sabato 16 novembre 2013

AGOSTINO FANTONI "L'Inventore della macchina per scrivere"

rarissimo disegno della prima macchina
La storia della macchina per scrivere è complicata.
Molti si sono presi il merito. 
A tanti altri viene attribuita la paternità. 
Certo che i modelli di macchine cui eravamo abituati a vedere ed usare nel recente passato, sono tanti: tutti frutto di continue modifiche ed evoluzioni avvenute nel corso di centinaia d'anni.                                         Ognuna delle quali ha avuto una propria paternità.

Diversi "padri" sono universalmente riconosciuti tali per il successo commerciale ed industriale della loro macchina.

Eppure tutto ciò deve pur avere avuto un inizio. Il 6 Gennaio 1714, la Regina Anna d'Inghilterra riconobbe a Henry Mill il brevetto numero 385 con la descrizione: "Per una macchina artificiale e un metodo per imprimere o trascrivere le lettere, singole o in progressione una dietro l'altra, così da concentrare tutto lo scritto sulla carta o sulla pergamena in maniera tanto chiara e pulita da renderlo indistinguibile da un'opera stampata".
Tuttavia tutto quello che resta dell'invenzione è solo il nome del brevetto: non un prototipo, una descrizione o un disegno, neppure qualche informazione sull'inventore stesso. 
Così la "macchina per scrivere" cade nell'oblio per quasi un secolo, fino a quando non intervenne il "genio italiano".


Pellegrino Turri
Per anni la paternità dell'invenzione della prima originaria macchina per scrivere venne assegnata all'ing. Pellegrino Turri di Castelnuovo Garfagnana, uomo eccentrico e pratico, che perfezionò la macchina del suo grande amico, cugino della contessa Carolina Fantoni, per fare dono a quest'ultima di una macchina che l'aiutasse a scrivere visto che anch'ella era divenuta cieca. 
Una modifica integrativa e migliorativa apportata  è l'invenzione della carta carbone ("carta nera"), anticipando di qualche anno il britannico Ralph Wedgwood, che depositò il 7 Ottobre 1814 il brevetto.  

mercoledì 13 novembre 2013

GUIDA ALLA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA


In caso di problemi con fornitori di servizi di telecomunicazione elettronica (gestori telefonici, fornitori di connettività, tv a pagamento), non si può ricorrere immediatamente al giudice di pace o in tribunale.
Quindi, se né la telefonata al call center, né il fax e neppure eventuale raccomandata  sortiscono effetto, occorre prima rivolgersi al Co.Re.Com. regionale o altro organismo non giurisdizionale per una conciliazione obbligatoria.

Divieto di sospendere il servizio in caso di contestazione di una fattura.

In premessa è utile sapere che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) detta precisi limiti alla possibilità di interrompere il servizio a seguito del mancato pagamento (parziale o totale) di una fattura.
L'utente che ravvisasse un addebito in bolletta che non riconosce, può pagare la parte che ritiene legittima e immediatamente procedere con l'ufficializzazione della situazione tramite raccomandata A.R. di messa in mora in cui inserisce copia del versamento effettuato. Senza una risposta ufficiale da parte del gestore, occorre procedere con il tentativo di conciliazione obbligatoria.

PROCEDURA ORDINARIA – FORMULARIO UG

I Co.Re.Com., Comitati regionali per le comunicazioni, sono organismi preposti a dirimere le controversie tra utenti e fornitori di servizi di comunicazione elettronica (gestori telefonici, tv a pagamento, ecc.). Svolgono anche altre funzioni, ma non tutti hanno la delega a gestire le conciliazioni.
Attenzione. Anche i gestori sono obbligati alla conciliazione. Sono escluse solo le controversie attinenti al recupero di crediti relativi alle prestazioni effettuate, qualora il mancato pagamento non sia contestato dall'utente: quando il cliente non paga le fatture per i servizi ricevuti.
L'utente finale, per opporsi a una richiesta di pagamento del gestore che giunge tramite un decreto ingiuntivo è invece esonerato dall'obbligo di conciliazione.

Come procedere

domenica 10 novembre 2013

ALESSANDRO CRUTO " L'Inventore della lampadina commerciale"

Alessandro Cruto
(Piossasco TO - 21 Maggio 1847 - 15 Dicembre 1908 ) è stato un inventore della lampadina elettrica, concorrente italiano di Thomas Alva Edison, conosciuto da tutti come l'inventore della lampadina.

Quasi completamente dimenticato eppure è stato titolare di un'invenzione, "la lampada di Cruto" che segue di cinque mesi Edison ma che fu subito in grado di essere sfruttata commercialmente. Piossasco fu la prima città, nel maggio del 1883, ad avere una via illuminata da lampade Cruto messe in batteria.

Dopo le scuole elementari si iscrisse ad una scuola professionale di architettura seguendo nel contempo le lezioni di Fisica sperimentale e di Chimica presso la Regia Università di Torino,  perseguendo il sogno di cristallizzare il carbonio per ottenere diamanti. Con l'aiuto dei risparmi della madre poté acquistare un compressore di gas e alcuni macchinari che sistemò in uno scantinato.
Dopo una lunghissima serie di esperimenti riuscì, nel 1874 ad ottenere del carbonio puro riscaldando ad alta temperatura dell'etilene.

Il procedimento da lui seguito era piuttosto semplice. in un piccolo forno era collocato un tubo di ferro che aveva all'interno un tubo di porcellana, nel quale veniva fatta scorrere dell'etilene sotto pressione; dopo alcune ore la parete interna del tubo di porcellana si ricopriva di una sottile guaina di carbonio che aveva l'aspetto di una lamina lucente ed omogenea e che poteva essere facilmente distaccata.

mercoledì 6 novembre 2013

MARIO TCHOU "Il Pioniere dei Computer Made in Italy"

Mario Tchou (Roma 1924 - 1961) è un ingegnere di origine cinese che ha realizzato il primo calcolatore elettronico a transistor commerciale al mondo, figlio di un funzionario dell'ambasciatore cinese presso il Vaticano, Yin Tchou e di Evelyn Wauang.
Mario studia nella capitale e si diplom nel 1942 presso il liceo classico Torquato Tasso. Si iscrive poi alla facoltà di ingegneria all'università di Roma. Nel corso del terzo anno si trasferisce, per motivi di studio, negli Stati Uniti dove, nel 1947 consegue la laurea (il Bachelor in Electrical Engeneering presso la Catholic University of America). 

Subito dopo è a New York per insegnare presso il Manhattan College. Nel 1949 ottiene il Master of Science al Polytechnic Institute of Brooklyn. Nel 1952 è assistant professor in ingegneria elettronica presso la Columbia University, per diventare subito dopo direttore del Marcellus Hartley Laboratory.



Nel 1954 accetta la proposta di Adriano Olivetti  e si trasferisce in Italia per dirigere il Laboratorio ricerche elettroniche (LRE) dell'Olivetti a Barbaricina, nei pressi di Pisa. Il team è formato da una decina di giovani ricercatori, reclutati attraverso un annuncio sui giornali in cui Olivetti l'Olivetti rende noto di essere in cerca di ingegneri e fisici con "vivi interessi ai problemi relativi alle calcolatrici elettroniche". L'idea di Adriano Olivetti è quella di creare a Pisa, dove proprio nel 1954 ha avviato il progetto CEP (Calcolatrice elettronica pisana) insieme a un gruppo di fisici e matematici dell'università toscana, sia una macchina calcolatrice di nuova generazione di interesse scientifico, sia una macchina di interesse commerciale. 

domenica 3 novembre 2013

ADRIANO OLIVETTI "L'Imprenditore Umano"



Adriano Olivetti nasce a Torino nel 1901 da padre di origine ebraica e da madre valdese. Suo padre Camillo, allievo di Galileo Ferraris, aveva fondato nel 1908, in una piccola cittadina nel Canavese, Ivrea, la "Ing. C. Olivetti & C", prima fabbrica italiana di macchine da scrivere. Dopo la laurea in ingegneria chimica al Politecnico di Torino, nel 1925 il giovane Olivetti trascorre sei mesi negli Stati Uniti, visitando le fabbriche americane e documentandosi a fondo sull'organizzazione del lavoro messa in pratica oltreoceano. 



Adriano, di ritorno dagli Usa, inizia la propria esperienza professionale, come operaio, nella fabbrica paterna. Ricorda così quel periodo: "Una tortura per lo spirito, stavo imprigionato per delle ore che non finivano mai, nel nero e nel buio di una vecchia officina". E dal suo apprendistato trarrà la convinzione che "occorre capire il nero di un lunedì nella vita di un operaio. Altrimenti non si può fare il mestiere di manager, non si può dirigere se non si sa che cosa fanno gli altri.

Suo padre Camillo è un socialista; durante il fascismo nasconde, nella sua casa di Ivrea, Filippo Turati ricercato dalla polizia e, insieme a Parri ed a Pertini, lo aiuta ad espatriare. Alla guida della vettura che porta il leader socialista fuori dall'Italia c'è proprio il figlio Adriano.

mercoledì 30 ottobre 2013

FEDERICO FAGGIN "L' Inventore del Microchip"

Federico Faggin è probabilmente l'Italiano più illustre che ha operato e che opera nella Silicon Valley, nato a Vicenza nel 1941 è il padre del microchip.

A soli 19 anni entra nell'orbita Olivetti dove svolge attività di ricerca per la progettazione e la costruzione di un "piccolo" computer digitale.
Dopo la laurea in Fisica presso l'Università degli Studi di Padova, nel 1967 passa alla SGS/Fairchild di Agrate Brianza dove opera sempre nel campo della progettazione e crea un metodo per lo sviluppo e la produzione di componenti in tecnologia MOS       (Metal Oxide Semiconductor).

Qualche mese dopo il futuro "papà" del microprocessore ha l'opportunità di fare uno stage di sei mesi (Febbraio 1968) in  California, presso la divisione statunitense della SGS/Fairchild: si tratta di un momento cruciale nella storia del fisico vicentino che, purtroppo, sancisce anche il suo definitivo addio al Bel Paese.

A Palo Alto, Fagin affina la tecnologia MOS (1968-1970) applicandola alla creazione del primo circuito integrato (il 3708) e ponendo le fondamenta per i relativi processi produttivi, utilizzati ancora oggi per la realizzazione di oltre il 90% dei circuiti integrati in commercio.


Nel 1970 Faggin raggiunge alcuni dei suoi ex colleghi nella loro nuova società, l'Intel e, insieme a Stanley Mazor e Ted Hoff, realizza quello che ufficialmente è conosciuto come il primo microprocessore della storia : l'Intel 4004 (1974).
Ma Faggin ha una visione diversa dal management Intel in merito al potenziale dei microprocessori e, dopo aver realizzato l'i8008 (evoluzione in chiave 8bit del 4004), fonda a San José la Zilog.

domenica 27 ottobre 2013

ALBERT BRUCE SABIN - L' Uomo che sconfisse la "Polio"

Albert Sabin, di origine ebrea, nacque nel 1906 a Bialystok, una città polacca.
Emigrò negli Stati Uniti nel 1921 con la sua famiglia, dove, nel 1930, acquisì la cittadinanza statunitense. Il padre Jacob, un artigiano, decise di lasciare la Russia per le ostilità contro gli ebrei.
Lo stesso Albert ne fu vittima. Sin dalla nascita non vedeva dall'occhio destro, e quando era ancora piccolo un coetaneo gli scagliò contro una pietra che per poco non colpì in pieno                                      l'occhio sano, rischiando di accecarlo.
A 20 anni era uno studente modello di odontoiatria alla New York University.
Un giorno però Albert lesse il libro "I Cacciatori di microbi" di Paul de Kruif, e ne rimase così  affascinato che passò alla facoltà di medicina, frequentando con passione e successo i corsi di microbiologia. Intanto coltivava la sua passione anche al di fuori dell'università, raccogliendo microbi dovunque capitasse...
I suoi studi sulle malattie infettive dell'infanzia lo portarono a fare ricerche su quelle provocate da virus ed in particolare sulla poliomielite (o "polio"), che a quei tempi mieteva migliaia di vittime, in particolare su bambini a partire dal secondo anno di vita.

giovedì 24 ottobre 2013

GAETANO FUARDO - L'Inventore della benzina solida.

Gaetano Fuardo (Piazza Armerina EN 1878 - 1962)

Ingegnere e inventore italiano. 
Dopo la laurea in Ingegneria Chimica, diventa ufficiale di fanteria durante la Prima Guerra Mondiale.
Nel 1920 emigra in Francia, dove un'industria si offre di fargli continuare gli studi sulla benzina solida intrapresi negli anni precedenti al Politecnico di Torino. Nel 1935, a Parigi, Fuardo comunica ufficialmente la scoperta della benzina ininfiammabile solida, ribattezzata in suo onore benzina "F".

Secondo il geniale procedimento, la comune benzina veniva trasformata in una sostanza solida, spugnosa e friabile, senza che si modificasse la struttura molecolare della benzina, né le sue proprietà chimiche. Il suo peso specifico era lo stesso che allo stato liquido e il prodotto ottenuto era, quindi, in condizione di galleggiare sull'acqua. 

Fuardo dichiarò:<<Non è solubile. La riconversione avviene per pressione fisica. Sottoponendo la nuova sostanza ad una spirale in camerica conica tipo pesta patate, viene fuori la benzina allo stato liquido>>.

La scoperta divulgata seminò lo sbalordimento sulle ipotesi di utilizzazioni, a cominciare dalle petroliere che non avrebbero più avuto motivo di esistere, dal momento che la benzina solida si sarebbe potuto impacchettarla in balle come il cotone. 
Per continuare con il prezzo dei carburanti, che sarebbe stato costretto a scendere, anche per via della possibilità di far raggiungere le mete più isolate della terra molto rapidamente. 
Ed ancora, le compagnie di assicurazioni sarebbero state costrette a perdere miliardi di affari. 
Infine, ogni mezzo di locomozione avrebbe potuto portare la scorta di carburante occorrente al proprio fabbisogno. Tale scoperta avrebbe risolto anche il drammatico problema degli inquinamenti dei mari.

lunedì 21 ottobre 2013

GIUSEPPE ZAMBONI - Il Moto "quasi" Perpetuo

Giuseppe Zamboni  (Arbizzano 01 Giugno 1776 - 1846),
è stato un abate, fisico e docente italiano, padre dell'elettromotore perpetuo. Nel 1812 inventò la pila a secco. Nonostante questo il suo nome oggi è praticamente sconosciuto. 


l'elettromotore di Zamboni
Dai suoi carteggi con altri ricercatori risulta che aveva fatto i primi esperimenti con la pila di Volta (inventata da Alessandro Volta nel 1799) già nell'anno 1800.
Uno dei suoi principali intenti era rendere più efficiente, durevole e maneggevole la pila appena inventata dal suo conterraneo.
Tale fonte di energia aveva infatti diversi difetti, tra cui il fatto che lo zinco si consumava per effetto dell'acido solforico anche quando la pila non era in uso; inoltre vi era il problema della "polarizzazione": dopo un certo periodo di funzionamento, quantificabile in ore o minuti, la pila cessava di funzionare; ciò rendeva necessario mescolare l'elettrolita e ripulire accuratamente gli elettrodi.
Attorno al 1812 Zamboni mandò alcune lettere ad Alessandro Volta, da cui ricevette tra l'altro alcuni suggerimenti sui materiali da utilizzare. Zamboni fece diversi esperimenti, realizzando pile composte da 2000 e più dischetti fatti con una carta speciale, chiamata "carta d'argento", una carta su un lato della quale era stesa una sottile lamina di stagno o di una lega di rame e zinco detta tombacco.


le pile di Zamboni 

Tali dischetti venivano spalmati sull'altro lato con una pasta di carbone di legno dolce polverizzato, impastato con acqua o lavorato con acido nitrico.
Come consigliatogli da Volta, Zamboni sperimentò successivamente con successo l'ossido di manganese sciolto in acqua insieme a colla d'amido. I dischi venivano infilati in un tubo di vetro verniciato dentro e fuori con un prodotto isolante. 
La poca umidità dell'aria che riusciva a penetrare il sistema era sufficiente a scatenare la forza elettromotrice. Le tensioni raggiungibili con questo sistema potevano andare dal centinaio di volt a qualche migliaio, anche se con un amperaggio bassissimo, sull'ordine dei microampere.
Tale pile, risolvendo i problemi della corrosione degli elettrodi avevano una durata lunghissima, anche se le loro applicazioni sono limitate a causa delle correnti in gioco che sono estremamente basse.



la pila di Zamboni 
Nonostante questo, le pile di Zamboni hanno trovato alcune applicazioni, tra le quali la realizzazione di dispositivi per la misurazione della corrente; Zamboni stesso, considerata la sensibilità delle sue pile all'umidità pensò fosse possibile il loro impiego per farne degli igrometri.
All'inizio del 1900 pile simili sono state impiegate nell'ambito delle ricerche 
sulla radioattività e radiazione cosmica. 
Nella Seconda Guerra Mondiale e nella guerra del Vietnam sono state utilizzate come fonte di energia per visori a raggi infrarossi.


l'orologio perpetuo di Zamboni 
Ma l'impiego che ha reso famose queste pile sono stati certamente i celebri "orologi perpetui di Zamboni ", esposti in vari musei in Italia e nel mondo. Non servono a molto, ma funzionano. A Modena ne è esposto un esemplare, realizzato su progetto di Zamboni nel 1817 circa da Carlo Streizig e avviato nel 1839. Funzionò quasi ininterrottamente per circa un secolo. Il pendolo, costituito da un filo di platino leggerissimo e da due anelli concentrici in metallo, compieva inizialmente 95 oscillazioni al minuto. Nel 1932 lo stesso pendolo oscillava ancora, anche se 46 volte al minuto. 
Dopo alcuni mesi di riposo la pila riuscì a riprendersi riportando le oscillazioni a 60 al minuto.
Al museo Traversi a Venezia è visibile un modello non funzionante perché rotto. 

                                          https://www.youtube.com/watch?v=icxHnB4sCQI


Fonte qui


martedì 15 ottobre 2013

BARTOLOMEO CRISTOFARI " L'Inventore del Pianoforte"


            Intorno al 1700, grazie all’arte del padovano Bartolomeo Cristofori (1655-1731) e al mecenatismo del Gran Principe Ferdinando de'Medici (1663-1713), Firenze fu sede di una delle più importanti intuizioni nella storia della musica: la realizzazione del gravicembalo, lo strumento musicale precursore del moderno pianoforte.
Il principe Ferdinando, infatti, attento collezionista di strumenti musicali, in uno dei suoi primi viaggi verso l’amatissima Venezia, nel 1688, sostò volutamente a Padova per conoscere Bartolomeo Cristofori, la cui fama di abile costruttore di strumenti musicali a corda e a tastiera (cembali, clavicembali e spinette) era giunta fino a Firenze. 

Il principe-musicista, riconoscendone subito il talento artigianale, pensò bene di portarlo con sé a Firenze, offrendogli di fatto l’incarico a corte di conservatore degli strumenti musicali. 
Nel 1690 quindi Cristofori si trasferì definitivamente a Firenze allestendo nelle vicinanze degli Uffizi, sotto la tutela di Ferdinando, un laboratorio artigianale  in cui ideò e realizzò strumenti musicali profondamente innovativi per struttura, materiali utilizzati, meccanica e sonorità.


Ma oggi il nome di Cristofori è ricordato principalmente per i suoi studi sulla meccanica del pianoforte che rappresentarono una vera rivoluzione nella storia della musica moderna, sebbene solo molti decenni dopo la sua morte gliene fu riconosciuta la paternità. Verso la fine del Seicento, infatti, le esigenze dell'arte musicale erano diventate tali che il vecchio clavicembalo, dai piccoli suoni fuggenti, non le riusciva più a soddisfare. Si sentiva quindi la necessità di uno strumento capace di rendere sonorità maggiori e graduabili, ed all'occorrenza riassumere e sintetizzare l'orchestra. Cristofori vi riuscì nel primo decennio del XVIII° secolo, sostituendo, nel clavicembalo, al meccanismo dei salterelli quello dei martelletti (cembalo a martelletti), in modo da variare l'intensità del suono a seconda della pressione del tasto e garantendo un suono meno meccanico e metallico, tale da soddisfare la sensibilità estetica del nuovo secolo. Nel 1711 il marchese e letterato veneto, Scipione Maffei, in un articolo comparso nel veneziano "Giornale de'Letterati d'Italia", raccontando i suoi soggiorni a Firenze, effettuati tra il 1709 ed il 1711, e l’incontro con Cristofori nella sua bottega, così descrive il nuovo strumento: “martelletti articolati, indipendenti dai tasti, forniti di uno scappamento semplice e smorzatori singoli per ogni corda”.

domenica 13 ottobre 2013

FREE ENERGY


IL MONDO DELLA FREE ENERGY
di Peter Lindemann, D.Sc. Marzo 2001


Nei lontani anni intorno al 1880, le riviste commerciali delle scienze elettriche stavano predicendo “l’elettricità gratis” nel prossimo futuro. Incredibili scoperte riguardo la natura dell’elettricità stavano divenendo di dominio pubblico. Nikola Tesla stava dimostrando “l’illuminazione senza fili” (wireless lighting) ed altre meraviglie associate alle correnti ad alta frequenza.                                                        C’era eccitazione riguardo al futuro come mai prima.
Entro 20 anni, ci sarebbero state automobili, aeroplani, film, musica registrata, telefoni, radio e macchine fotografiche pratiche. L’Età Vittoriana stava cedendo il passo a qualcosa di completamente nuovo. Per la prima volta nella storia, le persone comuni furono incoraggiate a prevedere un futuro utopistico, pieno di abbondanti trasporti e comunicazioni moderne, come lavoro, casa e cibo per ognuno.
La malattia sarebbe stata sconfitta e così la povertà. La vita stava migliorando e adesso, ognuno si accingeva ad avere “un pezzo della torta”. Allora, cosa accadde? Nel mezzo di questa esplosione tecnologica, dove andò la conquista energetica? Tutto questo eccitamento riguardo “l’elettricità gratis”, poco prima dell’inizio del secolo scorso, fu solo un bel sogno che la “scienza reale” confutò?


Attuale Stato della Tecnologia
Attualmente, la risposta a questa domanda è NO . Infatti è vero l’opposto. Tecnologie energetiche spettacolari furono sviluppate insieme alle altre conquiste. Sin da allora, sono stati sviluppati diversi metodi per produrre una grande quantità di energia ad un costo estremamente basso. Comunque, nessuna di queste tecnologie ha raggiunto il “libero” mercato come articolo in vendita. Il perché questo è vero sarà discusso con precisione tra breve.
Ma prima, vorrei descrivervi una breve lista di tecnologie a “energia libera” (free energy) di cui sono attualmente a conoscenza e che sono provate oltre ogni ragionevole dubbio. La caratteristica comune che unisce tutte queste scoperte, è che utilizzano una piccola quantità di una forma di energia per controllare o rilasciare una grande quantità di differenti tipi di energia. Molte di queste sfruttano in qualche modo il campo eterico fondamentale; una fonte di energia convenientemente ignorata dalla scienza “moderna”.

sabato 12 ottobre 2013

ENERGIA LIBERA E GRATUITA: Il brevetto italiano occultato



Guglielmo Marconi, facendo propria l'idea di Nikola Tesla, ideò un raggio in grado di disattivare e distruggere qualsiasi apparecchio elettrico.

Lo scienziato dette una dimostrazione, alla presenza del duce del fascismo, ad Acilia, sulla strada di Ostia, quando bloccò auto e camion che transitavano sulla strada.
A Orbetello, invece, riuscì a incendiare due aerei che si trovavano ad oltre due chilometri di distanza.

                                                                                                                               Tuttavia, riferì Mussolini, Marconi si fece prendere dagli scrupoli religiosi.
Non voleva essere ricordato dai poster come colui che aveva provocato la morte di migliaia di persone, bensì solo come l'inventore della radio.
Per cui si confidò con Papa  Pio XI, il quale gli consigliò di distruggere il progetto della sua invenzione. Da quelle ricerche altri scienziati trovarono il modo di produrre ingenti quantità di energia pulita a costi irrisori.
Mussolini voleva il brevetto, ma il Vaticano lo bloccò.



L'energia pulita tanto auspicata dai governi mondiali esiste, ma viene tenuta nascosta per interesse economico.

venerdì 11 ottobre 2013

MODULI RICHIESTE H3G


Sempre più spesso vengo contattato da numerosi colleghi e conoscenti, per delucidazioni e precisazioni in merito a richieste di variazioni del proprio stato d'utenza di clienti, in particolar modo del gestore telefonico H3G.

Questo perché corre voce che io sia un esperto in materia, ma non è così!

Non che non lo sia, ma il vero motivo è che difficilmente si riesce a trovare il "modus operandi" o, almeno non facilmente accessibile  e comprensibile da tutti.

E, quando alla ricerca di un valido aiuto tramite rapporti diretti (negozi e/o operatori ) con il proprio gestore, spesso si ricevono informazioni imprecise e discordanti, non resta altro che rivolgersi alla persona indicata, nella cerchia delle proprie conoscenze.

Non per velleità o per immodestia, che l'esperto indicato altro non è che il sottoscritto.

E' solo che ho avuto già modo di effettuare analoghe operazioni e, come da indole personale, prova ne è il presente blog, da sempre condivido il mio sapere, le mie esperienze con altri.

Detto ciò, per coloro che hanno necessità di sospendere, trasferire e/o chiedere la restituzione del proprio numero o anche l'eventuale credito residuo, devono seguire il seguente "modus operandi" :

- scaricare il  modulo predisposto e compilarlo in ogni sua parte;

- precisare in poche e chiare lettere la richiesta desiderata compilando un foglio a parte (per evitare che l'operatore si confonda nella lettura di un modello a loro poco congeniale);

- fotocopiare il documento di riconoscimento ed il codice fiscale;

- inviare il tutto a mezzo fax al numero  800179600.

Successivamente verrete contattati da un incaricato che, generalmente,  poco propenso ad effettuare l'operazione richiesta (come da esperienze personali ), cercherà di farvi desistere da tal proposito, adducendo delle palesi difficoltà e suggerendovi alternative atte a risolvere nel migliore dei modi (naturalmente a loro beneficio ) la vostra richiesta.

Restate impassibili e andate diritti alla vostra meta.  

Qui di seguito troverete vari moduli ufficiali:

Modulo H3G Richiesta Restituzione Credito

Modulo H3G Richiesta Trasferimento Credito

Modulo H3G Trasferimento Numero Cliente 3

Modulo H3G Trasferimento Numero tra Clienti 3

Modulo H3G Richiesta Subentro USIM

Modulo H3G Richiesta Riassegnazione Numero

Modulo Presentazione Fax

martedì 8 ottobre 2013

MARCELLO CRETI "Il Genio Occultato"

Marcello Creti è stato un inventore e, non solo, per la somiglianza sembrerebbe la reincarnazione diretta del grande Leonardo da Vinci.
Entrambi svariavano da un interesse all'altro, ed hanno sicuramente contribuito a cambiare il mondo con le loro invenzioni e, probabilmente sulle loro scoperte di epoche diverse non ce l'hanno raccontato giusta.
Marcelli Creti (Roma, 16 Aprile 1922 - 1° Gennaio 2000), sconosciuto all'interno del Gotha culturale italiano, era una persona poliedrica con un'intelligenza fuori dal comune e dotato di un immenso genio inventivo: infatti ha suo carico invenzioni strabilianti, purtroppo passate in sordina e dimenticate.
Il Creti asseriva di ricevere le informazioni per la creazione dei suoi progetti in sogno. Stessa cosa di un altro grande genio "dimenticato" Nikola Tesla .
Egli sembrava davvero leggere nel futuro, ogni impresa da lui affrontata era coronata dal successo, ogni cosa cercata veniva trovata e già quando aveva sette anni il padre provvide a brevettare la sua prima invenzione:                   (Cacciavite prensile).


Il suo nome balzò agli onori della cronaca a soli sedici anni (acclamato come "Il più giovane inventore d'Italia"), allorché venne presentato un apparecchio di sua invenzione destinato a rivoluzionare la telefonia : l'Amplitele, brevettato nel 1937. Tale apparecchio risolse l'effetto Larsen, ossia quella noiosa eco sibilante prodotta dall'interferenza nei telefoni amplificati, che fino ad allora aveva impedito il dialogo simultaneo (si parlava una alla volta dando il "via libera " azionando una levetta sul proprio apparecchio). Non solo, consentiva, per la prima volta, di collegare in conferenza un numero infinito di linee telefoniche. 

domenica 6 ottobre 2013

LA STAMPANTE 3D ITALIANA "ECONOMICA"

Lorenzo Cantini
I fratelli Lorenzo e Luciano Cantini  sono  l’anima di Kent’s Strapper,
la più incredibile azienda familiare che abbiate mai incontrato. Si occupano di stampanti 3D: le costruiscono, le fanno funzionare, le inventano, tutti assieme:
il babbo Ugo - il nonno Luciano - i cugini Paolo, Chiara e Leonardo Rinaldi. 


Luciano si è laureato in ingegneria elettronica e lavora in una azienda di Empoli; mentre Luciano studia da archeologo all’università di Firenze. 
Tutti assieme in un laboratorio fiorentino ricavato dal magazzino di idraulica del babbo in via del Pollaiolo, in zona Legnaia, vicino alla chiesa di Sant’Angelo

venerdì 4 ottobre 2013

I Migliori Chitarristi Rock



I  MIGLIORI  CHITARRISTI  ROCK
Classifica stilata dalla rivista Rolling Stones il 18 Settembre 2003 sui migliori chitarristi della storia del Rock

  1 - Jimi Hendrix
  2 - Duane Allman of the Allman Brothers Band
  3 - B.B. King
  4 - Eric Clapton
  5 - Robert Johnson
  6 - Chuck Berry
  7 - Stevie Ray Vaughan
  8 - Ry Cooder
  9 - Jimmy Page of Led Zeppelin
 10 - Keith Richards of the Rolling Stones
 11 - Kirk Hammett of Metallica
 12 - Kurt Cobain of Nirvana
 13 - Jerry Garcia of the Grateful Dead
 14 - Jeff Beck
 15 - Carlos Santana
 16 - Johnny Ramone of the Ramones
 17 - Jack White of the White Stripes
 18 - John Frusciante of the Red Hot Chili Peppers
 19 - Richard Thompson
 20 - James Burton
 21 - George Harrison
 22 - Mike Bloomfield
 23 - Warren Haynes
 24 - The Edge of U2
 25 - Freddy King

domenica 29 settembre 2013

IL TELECOMANDO

Il telecomando è una di quelle invenzioni di cui molti si attribuiscono la paternità. 
A contendersi il titolo potrebbe esserci anche Guglielmo Marconi con la sua famosa dimostrazione wireless alla Toynbee Hall di Londra nel 1896. In quell’occasione, usando un trasmettitore telegrafico fisso, riuscì a far suonare più volte un campanello attaccato a un ricevitore che un collega trasportava in giro per la stanza. 



Il più accreditato per il titolo sembrerebbe tuttavia Nikola Tesla, che nel 1898 brevettò un dispositivo senza fili per “ controllare il meccanismo di vascelli o veicoli mobili”.
Ne dimostrò l’efficacia quello stesso anno, al Madison Square Garden di NewYork. 



Fu solo nel 1901, invece, che  Torres y Quevedo, cercando un sistema per testare i suoi dirigibili senza rischiare vite umane, costruì un prototipo del suo Telekino. Poi ne brevettò due diversi modelli nel 1902 e nel 1903. Presto fu in grado di controllare un triciclo a 30 metri di distanza: riusciva a farlo andare avanti e indietro e a farlo sterzare a destra e a sinistre. Tra il 1904 e il 1905 passò a piccole barche in preparazione al grande show di Bilbao. 

Stranamente è proprio a Leonardo Torres y Quevado che 
l’Institute of Electrical and Eletronics Engineers (Ieee) riconosce il titolo di padre dei “ moderni principi di controllo remoto.

giovedì 19 settembre 2013

IL TRANSITOR "L'Invenzione che ha cambiato la tecnologia"

Nel 1947 ebbe inizio una nuova era per la tecnologia con l'invenzione del transistor, un dispositivo elettronico basato sulle proprietà di un importante materiale semiconduttore:
il silicio.

I microcircuiti dei nostri cellulari, dei nostri PC e delle nostre radio, ma anche quelli delle moderne lavatrici e delle automobili, sono composti di un unico straordinario materiale il silicio. Oggi sappiamo che questo elemento chimico appartiene alla famiglia dei semiconduttori, caratterizzati, da una resistenza elettrica maggiore di quella dei conduttori, ma minore di quella degli isolanti. Inoltre, questa famiglia di materiali si distingue per un'altra importante caratteristica contrariamente a quanto accade per i metalli, la resistenza elettrica dei semiconduttori diminuisce all'aumentare della temperatura. Il silicio compone quasi il 26% della crosta terrestre, dopo l'ossigeno, rappresenta il secondo più diffuso per abbondanza sul nostro pianeta. Tuttavia il silicio elementare non si trova libero in natura, ma sotto forma di ossidi come quarzi e rocce cristalline o di silicati come il granito e l'argilla.

Dal punto di vista tecnologico, la seconda metà del novecento è ricordata 
come l'epoca in cui nacque e si sviluppò l'elettronica basata sui circuiti di silicio. L'avvento i questi congegni trasformò radicalmente il mondo delle radiocomunicazioni fondato, fino ad allora, sull'uso delle valvole termoioniche.
Il Transistor, nonostante la grande varietà delle sue applicazioni, svolge solo due semplici funzioni: quella di interruttore e quella di modulatore.
 Come in un interruttore, fornendo una piccola corrente a uno degli ingressi del transistor è possibile consentire o escludere il passaggio di una corrente attraverso le altre due connessioni di cui è dotato.
 Come in un amplificatore di corrente, il passaggio di corrente può essere modulato: una piccola variazione di corrente a un ingresso consente di controllare il  passaggio di una corrente molto superiore attraverso le altre due connessioni.

venerdì 13 settembre 2013

RAY DOLBY "L'Inventore del suono "perfetto"

Ray Dolby 
(Portland  18 Gennaio 1933 - San Francisco 12 Settembre 2013).
Fondatore dei Dolby Laboratories cambiò il modo di pensare l'audio nel cinema.
Senza la sua tecnologia di riduzione del rumore e pulizia del suono, nonché la possibilità di registrare l'audio a due canali, non avremmo avuto gli stupendi primi effetti sonori usati da Steven Spielberg per il suo Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo del 1977. Stessa cosa anche per George Lucas e le sue Guerre Stellari, anche se il primo ad utilizzare tale tecnologia fu Stanley Kubrick per il suo capolavoro Arancia Meccanica del 1971.
Tutto era cominciato con un semplice circuito audio: nel 1949, a soli 16 anni, Dolby mise le mani grazie al suo primo lavoretto alla Ampex sul primo registratore a nastro sul mercato. 
E fu così che, dopo una laurea a Stanford e un dottorato a Cambridge, il giovane decise di mettersi in proprio e cambiare il modo in cui percepiamo i suoni incisi sui nastri magnetici. Il primo "compansore" un dispositivo elettronico capace di ridurre il rumore di fondo e i disturbi all'interno dei segnali acustici, nasce nel 1965, quando Dolby attraversa l'Oceano per fondare i Dolby Labs in Inghilterra. 
Tre anni più tardi la nuova versione del circuito &#8211; il Dolby B-type &#8211 venne integrato all'interno dei registratori commerciali: era l'inizio della scalata al successo.
Nel 1976, Dolby torna negli States e stabilisce definitivamente l'azienda a San Francisco.


Grazie a un brevetto riconosciuto sette anni prima, era nato il Dolby Sound System, ossia la tecnologia che ha dato una svolta agli effetti audio del cinema. In pratica si trattava di un sistema per migliorare la qualità del parlato all'interno delle pellicole, dove spesso colonna sonora e dialoghi si mescolavano con scarsa qualità.
L'importanza della sua tecnologia riconosciuta formalmente dal mondo della celluloide ha permesso a Dolby di ricevere un Oscar (Scientific and Engineering Award nel 1979), diversi Emmy e un Grammy per il suo lavoro, oltre ad una National Medal of Technology and Innovation consegnatagli da Bill Clinton e l'investitura a Member of the Most Excellent Order of the British Empire da parte della Regina Elisabetta II.

martedì 10 settembre 2013

LÁSZLÓ JÓZSEF BÍRÓ "L'Inventore della Penna a Sfera"

László József Bíró (Budapest, 29 Settembre 1899 - Buenos Aires, 24 Novembre 1985) è stato un giornalista e inventore ungherese. 
Creò la penna a sfera (poi chiamata Biro, dal suo nome) intorno alla fine degli anni trenta insieme al fratello György. Con l'intento di trovare una soluzione al problema delle macchie che le penne stilografiche lasciavano sui fogli, Biró provò a sostituire il tipo di inchiostro che si usava per scrivere con quello delle rotative che stampavano i giornali. Il nuovo liquido era però viscoso e rendeva difficoltosa e poco fluida la scrittura e così a Bíró venne un'altra idea: all'interno della punta inserì una piccola pallina metallica che permetteva la distribuzione omogenea dell'inchiostro. 
( Sembra che l'idea gli venne vedendo una palla che rotolava in una pozzanghera e lasciava poi una striscia bagnata sulla strada).

Si dice anche che fu Italo Calvino, qualche anno dopo la sua diffusione, a chiamare la penna a sfera "biro" in onore del suo inventore.  
Era nata la penna a sfera.

sabato 7 settembre 2013

TIM BERNERS-LEE "L'Inventore del Web"

Tim Berners-Lee nasce nel 1955 in un sobborgo di Londra, statunitense d'adozione ( vive a Boston e insegna al MIT ).

E' grazie a Sir Timothy John "Tim" Berners-Lee che tutti noi possiamo navigare nel Web, riuscendo a visualizzare siti e foto, vedere filmati ed ascoltare musica.
Il Cavaliere di Sua Maestà sviluppò i primi standard per il linguaggio HTML, per la definizione di URL e per il protocollo HTTP. Ma, soprattutto, nel 1989 inventò il World Wide Web (w.w.w.), la grande Rete a nodi interconnessi su cui si basa la nostra esperienza quotidiana su Internet.


La differenza tra Internet e il Web è spesso sconosciuta alla maggioranza degli utenti che solitamente utilizza i due termini come sinonimi della stessa cosa.
In realtà, la differenza tra Internet e Web è sostanziale ed è scritta in epoche diverse della storia.
La rete Internet è la piattaforma tecnologica su cui scorrono i dati.
Il Web è una tecnologia di visualizzazione dei dati tramite  l'ipertesto.

venerdì 6 settembre 2013

KONRAD ZUSE " L'Inventore del Computer"

Konrad Zuse (1910-1955) 
è stato lo scienziato che ha costruito il primo computer moderno. 

Come la quasi totalità delle invenzioni più complesse, non esiste un "padre" unico per il prodotto (la Radio - il Telefono - il Cellulare - la Televisione - ecc...) attuale cui siamo abituati a vedere ed usare. 
Infatti se fate delle ricerche troverete diversi nominativi per ognuna delle invenzioni. 
Allo stesso modo, in rete, come "padre del computer", troverete i nomi di Alan Turing, Charles Babbage, John Von Neumann o addirittura Steve Jobs, ma raramente verrà fuori il nome di Zuse.

Tra i pionieri del computer è più facile trovare il nome di Howard Aiken che, nel 1943, realizzò un computer elettrico automatico, il MARK 1, che utilizzava 800 chilometri di fili e pesava 35 tonnellate. Migliaia di relè producevano un rumore infernale e richiedeva una manutenzione continua e faticosa.
Il cambiamento avverrà nel 1946, con la sostituzione degli interruttori elettromeccanici con le valvole termoioniche. La nuova macchina, chiamata ENIAC, era in grado di eseguire 500 operazioni al secondo.
Nel 1941, però, Konrad Zuse costruì una macchina analoga, che funzionava 
elettricamente, chiamata Z3.

mercoledì 4 settembre 2013

JOHN LOGIE BAIRD " L'inventore della Televisione"

JOHN LOGIE BAIRD  Helensburgh, 13 Agosto 1888 / Bexhill-onSea, 14 Giugno 1946 è stato un inventore britannico.
Il 27 giugno del 1923  l’inventore scozzese John Logie Baird pubblica un originale annuncio sul The Times di Londra:
«Inventore di un apparecchio senza fili attraverso il quale è possibile vedere a distanza desidera trovare una persona che lo assista – non finanziariamente – nella costruzione di impianti utilizzabili».
Inutile dire che, contrariamente a quanto scritto, ciò che gli serviva era proprio il denaro.
Personaggio bizzarro, Baird aveva inventato le suole che si gonfiano come i pneumatici, la lametta da barba in vetro, le calze di carta e un modo per fabbricare i diamanti, tutte idee che non gli fruttavano il becco di un quattrino ma prima di quello storico annuncio, sempre nel 1923, era riuscito a inviare un’immagine della croce di Malta da una stanza all’altra del suo squallido appartamentino al 22 Firth Street di Soho, Londra. Tre persone comunque credono nell’impresa: il tipografo William Odhams, il giornalista William Le Queux e Will Day, proprietario di sale cinematografiche che, oltre ad avere il denaro, da esperto intuì la portata dell’invenzione.

martedì 3 settembre 2013

MARTIN COOPER " L'inventore del Cellulare"


Martin Cooper, ex manager della divisione sistemi di Motorola, è considerato l'inventore del telefono portatile e il primo uomo al mondo ad aver effettuato una chiamata con un telefono cellulare nel lontano aprile del 1973.
I laboratori Bell, che effettuavano ricerche per l'azienda di telecomunicazioni americana AT&T, iniziarono a pensare ai telefoni cellulari fin dal lontano 1947, per poi gareggiare testa a testa con Motorola per essere la prima azienda a realizzare un dispositivo portatile.

Intorno al 1910, Lars Ericsson insieme alla moglie mise a punto un primitivo sistema di telefonia mobile per auto. Costruì da due lunghe aste, ciascuna delle quali aveva un gancio ad un’estremità; ai ganci erano collegati due cavi che terminavano nell’apparecchio telefonico. A quel punto, quando voleva fare una telefonata, gli bastava fermare l’auto nei pressi di una linea telefonica e agganciare le aste a una coppia di cavi della linea e girare la manovella della dinamo del proprio telefono e generare il segnale di chiamata al centralinista della centrale più vicina per farsi passare al telefono uno dei suoi amici.Era nato così il primo telefono mobile ad uso civile. Tuttavia non è completamente corretto attribuire a Ericsson la paternità del telefono mobile. si hanno notizie di altri telefoni mobili da lui costruiti ben prima di quello installato nella sua auto. Infatti, la prima notizia documentata relativa ad un uso civile di telefoni portatili è del 1889, quando alcuni modelli sviluppati dalla Ericsson si cominciarono ad utilizzare durante i lavori di manutenzione delle strade o dei canali. E, naturalmente, anche i militari furono tra i primi a richiedere e usare questi apparecchi mobili. Tant’è che già a partire dal 1890 la Ericsson produsse vari tipi di telefono portatile che vennero acquistati dalla Milizia Svedese.

Martin Cooper, nato  il 26 Dicembre 1928, è cresciuto a Chicago, laureandosi in ingegneria elettronica presso l'Illinois Institute of Technology.
Dopo quattro anni di servizio in marina a bordo di cacciatorpedinieri e sottomarini, ha lavorato per un anno in un'azienda di telecomunicazioni, per passare a Motorola nel 1954. Oltre a realizzare il primo telefono cellulare, Cooper ha contribuito alla nascita della prima radio portatile per la polizia di Chicago nel 1967.

Il sogno di Cooper era quello di permettere alla gente di avere un telefono a disposizione, sempre e ovunque. In qualità di project manager per Motorola, Martin Cooper installò nel 1973 una stazione base a Ney York, da usare con il primo prototipo funzionante di telefono cellulare, il Motorola DynaTac.


Il Motorola Dynatac del 1973, con i suoi 1130 grammi di peso è veramente lontano dai telefoni a cui siamo abituati. Senza display e senza nessuna funzione particolare (se non la possibilità di parlare, ascoltare e comporre i numeri di telefono) utilizzava 30 schede elettroniche per funzionare.
Per ricaricare la batteria, che garantiva un'autonomia di soli 35 minuti in conversazione, occorrevano oltre 10 ore.

Dopo una lunga serie di test a Washington con la Federal Communications Commission, Cooper riuscì ad ottenere le frequenze radio necessarie al funzionamento dei dispositivi che avrebbero utilizzato la tecnologia cellulare.
La grande giorno arriva il 3 aprile del 1973, quando in una strada vicino al Manhattan Hilton, Martin Cooper decise di effettuare la prima chiamata, prima di recarsi alla conferenza stampa organizzata per la presentazione del prototipo.
Alla pressione di un tasto il DynaTac riesce a mettersi in contatto con la stazione base installata sul tetto di un grattacielo, collegata alle normali linee telefoniche. Fra gli sguardi incuriositi dei passanti, Cooper chiama Joel Engel, direttore dei laboratori Bell per avvisare la concorrenza che Motorola aveva inventato il primo telefono cellulare.