mercoledì 21 agosto 2013

B L U E S


Il blues è una forma musicale vocale e strumentale la cui forma originale è
caratterizzata da una struttura ripetitiva di dodici battute e dall'uso, nella
melodia, delle cosiddette blue note.

Le radici del blues sono da ricercare tra i canti delle comunità di schiavi
afroamericani nelle piantagioni degli stati meridionali degli USA (la
cosiddetta Cotton Belt). La struttura antifonale (di chiamata e risposta) e l'uso delle blue note (un intervallo di quinta diminuita che l'armonia classica
considera dissonante e che in Italia valse al blues il nomignolo di musica
stonata) apparentano il blues alle forme musicali dell'Africa occidentale.
Molti degli stili della musica popolare moderna derivano o sono stati
fortemente influenzati dal blues.
Sebbene ragtime e spiritual non abbiano la stessa origine del blues, questi tre
stili musicali afroamericani si sono fortemente influenzati tra loro. Altri
generi sono derivazioni o comunque sono stati fortemente influenzati da
questi: jazz, bluegrass, rhythm and blues, talking blues, rock and roll, hard
rock, hip-hop, musica pop in genere.
La ricerca musicale di molti artisti ha portato il blues, e soprattutto il jazz, a
contatto con molteplici realtà musicali, creando stili sempre nuovi e
differenti.


Il significato del nome

Blues deriva dall'espressione "to have the blue devils" (letteralmente: avere i
diavoli blu) col significato di "essere triste" e per questo motivo, nella lingua
inglese il colore blu viene comunemente associato alla sofferenza, alla
tristezza e all'infelicità.

Storia e caratteristiche  Le origini del blues

Come per molte forme di musica popolare, le origini del blues sono oggetto
di molte discussioni.
In particolare, non c'è una precisa data di nascita per questo genere musicale:
la traccia più antica di una forma musicale simile al blues è il racconto che,
nel 1901, fece un archeologo del Mississippi, descrivendo il canto di
lavoratori neri che sembra avere affinità melodiche e liriche con il blues. Non
è, dunque, possibile stabilire con esattezza una data che segni l'origine del
genere, tuttavia un anno fondamentale fu il 1865, anno dell'abolizione della
schiavitù negli Stati Uniti d'America: ottenuta la libertà, numerosi ex schiavi musicisti iniziarono a portare la loro musica fuori dalle piantagioni e, nel giro di qualche decennio, questo genere fu noto ai più fino a giungere alle prime attestazioni che ci sono pervenute.

Uno dei più importanti antenati del blues è senz'altro lo spiritual, una forma
di canto devozionale nato dalle riunioni di devoti durante il Grande risveglio
dei primi anni del XIX secolo. Di argomento malinconico e appassionato,
rispetto al blues gli spiritual avevano accenti meno personali e rivolti alla
persona del cantante, riferendosi spesso alla condizione dell'umanità in
generale e al suo rapporto con Dio, e i testi erano corrispondentemente meno
profani.
Altri antenati del blues vanno cercati fra le work song (canzone di lavoro)
degli schiavi di colore (field hollers) e di altra provenienza (canti dei portuali
o stevedore; canti dei manovali o roustabout), che risuonavano in America
all'epoca della Guerra di secessione (e anche negli anni successivi, in cui la
condizione di soggezione e povertà degli afroamericani persistette nonostante
l'abolizione della schiavitù). Da questi il blues ereditò probabilmente la sua
struttura di call and response ("chiamata e risposta"), di origine Africana,
mutuando invece la sua struttura armonica e strumentale dalla tradizione
europea.
                    From You Tube https://www.youtube.com/watch?v=V1bZAzj7yAM

Molte delle caratteristiche del blues, a cominciare dalla struttura antifonale e
dall'uso delle blue notes, possono essere fatte risalire alla musica africana.
Sylviane Diouf ha individuato molti tratti, tra cui l'uso di melismi e la pesante
intonazione nasale, che fanno pensare a parentele con la musica dell'Africa
centrale e occidentale. L'etnomusicologo Gerhard Kubik, professore all'
Università di Mainz, in Germania, e autore di uno dei più completi trattati
sulle origini africane del blues (Africa and the Blues), è stato forse il primo ad
attribuire certi elementi del blues alla musica islamica dell'Africa Centrale e
Occidentale: "Gli strumenti a corda (i preferiti dagli schiavi provenienti dalle regioni islamiche) erano generalmente tollerati dai padroni che li consideravano simili agli strumenti europei come il violino. Per questo motivo gli schiavi che riuscivano a procurarsi un banjo avevano più possibilità di suonare in pubblico. Questa musica solista degli schiavi aveva alcune caratteristiche dello stile di canzone Arabo-Islamica che era stata presente per secoli nell'Africa centro-occidentale" .
Kubik fa inoltre notare che la tecnica, tipica del Mississippi e ricordata dal
bluesman W. C. Handy nella sua autobiografia, di suonare la chitarra usando
la lama di un coltello, ha corrispettivi in Africa. Anche il diddley bow,uno
strumento casalingo fatto da una singola corda tesa su un asse di legno, che
viene pizzicata modulando il suono tramite uno slide fatto di vetro, che si
incontrava spesso nell'America meridionale agli inizi del 1900, era di
derivazione africana.

Nel corso della sua evoluzione, il blues acquisì alcune delle sue
caratteristiche dalle "Arie etiopi", gli spettacoli minstrel e dal ragtime. In
questo periodo il blues, come testimoniato ad esempio dalle registrazioni di
Leadbelly e di Henry Thomas, ha molte forme diverse, le più frequenti
essendo le forme in dodici, otto o sedici battute basate sul giro tonica -
sottodominante - dominante descritto nel seguito. La forma del blues
standard in dodici battute fa la sua apparizione documentata nelle comunità
afroamericane del tratto meridionale del Mississippi, sulla Beale Street di
Memphis, e nelle orchestre bianche di New Orleans.

                     From You Tube https://www.youtube.com/watch?v=u_4xQ20tM5g


Struttura musicale e testi

Il blues ha una struttura relativamente semplice sia per la parte musicale che
per quella del testo. Lo schema musicale fa uso prevalentemente della scala
pentatonica minore (in Do: Do, Mib, Fa, Sol, Sib, Do) e della scala blues (in
Do: Do, Mib, Fa, Fa#, Sol, Sib, Do) e si snoda lungo tre frasi da quattro
battute ognuna, basate su tre accordi fondamentali.
La sua struttura metrica è generalmente di 12 misure (o battute), ma esistono
anche blues di 16 o 24 misure, generalmente grazie all'introduzione di
segmenti addizionali di 4 misure con varie funzioni e strutture tematiche.
Armonicamente presenta la progressione tipica tonica sottodominantedominante, distribuita sulle dodici misure. La melodia o il canto hanno un impianto antifonale di domanda-risposta, solitamente divisa in tre parti: domanda nelle prime 4 misure, risposta nelle successive 4 e conclusione nelle ultime. 

Il blues produce un senso di indefinitezza tonale, dato dall'uso di scale
pentatoniche e del loro adattamento alle varie scale europee. Il terzo grado e
il settimo della scala diatonica vengono abbassati. Si noti che questo
comporta una dissonanza caratteristica tra l'armonizzazione (che nel blues
maggiore, usa terze maggiori) e la melodia (le cui scale tipiche usano terze
minori): questo modo di cantare in minore su maggiore rappresenta una delle
ambiguità tipiche del blues.
Nel caso del blues in 12 misure, il testo si articola in versi di tre strofe in cui
le prime due si ripetono e, generalmente, è molto esplicito, con frequenti
riferimenti al sesso.
Quantunque il blues abbia struttura, schemi musicali e sonorità affini al
gospel si oppone a quest'ultimo proprio per la caratteristica di empietà
dissacratoria che, spesso, lo accompagna che mal si adatta ai temi sacri
trattati dai gospel cantati dai predicatori nelle comunità cristiane. Raramente
in brani blues è possibile cogliere virtuosismi strumentali o tecniche raffinate
poiché si tratta di un genere "povero" basato sulle emozioni, sull'anima
dell'esecutore ma anche dell'ascoltatore. La semplicità stessa dei temi e della
struttura permette a questo genere di essere eseguito con strumentazioni al
limite dell'essenziale. lo strumento che fu più utilizzato dai primi musicisti neri liberati dalla schiavitù (a parte l'elastico inchiodato alla tavola) fu la cigar box, una specie di chitarra a due, tre o quattro corde che come corpo recava spesso una scatola di sigari, ma andavano bene anche altri contenitori, legno o metallo, le corde abbastanza alte ne permettevano un uso agevole con lo slide (cilindro di vetro ricavato dal collo di una bottiglia) ma precludevano l'uso delle dita della mano sinistra sulla tastiera, anche per il fatto che la tastiera non recava tasti di riferimento, era tutto lasciato all'orecchio del musicista. l'uso della chitarra fu la naturale conseguenza, l'esigenza di esibirsi in locali sempre più importanti con altri musicisti ne impose l'uso. l'armonica è l'altro strumento più usato nel blues, in definitiva si può dire che tutti gli strumenti esistenti sono stati usati per fare blues, i neri d'America hanno usato questi perché economici e di facile reperibilità.

             From You Tube https://www.youtube.com/watch?v=k4t2AVTtPSQ

Scale e accordi

Queste "stonature", o meglio deviazioni dalla scala diatonica occidentale,
ancora oggi sono il marchio indelebile del suono blues, e si possono
classificare in diversi tipi a seconda dell'intervallo alle quali sono applicate.
Di seguito verranno analizzate alcune di queste particolarità, per comprendere
le quali sarà utile avere presente alcune nozioni di armonia di base.

III grado (intervallo di terza)

Nel sistema tonale occidentale questo grado di una scala serve come
discriminatore per stabilirne il carattere:
· se è maggiore (detto anche terza maggiore comprendente 4 semitoni),
  il pezzo in genere suona più allegro e spensierato;
· se è minore, contribuisce ad un'atmosfera struggente.
Nel blues invece la terza non è così ben definita:
· a livello "fisico" la frequenza in Hertz della nota non corrisponde
  quasi mai né ad una terza maggiore né ad una terza minore;
· a livello "musicale" viene utilizzata per enfatizzare i passaggi
  importanti di un brano, facendola avvicinare alternativamente ad una
  terza maggiore o minore a seconda del risultato che si vuole ottenere.
L'indeterminatezza del terzo grado (maggiore-minore) può essere vista in
modo diverso: la terza minore, ad esempio, può essere interpretata come una
nona aumentata. È invece sottolineata la settima minore, tipica e caratteristica del Blues.

V grado (intervallo di quinta)

Questo grado è presente nella quasi totalità delle culture musicali per la sua
particolarità: corrisponde a 1/3 della frequenza presa come tonica. I due
sistemi (tonale e... resto del mondo) si assomigliano molto su questo
intervallo, che viene sfruttato come "forza trainante" per tornare alla tonica,
pur se con scopi e modalità leggermente diversi:
· nella musica classica il passaggio V-I viene utilizzato come sigillo conclusivo   di un passaggio musicale anche molto complicato: il cosiddetto finale;
· nel blues tradizionale è raro avere un vero e proprio finale, costruzione        musicale introdotta infatti dai bluesman bianchi e dai musicisti di città in  genere per rendere più commerciale la loro musica. Il V grado viene utilizzato  per lanciare un altro giro della canzone e ricominciare tutto da capo.  

Il blues è composto da diversi movimenti circolari presenti a tutte le scale di
grandezza:
· a livello ritmico si presenta come una figura chiamata shuffle, movimento    sincopato a metà strada tra le terzine e i sedicesimi, che produce una  continua tensione verso il beat successivo;
· a livello di struttura si ha una ripetizione ossessiva della stessa serie di
  accordi e frasi musicali, con variazioni più o meno significative e/o regolari;
· alla fine di ogni strofa si assiste al cosiddetto turnaround, tradotto
  spesso in italiano come giro di boa, concluso quasi sempre con il V grado.
Di importanza particolare è poi il V grado diminuito (detto tritono, 6 semitoni), utilizzato come nota di passaggio e capace da solo di portare una scala verso sonorità decisamente bluesy

Tipi di Blues

Il blues ha prodotto una gran varietà di sottogeneri, ognuno con le sue
caratteristiche peculiari. Alcuni tra i più noti sono il Rock & Roll, il Boogie
Woogie, il Rhythm and Blues e un fenomeno sviluppatosi tra i musicisti
bianchi inglesi a metà degli anni sessanta, noto come British Blues..

I "padri" del Blues

ROBERT LEROY JOHNSON

Fonte WIKIPEDIA http://it.wikipedia.org/wiki/Blues

2 commenti:

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