giovedì 22 giugno 2017

IMPARATE A PARLARE POCO, IL DNA SENTE TUTTO!

Le chiacchiere ci fanno perdere molta energia, soprattutto se si tratta di chiacchiere accompagnate dalle emozioni.

Quando nella tua vita sta succedendo qualcosa, prova una pratica: non dirlo a nessuno.

Anche se dovessi sentire un forte prurito per la voglia di raccontarlo: non farlo!

Quando succede qualcosa, conservalo in te, allora conserverai la tua forza e il potenziale di ciò che accade. Anche quando qualcuno cerca di coinvolgerti nei suoi racconti: conserva la calma e controlla le emozioni.

Questo tuo atteggiamento sarà notato; avrai un aureola di forza e dell’enigma. Ma in realtà hai soltanto conservato te stesso. Le parole e i pensieri influenzano la nostra vita; il DNA li percepisce come se fosse il discorso umano. Anche ciò che leggiamo influenza il DNA: le sue molecole ricevono l’informazione acustica e luminosa.

La lettura che facciamo in silenzio, lascia una traccia nei nuclei delle cellule, seguendo i canali elettromagnetici: un testo risana il nostro apparato ereditario, l’altro testo lo traumatizza.

Le parole della preghiera risvegliano le risorse dell’apparato genetico: mentre una maledizione distrugge i programmi di carattere ondulatorio e disturba il normale sviluppo dell’organismo.

All’apparato genetico non è indifferente ciò che pensiamo, quali libri leggiamo: tutto è impresso nel genoma ondulatorio che cambia, in una direzione o nell’altra, il programma di vita di ogni cellula.
Una parola può portare al cancro, e un’altra parola può guarire. 

Quando dite o pensate: “sono grasso/a” vi arriveranno dei chili in più. Dicendo “sto dimagrendo” potreste anche iniziare a sentirvi peggio, perché la parola “magro” ha anche un significato negativo: “scarso”, “insufficiente”.

Dite: “sto diventando più snella”, e allora questa forma-pensiero vi influenzerà positivamente. Affinché non succeda nulla di brutto, è molto importante non pensarlo; e ancor più importante non parlarne.

Non a caso esiste il proverbio: detto fatto. Avete avviato il programma dell’esecuzione.

E ancora: sgridando qualcuno, o maledicendolo, insultandolo, influenzate non solo il suo campo vitale, ma anche il vostro. State distruggendo la vostra energia sottile e attirate la stessa maledizione per se stessi e per i vostri figli.


Sostituendo i pensieri negativi e le parole negative con quelle positive, create attorno a voi lo spazio dell’amore e della positività, che molte cose negative non saranno in grado di rompere.

giovedì 4 maggio 2017

EQUITALIA - Disavventure di un Cittadino.

   Vi voglio raccontare la disavventura di un cittadino automobilista rimasto impigliato nella rete della riscossione di un presunto credito, ad ogni costo.

   Nel mese di Maggio del 2016, mi è stata notificata un ingiunzione di pagamento per un importo di Euro 466,53 relativo ad un verbale d’accertamento di una contravvenzione al Codice della Strada commessa nel mese di Agosto del lontano anno 2004.

   Vi starete sicuramente chiedendo come sia possibile che sia stata emessa una cartella di iscrizione a ruolo da Equitalia, nonostante siano trascorsi quasi 12 anni dall’infrazione commessa: Superamento limite di velocità.

   Ebbene, dovete saper che in passato ed esattamente a Gennaio del 2007 mi venne notificata, per la prima, e fino a pochi giorni fa. e unica volta, un avviso di pagamento dall’allora Agente di Riscossione locale di importo pari a Euro 288,41.

   Anche in questo caso probabilmente vi chiederete il motivo del ritardo e della mancata classica notifica. Mi posi anch’io allora la stessa domanda tanto che mi recai al Comando di Polizia Municipale del mio comune di residenza. Feci effettuare una richiesta a mezzo fax alla Polizia Municipale creditrice (lontana oltre 800 Km) di inviare l’intera documentazione relativa al Verbale di Accertamento e dell’iter burocratico di notifica.

   Chiesi, altresì, anche le motivazioni per cui la contravvenzione non mi venne contestata al momento e giacché mi trovavo, anche le autorizzazioni del Prefetto per l’utilizzo in remoto dell’apparecchiatura usata ed il nulla osta dell’ANAS per la classificazione del tratto di strada interessata alla sanzione.

   Alla ricezione della documentazione emerse subito l’errore commesso per la notifica dell’atto: avevano inviato la multa al vecchio indirizzo di residenza, nonostante fossero trascorsi oltre 5 anni dalla variazione e nonostante il corretto ed attuale indirizzo fosse regolarmente trascritto e presente in qualsiasi documento e/o visura al PRA ed alla Motorizzazione.

   Errare umanum est!  Direte! Ma perseverare, no! E’ inaccettabile.
Anziché verificare la correttezza dell’indirizzo di residenza, inviarono nuovamente la notifica, questa volta al Nesso Notificatore e… ascoltate bene: il Nesso Notificatore rispedì il plico al mittente con la dicitura: persona sconosciuta. Da non credere.

   Al terzo tentativo la Polizia Municipale inviò la richiesta d’iscrizione a ruolo per il recupero del credito direttamente all’Agente della Riscossione, il quale nonostante avesse sempre il vecchio indirizzo (continua la stranezza), riuscì, non so come, a rintracciarmi e notificarmi l’atto.

Ora, a questo punto, in quanti avrebbero pagato una cifra sicuramente maggiorata?

In quanti avrebbero pagato nonostante l’anomalia riscontrata?                            
Chi non avrebbe avuto dubbi sull’attendibilità della sanzione?                                                         
E fu così che studiai l’intera documentazione alla ricerca di eventuali altre anomalie, che naturalmente non mancarono.

Emerse che la strada oggetto della segnalazione era classificata come tratto urbano, anche se Strada Statale, in un comune con meno di 10.000 abitanti e che pertanto gli Organi di Polizia avevano l’obbligo di contestare e notificare immediatamente l’eventuale contravvenzione per superamento del limite di velocità e che l’apparecchiatura da loro utilizzata non era conforme alle norme allora vigenti per l’utilizzo della stessa in tratti di strada così classificate.

A questo punto approntai un ricorso, per sospensione ed annullamento del provvedimento per le motivazioni descritte, indirizzato oltreché al Comando di Polizia Municipale, al Giudice di Pace ed al Difensore Civico.

In tutti questi anni non ho mai ricevuto alcuna risposta in merito: né esito (positivo/negativo) e né ulteriori richieste di pagamento e/o ingiunzioni.
Invece, dopo circa 12 anni dall’infrazione e circa 9 anni dalla prima ingiunzione di pagamento, Equitalia si permette di iscrivermi a ruolo con la pretesa di esigere un credito cui non vi è legittimità per decorsi termini sia di prescrizione che di  decadenza.

Immediatamente ho inviato una mail a Equitalia chiedendo lumi in merito, ma si sono limitati a riferirmi che in qualità di Agente della Riscossione non sono competenti per l’annullamento delle poste iscritte a ruolo che competono all’Ente Creditore.

Quasi vero, peccato che abbiano omesso di riferire che l’Art. 1 della Legge n. 228/2012 al comma 540 obbliga Equitalia a svolgere attività di verifica che la porti a concludere che la pretesa di pagamento presa in carico sia legittimamente valida nel contenuto e che i crediti siano esigibili, ovvero che non siano decaduti o prescritti.

E tutto ciò è correlato all’intero processo di riscossione ed in particolar modo alla fase iniziale, prima di emettere la cartella esattoriale.

Se le lamentele nei confronti di Equitalia, i vari servizi giornalistici e televisivi che si succedono a ritmo vertiginoso e che denunciano l’accanimento dell’Agente nei confronti di numerosi cittadini, sono sempre più numerose: probabilmente un fondo di verità ci sarà sicuramente.

Eppure, ve lo ripeto, l’Agenzia è obbligata per legge a verificare i contenuti delle richieste di riscossione crediti avanzate dai vari Enti Creditori.

Io che sono un osso duro, determinato, prima di accettare ed eventualmente pagare quanto richiesto, ho provato a risolvere personalmente la vicenda. Innanzitutto mi sono documentato leggendo quanto più non posso sulla tematica. 

E per questo ringrazio la rete, lì ho trovato di tutto: sentenze – opinioni – istruzioni – responsi e vicende personali raccontate nei vari forum.
Così dal sito di Equitalia ho scaricato il modulo per la richiesta di Sospensione per Autotutela. Questo una volta compilato va consegnato all’Agenzia, entro e non oltre i 60 giorni dalla data di notifica, (on line – a mezzo raccomandata o anche personalmente), il modulo è valido per qualsiasi motivazione e va accompagnato con l’intera documentazione relativa.

Successivamente ho stilato mentalmente la memoria difensiva da utilizzare in caso di colloquio con un responsabile o dirigente dell’Agenzia Territoriale. Ne avrei fatto espressa richiesta, anche perché ero curioso di sapere e capire la loro strategia.

Ma non è poi andata così! L’addetto allo sportello, nonostante la mia richiesta, mi assicurò dicendo che era più che sufficiente la presentazione della richiesta effettuata. Perché con tale procedura si obbliga la stessa agenzia ad inviare entro 10 giorni la documentazione all’Ente Creditore per la verifica della legittimità del contenuto del credito da esigere.

La procedura prevede che L’Ente Creditore ne dia risposta e fornisca la documentazione entro 220 giorni, al termine dei quali ed in assenza di comunicazioni avviene in automatico l’annullamento della riscossione e la cancellazione del credito iscritto a ruolo.

Non pago, il giorno prima della presentazione della richiesta di sospensione, inviai un fax alla Polizia Municipale nel quale chiedevo di conoscere le motivazioni addotte  e generanti nuovamente la pretesa di riscossione, nonostante fosse stato presentato un ricorso e nonostante fosse trascorso un intervallo di tempo totale di circa 12 anni.

In pratica non ho fatto altro che anticipare la richiesta che avrebbe fatto successivamente Equitalia a seguito della presentazione della richiesta di sospensione.

Invece, della serie non è così semplice come si crede, mi arriva una mail da Equitalia che mi informa che la richiesta presentata non veniva accolta in quanto, come previsto dalla legge 228, la documentazione ricevuta non è un atto notificato, ma bensì, un sollecito di pagamento. E che, bontà loro, avrebbero ugualmente provveduto ad inoltrare richiesta di legittimità all’Ente Impositore.

Di conseguenza mi sono recato personalmente in Agenzia per chiedere spiegazioni in merito. Mi è stato spiegato che il sollecito di pagamento ricevuto è da intendersi come un avviso di pagamento, un promemoria con il quale l’Agenzia ricorda ai presunti morosi che dovrebbero pagare l’importo debitore entro i termini altrimenti andrebbero incontro ad un ingiunzione di pagamento ed eventualmente e successivamente ad una azione coercitiva tipo pignoramento, fermo amministrativo ecc…

Solo dopo aver ricevuto quello che poi sarebbe un atto notificato potrei presentare nuovamente richiesta di sospensione.

In definitiva se l’unico atto notificato, per ora, è quello della vecchia Agenzia della Riscossione datato 23.01.2007 e quello successivo sarà quanto sarà, diventerà palese che il tempo intercorso tra le due date è di ben oltre superiore al limite massimo previsto per le Contravvenzioni al Codice della Strada, ossia 5 anni, per dichiarare prescritto l’atto ed annullare di diritto l’iscrizione a ruolo del debito. Speriamo bene!

Nel frattempo….         
Con il Decreto legge n. 193 del 22 Ottobre 2016 recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili” il Governo ha disposto la soppressione di Equitalia e la definizione agevolata (Rottamazione) dei ruoli affidati agli Agenti della Riscossione per gli anni 2000-2016.

Tale norma prevede che tutti i debitori possono estinguere il proprio debito con Equitalia senza corrispondere sanzioni – maggiorazioni ed interessi legali inizialmente calcolati in modo integrale, in rata unica o in un massimo di 5 rate.
Per aderire ai benefici previsti da tale norma, bisogna compilare il modulo DA1 reperibile presso il sito web di Equitalia, indicando se si intende versare il dovuto in un’unica rata o più rate, nonché segnalando la pendenza di eventuali giudizi relativi a tali carichi, sui quali ci si deve espressamente assumere l’impegno di rinunciare al giudizio.

Più che “Rottamazione” mi sembra un “Patteggiamento” in materia di giustizia. Della serie: per non rischiare la pena massima si aderisce al Patteggiamento per una riduzione della stessa, indipendentemente se si è colpevole o innocente.

Siccome sono estremamente convinto di essere nel giusto, ho deciso di adottare la tecnica del “sornione”  non andrò a stuzzicare l’avversario, ma attenderò pazientemente la sua mossa.

E per poter controbattere efficacemente ad armi pari, ho fatto richiesta del codice pin d’accesso sul sito delle Agenzie delle Entrate e dell’Equitalia. Alla ricezione dello stesso ho effettuato la registrazione per poter accedere alla mia posizione fiscale: e sapete cosa ho scoperto?

Nell’Estratto Conto e nella Lista dei Documenti Cartelle/Avvisi che risultano non pagati a partire dall’anno 2000, c’è l’importo di Euro 288,41 relativo alla prima cartella esattoriale e le diciture di Importo Sospeso-Nessuna Procedura-Importo da pagare 0,00.

Della serie: noi ci proviamo, se il pesciolino abbocca….tanto meglio!
Ma lo sanno questi signori che non possono, per legge, esigere crediti giudicati non più esigibili? Ma lo sanno questi signori che se il “debitore” presunto effettuasse non solo ricorso, ma anche una vertenza legale, gli stessi rischiano anche la reclusione?

Se, comunque, insistono con questa linea di condotta, lo fanno per incompetenza o per convenienza?


Ai posteri l’ardua sentenza.

mercoledì 12 aprile 2017

LA VITA DOPO LA MORTE

 
 Il famosissimo scienziato Robert Lanza, ha presentato la sua teoria dove prova a spiegare la vita dopo la morte: va avanti per sempre, tramite un piccolo contenitore quantico chiamato “coscienza”.

   Tuttavia la nostra vita materiale viene registrata per così dire dal nostro DNA, dove è insita la coscienza umana, similmente ad un registratore magnetico, poi ciò che è stato seminato o registrato e quindi vissuto, verrà raccolto successivamente.

   Poi dopo aver abbandonato il corpo, attraverso un viaggio su altri Universi o Dimensioni, la coscienza andrà a materializzarsi in altra forma di vita, pronta per una nuova esperienza.

LA VITA NON FINISCE QUANTO IL CORPO MUORE, MA PUO’ DURARE PER SEMPRE.

Il titolo del libro abbastanza complesso: “Biocentrism: How Life and Consciousness Are the Keys to Understanding the Nature of the Universe” (Biocentrismo: come la vita e la coscienza sono le chiavi per comprendere la natura dell’Universo) che sta destando un forte clamore nel mondo del web, Robert ci parla appunto che la vita non finisce quando il corpo muore, ma può durare per sempre.

Quindi in sintesi il concetto di fondo, prova a spiegare come la vita non finisce quando il nostro corpo muore, ma invece può andare avanti per sempre, tramite la nostra coscienza.


Il dottor Lanza è stato votato come il terzo miglior scienziato in vita dal New York Times, stando a quanto riportato su Spirit Science and Metaphysics. Lanza, esperto in medicina rigenerativa e direttore del Advanced Cell Technology Company negli Stati Uniti, è anche conosciuto per la sua approfondita ricerca sulle cellule staminali e per l’aver clonato diverse specie di animali in via d’estinzioni.

Ma da un po’ di tempo ha deciso di dedicarsi anche alla fisica, meccanica quantistica e astrofisica. Questa miscela esplosiva di conoscenze ha dato vita ad una nuova teoria, quella del biocentrismo.

Essa insegna che la vita e la coscienza sono fondamentali per l’universo e praticamente è la coscienza stessa che crea l’universo materiale in cui viviamo e non il contrario. Prendendo la struttura dell’universo, le sue leggi, forze e costanti, queste sembrano essere ottimizzate per la vita, il che implica che l’intelligenza esisteva prima della materia.

Lanza sostiene inoltre che spazio e tempo non siano oggetti o cose, ma piuttosto strumenti della nostra comprensione: “portiamo lo spazio e il tempo in giro con noi, come le tartarughe con i propri gusci”.

In realtà, la coscienza esiste al di fuori dei vincoli di tempo e spazio, nel senso che quando il guscio si stacca (spazio e tempo), noi esistiamo ancora. La teoria implica che la morte della coscienza semplicemente non esista. Esiste solo sotto forma di pensiero, perché le persone si identificano con il loro corpo credendo che questo prima o poi morirà e che la coscienza a sua volta scomparirà.

Se il corpo genera coscienza, allora questa muore quando il corpo muore, ma se invece il corpo la riceve nello stesso modo in cui un decoder riceve dei segnali satellitari, allora questo vuol dire che non finirà con la morte fisica.
In realtà, la coscienza esiste al di fuori dei vincoli di tempo e spazio. E’ in grado di essere ovunque nel corpo umano e fuori di esso.

In un Universo, il corpo può essere morto mentre in un altro può continuare ad esistere, una sorta chiamato “non località quantistica”. Assorbendo la coscienza che migra in questo Universo o altro Universo e Dimensione, essa continua a vivere, in relazione alla risposta quantica della vita vissuta precedentemente.
“Lanza ritiene inoltre che universi multipli possano esistere simultaneamente”. 

Ciò significa che una persona morta, durante il viaggio attraverso un tunnel quantico, non finisce all’inferno o in paradiso, ma in un mondo simile, a lui o a lei, una volta abitato, ma questa volta vivo… e così via, all’infinito. Senza ricorrere a ideologie religiose.


Robert Lanza cerca di spiegare la coscienza quantistica con esperienze precedenti alla morte, proiezione astrale, esperienze fuori del corpo e anche reincarnazione. Secondo la sua teoria, l’energia della coscienza ad un certo punto viene riciclata in un corpo diverso e nel frattempo esiste al di fuori del corpo fisico ad un altro livello di realtà e forse, anche, in un altro Universo.

lunedì 30 gennaio 2017

HAARP: l’Arma Geofisica

 
Per provocare un disastro nel posto giusto al momento giusto è necessario risolvere il problema del tempo di predizione, a lungo termine, del “punto di mira”.                 
Perciò gli statunitensi crearono un modello digitale dettagliato dell’atmosfera       terrestre e un super-computer in grado di elaborare enormi quantità di informazioni.

  Ed ecco perché non si dovrebbe “scientificamente” prevedere il  terremoto, s’intralcerebbe il monopolio che detiene il Pentagono e le sue agenzie “scientifiche” su quest’arma.

Un primo interesse dei militari nello studio della ionosfera per impieghi bellici,   si ebbe nel 1958, quando gli Stati Uniti condussero la prima esplosione nucleare ad un’altezza di 70 chilometri, aprendo la via alla flotta di bombardieri B-52 con bombe all’idrogeno nella difesa sovietica.

  Ciò non accadde, ma si notò un fenomeno interessante! 

Nell’arcipelago delle Samoa, 3500 km a sud del luogo dell’esplosione apparve un’aurora luminosa! Un disturbo ionosferico che durò a lungo, a distanza di migliaia di chilometri!

Le particelle cariche prodotte dall’esplosione nucleare, corsero lungo le linee magnetiche nell’emisfero opposto forando la ionosfera della Terra. L’esperimento fu ripetuto (tre esplosioni ad un’altitudine di 480 km nel Sud Atlantico) e si scoprì che le esplosioni nucleari non solo violavano la ionosfera con anomalie radio per anni, ma influivano attivamente sui processi climatici della Terra.

  Da allora, gli scienziati iniziarono a studiare un’arma geofisica e climatica che permettesse di controllare il meteo sul campo di battaglia e sul territorio nemico. Così nacquero le armi geofisiche!

    Le attuali armi geofisiche permetterebbero: 

     -      La distruzione dello strato di ozono sopra specifiche superfici da             “bruciare” con le radiazioni solari.
     -      Influire sulle risorse idriche (inondazioni, tsunami, tempeste, frane).
     -      Disastri atmosferici (tornado, tifoni, cicloni, acquazzoni) così come il     clima generale in una particolare area (siccità, gelo, erosione).
     -      Terremoti e Tsunami.

Negli Stati Uniti, tale tipo di arma viene chiamata “HAARP”, o “Ricerca attiva dell’area aurorale del programma “Northern Light”, frutto dell’Iniziativa di Difesa Strategica” (SDI o Star Wars). Dopo l’11 Settembre 2001, attorno l’HAARP furono installati sistemi di difesa aerea.

L’installazione fu costruita congiuntamente da US Navy e US Air Force, ufficialmente per studiare la natura della ionosfera e lo sviluppo di sistemi di difesa aerea e missilistica. Tuttavia, molti ricercatori ritengono che in realtà il complesso agisca sui meccanismi naturali globali e locali, nei Paesi avversari degli Stati Uniti.






L’HAARP può:

sabato 14 gennaio 2017

CANCRO: Sospeso il medico che consigliava alimentazione vegetariana


Allarme tumori nel Salento: 26,5% l’incidenza. Intanto, un neurologo è stato sospeso lo scorso mese di Febbraio dall’Ordine per aver proposto ai malati di cancro una dieta povera di glucosio come base ausiliaria alle terapie.

E’ quanto realmente successo. Il dottor Paolo Rege-Gianas, già neurologo dirigente presso la ASL Milano 1. ha utilizzato un fatto scientifico pacificamente accettato dalla comunità scientifica nazionale e internazionale (e confermato dall’Ordine dei Medici cui appartiene) cioè che le cellule neoplastiche si nutrono di glucosio, per aiutare i suoi pazienti affetti da cancro a superarlo e, studiando le proprietà dei vari alimenti, è pervenuto ad elaborare un modello alimentare per quanto possibile privo di glucosio o suoi precursori.

Questo modello prevede l’uso esclusivo di frutta e verdura fresche, crude, mediante l’utilizzo di estrattori di succhi vivi.

Basandosi su queste evidenze scientifiche, ha consigliato ai suoi pazienti affetti da varie manifestazioni di cancro, di supportare eventuali terapie seguendo questo tipo di alimentazione, vegetale e povera di glucosio.

Nessun farmaco, nessun trattamento, nessun ricovero, nessuna sostanza sintetica e sicuramente ben poco guadagno, visto che il dottore oltre a valutare il quadro clinico individuale, si limita a consigliare gratuitamente un regime alimentare.

Il dottor Rege-Gianas si è, inoltre, ispirato a casi clinici notevoli da lui registrati e divulgati, tra i quali: una signora di 86 anni, affetta da glioblastoma, divenuta emiparetica ed afasica a causa della pressione della massa tumorale nel giro di 2 mesi e mezzo ha recuperato le funzioni lese e la massa tumorale si è grandemente ridotta; una giovane signora affetta da metastasi cerebrale di melanoma è completamente guarita; una signora affetta da glioblastoma, in coma, nel giro di 3 mesi era in piedi e parlava; un signore affetto da carcinoma polmonare con metastasi diffuse è guarito.


Il regime alimentare consigliato dal dottor Rege-Gianas non sostituisce né interferisce con alcuna delle terapie ufficiali (chemioterapia, radioterapia, terapia ormonale. Etc). Eppure, nonostante quanto sopra, in data 04/07/2015 l’Ordine dei Medici ha condannato il dottore a 6 mesi di sospensione dall’esercizio della professione, per aver definito cura le sue osservazioni, mentre è caduto del tutto inosservata la sua preghiera di avviare un protocollo di sperimentazione, per verificare con tutti i crismi e il rigore del caso la validità delle sue osservazioni
fa notare Carlo Prisco, avvocato del dottore, attivista vegano, autore de: Il diritto al vegetarismo e Il dovere del
vegetarismo, dottore di ricerca in Filosofia del Diritto e assistente alla facoltà di Giurisprudenza della Statale, divulgatore in materie di diritto, etica animalismo, vegetarismo ed ecologia.

“Desta incommensurabile stupore e amarezza – continua l’avvocato – che, a fronte di presupposti scientifici condivisi da tutta la comunità scientifica, e di osservazioni più che promettenti, anziché premiare l’operato di un medico che si adopera con l’inventiva e dedizione nel trattamento di uno dei mali peggiori dei nostri tempi e senza alcun effetto collaterale, questi venga svilito e punito, mentre i suoi appelli alla validazione ufficiale cadono nel vuoto”.

Ora, il dottor Paolo Rege-Gianas proporrà, tramite il suo avvocato Carlo Prisco, appello alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie, e, occorrendo, arriverà fino in Cassazione, per affermare il principio che porta avanti, affrontando una vera e propria battaglia con coloro i quali dovrebbero essere suoi alleati.

Questa è solo una storia, una tra le tantissime storie che alcuni grandi scienziati italiani, veri luminari della lunghissima e immacolata carriera, sono costretti ad affrontare quasi ogni giorno. E’ una lotta, quella del diritto alla sperimentazione, che termina quasi sempre con l’obbligo di ignorare le proprie intuizioni in favore di un ingannevole quieto vivere dettato dagli Ordini e dalle Leggi.

Intanto nel Salento è allerta tumore; secondo i dati diffusi da Asl e Arpa relativi agli ultimi 5 anni, l’incidenza nel leccese sarebbe ancora più grave che nel brindisino e nel tarantino e gli scienziati accusano l’inquinamento.

Osservando le statistiche, emerge dal report “Ambiente e Salute in provincia di Lecce” che il 26,5% dei salentini rischia di ammalarsi di tumore. Elevata per gli uomini la possibilità di avere un tumore. Elevata per gli uomini la possibilità di avere un tumore ai polmoni, alla vescica e alla prostata, e per le donne di averlo allo stomaco, all’utero, al colon-retto e di contrarre una leucemia.

MA A COSA SONO DOVUTE QUESTE PREOCCUPANTI INCIDENZE?                              
Allo stile di vita, alimentazione compresa, e all’inquinamento. Il report è stato strutturato in sette sezioni tematiche (acque, suolo, aria, epidemiologia, agenti fisici, stili di vita e alimentazione, sistema ambientale), suggerite dalle preoccupazioni dei medici.

Le acque risultano qualitativamente eccellenti, invece le caratteristiche territoriali sembrerebbero favorire il rischio di infiltrazione nella falda superficiale e in quella profonda, per la loro permeabilità, di sostanze inquinanti provenienti da diverse fonti, tra cui pesticidi ed altri prodotti utilizzati in agricoltura.

Si evince, dunque, che le cause del diffuso male che colpisce un salentino su quattro siano principalmente legate all’inquinamento delle arie e del terreno e agli stili di vita e di alimentazione. Ognuno ha la capacità di informarsi e tutti hanno il dovere di farlo, perché praticare un corretto stile di vita nel nome della salute è l’unica strada che porta alla prevenzione, concetto che deve cessare di appartenere esclusivamente al mondo della ricerca scientifica ed entrare nella quotidianità di ogni cittadino leccese.


Autrice: Ludovica Carmen Sophia Orlando / Fonte: tagpress.it

lunedì 2 gennaio 2017

COSA C’E' NEI VACCINI?

A cura: Dr. Stephen Sherry’s Vaccine Presentation to the SPD Bay Area Resource Group, San Jose, CA, Febbraio 2005.

Una interessante informazione storica: la maggiore causa del declino dell’Impero Romano, dopo seicento anni di dominio mondiale, fu la sostituzione delle pietre usate per fabbricare gli acquedotti con tubi di piombo per il trasporto ed il rifornimento di acqua potabile. Gli ingegneri romani, considerati i migliori nel mondo, trasformarono così i loro concittadini in storpi neurologici.


NEI VACCINI SONO STATI SCOPERTI:

Mercurio (thimesoral): una delle sostanze più velenose conosciute dalla scienza. Il mercurio causa gravi patologie al cervello, intestino, fegato, midollo e reni. Anche piccolissime quantità possono causare danni ai nervi. I sintomi della tossicità da mercurio sono simili a quelli dell’autismo.

Solfato Ammonico (sale): agente velenoso sospettato di causare danni all’apparato grastrointestinale, al fegato, al sistema nervoso e al sistema respiratorio.

Beta-Propiolactone: può causare cancro. Sostanza velenosa sospettata di provocare danni all’apparato grastrointestinale, al fegato, al sistema respiratorio, alla pelle e agli organi sensoriali.

Gomma Lattice: può causare reazioni allergiche mortali.

MSG, Monosodio Glutammato:è in fase di studio in quanto sospettato di causare gravissimi gruppi mutageni e teratogeni che possono causare malformazioni in quanto interagiscono sui meccanismi riproduttivi e di sviluppo embrionale. E’ una neurotossina che può provocare reazioni allergiche sconosciute che non vanno certo trascurate.

Alluminio: provoca danni al cervello; fattore sospetto nell’Alzheimer, demenza, convulsioni e stati comatosi; può provocare reazioni allergiche sulla pelle.

Formaldeide (formalina): elemento componente del fluido per imbalsamare. E’ velenoso se ingerito. Questa sostanza è una probabile causa del cancro. E’ estremamente tossico per l’apparato gastrointestinale, per il fegato, per il sistema immunitario, per il sistema nervoso, per l’apparato riproduttivo e respiratorio. E’ collegato alla leucemia, al cancro al cervello, al cancro del colon e al cancro linfatico.

Microorganismi: composto di agenti virali vivi o morti oppure da batteri o loro tossine. Il vaccino contro la polio, contaminato con un virus di scimmia, ora si è propagato nelle ossa umane, nelle sacche dei polmoni (Mesotelioma). Causa tumori del cervello e linfoma.

Polisorbato 80: è conosciuto come causa di cancro negli animali.

Tri(n)butylphosphate: sospettato di essere velenoso per reni e nervi.

Gelatina: prodotta da pezzi scelti di pelle di vitelli e vacche; ossa di vacche e pelle di maiale demineralizzati. Si sono registrate reazioni allergiche.

Gentamicin Sulfate and Polymyxin B (antibiotico): reazioni allergiche che vanno da leggere a mortali.

Neomycin Sulfate (antibiotico): interferisce con l’assorbimento della vitamina B6. Un errore nell’uso di B6 può causare una rara forma di epilessia e rallentamento mentale. Reazioni allergiche che vanno da leggere a mortali.

Phenol/phenoxyethanol (2-PE): è utilizzato come anticongelante. E’ un agente tossico per tutte le cellule e capace di bloccare i meccanismi che governano il sistema immunitario.

Cellule umane e animale: cellule umane assorbite dal tessuto di un feto; da albumina umana, sangue di maiale, di cavallo, cervello di coniglio, porcellini sperimentali, reni di cane, cuore di vacca, reni di scimmia, uova di gallina, di papera, sangue di pecora ed altro.

Lieviti modificati geneticamente di animali, batteri e DNA virale, possono essere incorporati nel DNA di colui che viene vaccinato e causare sconosciuti mutamenti genetici.

mercoledì 14 dicembre 2016

ROMANIA: Incredibile Scoperta – Occultata

Nell’estate del 2003, in una zona poco conosciuta in prossimità dei Monti Bucegi ci fu una scoperta che ha cambiato il destino dell’umanità.

I Monti Bucegi, altezza massima di circa 2.505 metri sul livello del mare, si trovano nel centro della Romania, a sud della città di Brasov. Sono una parte dei Carpazi Meridionali ed è una zona molto ripida che ha reso questa parte del parco molto interessante per gli sport estremi. Molto prima la montagna Bucegi veniva venerata come zona sacra, gli abitanti credevano che sulla cima della montagna e nelle sue grotte abitasse il mitico dio Zalmoxis.
All’interno del parco si nota una grande quantità di pascoli di pecore e cavalli. In molti luoghi, enormi massi formano monumenti naturali piuttosto bizzarri sorprendentemente composti di conglomerati calcarei dalle forme chiare.

Con il declassamento dei vecchi dati satellitari e con l’avvento della più moderna tecnologia dei nuovi satelliti installati negli ultimi anni, si è venuto a conoscenza dell’esistenza di un incredibile complesso di labirinti sotterranei in varie parti del mondo. In luoghi come Guatemala in Sudamerica, sono state mappate gallerie che si estendono per circa 800 km partendo dalle piramidi Maya di Tikal. Queste nuove tecnologie hanno permesso di fare questa meravigliosa scoperta in Romania.

Il governo rumeno ha ricevuto enormi pressioni diplomatiche da parte degli Stati Uniti e del Vaticano al fine di non divulgare informazioni a tutto il mondo su questa incredibile scoperta.

Il risultato è stato un accordo temporaneo che permettesse alla NATO Romania, coordinato dal Pentagono e dal Vaticano,  l’esplorazione e lo studio degli incredibili risultati emersi dalle scansioni geodetiche satellitari che avevano rivelato due barriere di energia, probabilmente artificiali, all’interno della montagna.

martedì 29 novembre 2016

CANCRO: TERAPIE INUTILI SU PERSONE SANE

Rapporto del National Cancer Institute (USA) ammette che milioni di malati sono stati trattati per cancro SENZA AVERLO!!!


Un numero significativo di persone che hanno subito un trattamento per cancro nel corso degli ultimi decenni potrebbe non avere mai realmente avuto la malattia, lo ammette il rapporto commissionato dal US National Cancer Institute (NCI).

Pubblicato online sul Journal of American Medical Association (JAMA), lo studio del governo USA identifica sia sovradiagnosi che diagnosi errata di cancro, come due cause principali di questa crescente “epidemia”, che insieme hanno portato al trattamento inutile di milioni di individui, altrimenti sani con chemioterapia, radiazioni o chirurgia.

Il rapporto proietta grandi ombre sulla diagnosi di molti tumori.

Il cancro al seno, per esempio, a volte non è affatto il cancro al seno, ma piuttosto una condizione benigna come il carcinoma duttale in situ sono state diagnosticate erroneamente come avendo un cancro al seno, e successivamente trattate per una condizione che probabilmente non avrebbe causato loro problemi di salute.

E similmente negli uomini, un alto grado di neoplasia prostatica intraepiteliale (HGPIN), un tipo di precursore precancerose al cancro, è comunemente come se fosse vero cancro.

“Secondo un gruppo di lavoro sancito dal National Cancer Institute, la pratica di oncologia negli Stati Uniti ha bisogno di una serie di riforme e di iniziative per mitigare il problema della sovradiagnosi e del trattamento del cancro”, spiega Medscape.com sullo studio. “Forse più drammaticamente, il gruppo afferma che un certo numero di condizioni precancerose, tra cui il carcinoma duttale in situ e la neoplasia prostatica intraepiteliale, non dovrebbe più essere chiamati cancro”…


I trattamenti convenzionali per il cancro, ancora una volta dimostrano di essere una delle principali cause di cancro.

Queste sono scoperte scioccanti, in particolare considerando che NCI è un’agenzia finanziata dal governo che tende a favorire la diagnosi del cancro convenzionale ed il modello di trattamento, anche quando è dimostrato di essere un fallimento.

Ma ancora peggio è il fatto che milioni e milioni di persone sane siano state trattate con dei veleni e con l’irradiazione per delle condizioni che non hanno mai nemmeno avuto e che probabilmente hanno causato, per molti di loro, lo sviluppo di un cancro reale e anche di ottenere la morte come risultato.

Come si è visto, l’intero concetto di “diagnosi precoce” è fondamentalmente errato, dal momento che molti dei metodi di diagnostica non riescono a distinguere le cellule tumorali benigne da quelle maligne.

Questo significa che molte persone alle quali è stato erroneamente diagnosticato un cancro finiranno col sviluppare il cancro dopo aver beneficiato di un trattamento per tumori che non hanno mai avuto, un fenomeno che dimostra l’assurdità di tutto il modello.

Anche nel caso in cui si scopre il tumore abbastanza presto per contenerlo attraverso la chirurgia, la chemioterapia e/o radioterapia, è ben noto che la sotto-popolazione della minoranza di cellule staminali del cancro all’interno di questi tumori sarà arricchita e quindi resa più maligna con il trattamento convenzionale” spiega Sayer Ji per GreenMedifo.com.

Per esempio è stato recentemente dimostrato dai ricercatori UCLA Jonnsson Comprehensive Cancer Center che le lunghezze d’onda delle radiazioni della radioterapia trasformando le cellule di cancro al seno in tumore altamente maligno sia per le cellule staminali che per le normali cellule, con malignità 30 volte di più alta”.

Il lavoro di Pajonk, associate professor of radiation oncology al Jonsson Center della Ucla, università di California è stato pubblicato a Marzo 2012 su Stem Cells e mostra che la radioterapia usata per curare i tumori al seno in parte può uccidere le cellule tumorali ed in parte trasformare le cellule tumorali superstiti in tumorali staminali (che sono molto più resistenti ai trattamenti delle normali cellule tumorali).

I ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center Department of Oncology della UCLA hanno irradiato normali cellule tumorali non-staminali e le hanno inserite nelle cavie. Attraverso un sistema di imaging hanno potuto assistere (direttamente) alla trasformazione delle cellule normali in staminali tumorali per reazione al trattamento per le radiazioni.

Pajonk riferisce che la nuova produzione di cellule così ottenuta è incredibilmente simile a cellule staminali del tumore al seno, non irradiate. La squadra di ricercatori ha anche potuto calcolare che queste cellule tumorali staminali indotte hanno una capacità di produrre tumori che è di 30 volte superiore a quella delle normali cellule tumorali (del tumore al seno) non irradiate.

Il cancro è davvero il tentativo del corpo per sopravvivere, non un “attacco” dal di fuori. La considerazione di Sayer Ji è la questione di fondo, cioè che il modello convenzionale del cancro ritiene erroneamente il cancro come una sorta di attacco esterno al corpo che deve essere quindi aggredito e combattuto con trattamento rigoroso, piuttosto che il meccanismo di sopravvivenza che in realtà è.

Quando il corpo è perennemente carente in nutrienti per esempio, o quando è gravato da radiazioni, cancerogeni ed altre tossine dall’ambiente e dal cibo, o da farmaci e vaccini, il cancro può svilupparsi come risposta a questo attacco dannoso.

Tutta la nostra visione del mondo del cancro ha bisogno di passare da un nemico che ci “attacca” e contro il quale dobbiamo muovere guerra, a qualcosa che il nostro corpo crea, presumibilmente per sopravvivere ad una malattia, e l’ambiente cancerogeno è sempre più inospitale con nutrienti privi di vitalità e salubrità”, aggiunge Ji.

fonte: qui - qui - qui
tratto da: www.mednat.org