica è e si comporta come una S.p.A. ed è gestita da privati ed anche se
continua ad apparire a tutti come “la Banca
Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia
è “di fatto privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote”,
dalle maggiori banche private italiane e da alcune grandi Assicurazioni come
“Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come “ente
pubblico” più una parte trascurabile dall’INAIL).
Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo
stesso Statuto di Bankitalia che all’Art. 3,
recitava: “in ogni caso dovrà essere
assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da
parte di Enti Pubblici”.
Il 16 Dicembre 2006 il Governo Prodi appariva una
modifica dell’Art. 3 dello Statuto, che ora recita così: “il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, nel
rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”. Cioè la Banca
stessa decide chi può detenere le quote/azioni, sia esso pubblico o privato,
senza dover rendere conto di nulla a nessuno.
Se la Banca Centrale non
fosse stata di fatto ”privatizzata” e fosse lo Stato ad emettere la “nostra
moneta”, il cosiddetto “reddito da Signoraggio” tornerebbe allo Stato e non
sarebbe sottratto al Popolo sotto forma di interessi sul tristemente famoso
“debito pubblico”.
Lo Stato Italiano infatti è oberato da un debito
pubblico che ormai supera 1.900 miliardi di euro proprio a causa di questo
perverso indebitamente statale in larga parte nei confronti della Banca Centrale e per pagare gli interessi sul
debito pubblico, il governo tassa impunemente i cittadini, il lavoro, i sevizi,
i beni primari e tutto ciò che è tassabile.
La triste realtà è che i cittadini italiani sono
costretti a sborsare, su questo debito pubblico inventato da politici e
banchieri, oltre 80 miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo
con l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli
tasse e odiose gabelle. In definitiva, è allo Stato che spetta il compito di
emettere “tutta” la nostra moneta.
Se fossimo Cittadini e non sudditi, dovremmo opporci
attivamente contro lo strapotere delle banche e questa classe politica
corrotta, il paese avrà pure diritto ad un Governo in cui il cittadino si
riconosca pienamente e non lo avverta invece come una “minaccia”, come una
presenza aliena, ostile ed estranea.
Sarebbe troppo pretendere un governo in grado di
esercitare la propria Sovranità politica e monetaria nell’interesse sovrano del
Popolo?
Ma la parte peggiore della faccenda è che solo il 10%
della massa monetaria è costituito da denaro fisico, ossia banconote emesse
dalla B.C.E. e monete metalliche coniate dallo Stato. Il restante 90% della
moneta viene emesso in circolazione dalle banche ordinarie o commerciali, sotto
forma di “credito” ovvero “denaro virtuale”: assegni, carte di credito e cifre
sulla memoria informatica di un computer, cioè moneta fittizia/fasulla perché
senza copertura, che non costa nulla alla banca ma che trasforma i cittadini,
solo perché obbligati a spendere questa moneta “privata”, in eterni schiavi del
debito ma, in compenso, fa diventare ricchi e potenti gli adoratori del dio
denaro.
Ora è chiaro che il denaro viene letteralmente creato
dal nulla dalle banche, infatti sulla base degli accordi interbancari di
Basilea 2, le suddette banche “ordinarie” o “commerciali” si sono date come
regola quella di detenere come riserva obbligatoria “ a garanzia” soltanto il
2% dei depositi per poi prestare il restante 98% ad altri clienti, ma si badi
bene, non utilizzando il denaro depositato dai correntisti, bensì
“inventandolo” ad ogni successiva richiesta, sotto forma di denaro creditizio,
ovvero nuovo credito, “sulla base” del deposito iniziale moltiplicato quasi
all’infinito.
Facciamo un esempio: se depositiamo, 100 euro in una banca, il “sistema bancario” nel
suo insieme, sulla base di quei 1.000 euro, può prestare, creando altro denaro
dal nulla sotto forma di “credito”, con la moltiplicazione del valore dei
depositi, fino a 50.ooo euro per ogni 1.000 depositati,, (questo meccanismo in
gergo bancario è noto col nome di “moltiplicatore monetario”).
Così il sistema bancario, indebitando i cittadini,
incassa interessi, non sui mille euro iniziali e che, peraltro non sono nemmeno
suoi ma del correntista, bensì sui 50.000 creati con poca fatica ed a costo
zero. Questo meccanismo di espansione della massa monetaria, nell’oscura
terminologia bancaria, viene definita “Riserva Frazionaria” o Signoraggio
secondario.
Non tragga in inganno il termine ”secondario” poiché in
quanto a danni e potere distruttivo per la comunità esso non è certamente
secondario ma anzi è ben maggiore del Signoraggio primario sulle banconote che
fa capo alla B.C.E./Bankitalia.
La banca concede prestiti con denaro che non possiede e
che inventa sul momento moltiplicando numeri e pezzi di carta senza valore
reale, ma poi il debitore deve restituire alla banca denaro “vero” guadagnato
lavorando con fatica e sudore e persino sotto il ricatto del pignoramento dei
beni a garanzia in caso di “insolvenza”.
Infatti, come se non bastasse, la banca concede il
prestito solamente se esso è garantito dai beni materiali dei cittadini. La
Banca stampa denaro falso e lo presta a usura accumulando enormi profitti
sottraendoli a chi lavora e produce vera ricchezza.
La Ricchezza di un paese è prodotta dal Popolo, la
moneta è stata inventata per “agevolare” gli scambi dei beni e dei servizi
prodotti col lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo perché gli
stessi cittadini la accettano e la fanno circolare usandola come mezzo di
scambio dei beni.
Le banche non producono nessuna “vera ricchezza”, ma
solo “l’unità di misura” dei beni oggetto dello scambio, esse creano dal nulla
il nostro denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi ce lo prestano
lucrando enormi profitti con l’applicazione di un interesse! Perché lo
permettiamo?
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