martedì 29 settembre 2015

TROVATA LA CURA PER IL CANCRO IN CANADA

In Canada si trova la cura per il cancro,
ma le case farmaceutiche la ignorano.

I ricercatori dell’Università di Alberta, a Edmonton, in Canada hanno trovato la cura per il cancro, ma se ne parla pochissimo nei notiziari ed alla Tv.

E’ una tecnica semplice, si utilizza un farmaco molto semplice.

Il metodo impiega dicloroacetato, un farmaco molto conosciuto che è attualmente usato per trattare i disordini metabolici. Quindi, non vi è alcuna preoccupazione per gli effetti collaterali o gli effetti a lungo termine.

Questo farmaco non richiede un brevetto, per cui chiunque lo può utilizzare ampiamente ed è molto economico rispetto ai costosissimi farmaci antitumorali prodotti da grandi aziende farmaceutiche. Gli scienziati canadesi hanno testato questo dicloroacetato (DCA) sulle cellule dell’uomo, ed ha ucciso le cellule del cancro dal polmone, mammella e cervello ed ha lasciato intatte quelle sane.

E’ stato testato su topi con tumori gravi che si sono ridotti quando sono stati alimentati con acqua integrata con DCA. Il farmaco è ampiamente disponibile e la tecnica è facile da usare.

Perché le case farmaceutiche più importanti non sono coinvolte?                       O i media non ne sono interessati?

Nel corpo umano c’è un elemento naturale che lotta contro il cancro: i mitoconrdi, ma hanno bisogno di essere “spinti” per essere abbastanza efficaci ( i mitocondri sono organi contenuti in ogni cellula umana, con una struttura simile a quella dei batteri, e con un proprio DNA mitocondriale; la funzione principale del mitocondrio è quella di produrre energia).

Gli scienziati hanno sempre pensato che i mitocondri venissero danneggiati dal cancro e quindi hanno pensato di concentrarsi sulla glicolisi che è meno efficace e più dispendiosa. I produttori di farmaci si sono concentrati solo su questo metodo della glicolisi per combattere il cancro. Questo DCA invece non si basa sulla glicolisi ma sui mitocondri, “innesca” i mitocondri che combattono le cellule tumorali.

L’effetto collaterale di questo è che viene anche riattivato un processo chiamato apoptosi. I mitocondri contengono un fin troppo importante “pulsante di autodistruzione” che viene a mancare nelle cellule tumorali. Senza di esso, i tumori diventano più grandi e le cellule rifiutano di estinguersi. I mitocondri pienamente funzionanti, grazie al DCA invece possono finalmente morire.

Le aziende farmaceutiche non investono in questa ricerca perché il metodo DCA non può essere brevettato, senza un brevetto non possono guadagnarci nulla, con la chemioterapia classica invece fanno migliaia di miliardi di euro di profitto.

Dal momento che le case farmaceutiche non se ne interesseranno, altri laboratori indipendenti dovrebbero iniziare a produrre questo farmaco e fare ulteriori ricerche per confermare le conclusioni di cui sopra e produrre i farmaci.


Le cellule normali (blu) nel bel mezzo della crescita benigna sono affamate di ossigeno, ma possono sopravvivere con la glicosi, un modo diverso di fare energia. Nel processo i mitocondri, che contengono il meccanismo di autodistruzione cellulare, si spengono. Queste rende le cellule “immortali” e cangerogene (rosso), così esse continuano a replicarsi e il tumore cresce.

La Glicosi genera anche l’acido lattico che permette al cancro di mangiare cellule attraverso il tessuto, e formare tumori secondari in altre parti del corpo. 

Un farmaco chiamato dicloacetato rimette in funzione i mitocondri nelle cellule tumorali (blu) in modo che esse fermino la glicolisi e inizino a produrre energia di nuovo dai mitocondri. Il meccanismo di autodistruzione è quindi attivato, e le cellule avvizziscono e muoiono (marrone).

martedì 22 settembre 2015

INVENTATA L’ACQUA IN POLVERE

Si chiama Solid Rain, arriva dal Messico ed è acqua in polvere anche se a prima vista assomiglia allo zucchero.

L’idea dell’ingegnere chimico Sergio Rico è un rimedio contro la siccità che potrebbe rivoluzionare la vita dei contadini di tutto il mondo.

Ci sono aree del mondo in cui il cibo scarseggia, la popolazione soffre per fame e l’economia agricola è spesso bloccata. Colpa delle rare piogge, dei periodi di clima troppo secco, dei terreni aridi. Ma alla carestia può esserci un rimedio, è questa l’idea dell’ingegnere chimico Sergio Rico, inventore del rivoluzionario prodotto Solid Rain per migliorare la siccità  delle campagne messicane.

E’ una polvere che assomiglia allo zucchero. Non è dannosa per l’ambiente, minimizza i tempi di lavoro, incrementa la resa, fa risparmiare tempo e …acqua. Si acquista per 25 dollari a libbra e permette la crescita delle piante anche in assenza di pioggia, trasformando la vita degli agricoltori, ma non solo.

Ispiratosi ai pannolini per neonati, che assorbono grandi quantità di liquido in uno spazio limitato, la mente ingegneristica di Sergio Rico ha sviluppato un polimero assorbente a base di potassio che assorbe acqua fino a 500 volte la sua quantità originale.

Soltanto 10 grammi di prodotto assorbono un litro d’acqua e si trasformano in un gel denso e trasparente da utilizzare nella coltivazione.

Una volta mischiato il terreno, pensate al materiale come a una riserva d’acqua disponibile per circa un anno.

Le ricerche mostrano come si risparmino costi in termini di tempo, dedicato alla cura di un campo e in termini di quantità d’acqua per l’irrigazione. Verrà meno infatti la perdita di acqua per evaporazione o per infiltrazione, così come la dispersione di sostanze nutritive del terreno che spesso scivolano via con l’irrigazione.

Implementato per circa un decennio in uno studio del governo messicano nella regione semi arida dell’Hidalgo, soggetta a periodi di siccità, Solid Rain ha già dato grandi risultati.

I campi coltivati utilizzando il prodotto mostrano una resa del raccolto altissima: 3000 kg di fagioli per ettaro, invece dei 450 kg con innaffiamento tradizionale.

Premiato dal Stockholm International Water Institute e dalla Fondazione Miguel Aleman ricevendo premi per l’ecologia, Solid Rain è arrivato anche negli Stati Uniti, dove ormai è un prodotto popolare nella cura dei campi da golf e degli apprezzamenti di terreno con molto prato.

Dire che Solid Rain diventi la nuova frontiera dello sviluppo rurale è ancora azzardato, ma i risultati finora ottenuti sono tangibili. Siccità, desertificazione e terreno poco fertile sono solo alcune piaghe di molte aree rurali del sud del mondo con scarso accesso alle nuove tecnologie.


L’esperienza tra le coltivazioni messicane può rappresentare un esempio di innovazione “verde” che pensa anche alle nuove generazioni risparmiando sul consumo di acqua, minimizzando i tempi di lavoro e garantendo maggiore autonomia economica ai coltivatori.

martedì 15 settembre 2015

EBOLA: la genesi di una paura infondata

Il virus Ebola è diventato rapidamente protagonista delle cronache, giornali e tg dedicano ampio spazio alla cronaca della sua espansione, alla conta dei morti e, soprattutto, ad approfondire quella che è la paura principale di ascoltatori e lettori: la possibilità che questo virus, finora circoscritto quasi esclusivamente in Guinea, Sierra Leone e Liberia, possa arrivare in Europa e contagiarci.

Ad alimentare la paura, oltre alla virulenza di Ebola e la sua alta mortalità, soprattutto il fatto che si tratti di un virus del quale si sa ancora molto poco e contro il quale non esistono al momento vaccini o cure che abbiano concluso la fase di sperimentazione e quindi utilizzabili su grande scala.

UN VIRUS CHE GLI ESPERTI DEFINISCONO “STUPIDO”.

Ma è una paura fondata? Secondo la semi-totalità degli esperti non lo è nella maniera più assoluta.

Ad esempio Peter Piot, direttore della London School of Hygiene and Tropical Medicine, nonché una delle due persone che ha scoperto il virus nel 1975 ha affermato: “Non mi preoccuperei di essere seduto a fianco di un malato di Ebola in metropolitana a meno che non mi vomiti addosso. Si tratta di una malattia che richiede un contatto molto ravvicinato con i fluidi corporei”.

Mentre Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute all’Università di Milano, ha definito senza mezzi termini Ebola come “un virus stupido”, in quanto “uccide troppo e troppo velocemente e quindi non riesce ad evolversi”.

Infatti l’alta mortalità del virus (quasi il 90% dei contagiati non sopravvive) e il suo decorso velocissimo (il contagiato manifesta quasi immediatamente i sintomi e in massimo 20 giorni sopraggiunge il decesso), sono allo stesso tempo il motivo per cui questo virus ci spaventa così tanto.

Ma anche la ragione per cui è difficilissimo un suo sviluppo su scala mondiale, nel senso che un malato è quasi subito non solo identificabile, ma anche troppo provato per trasmettere la malattia, la quale ha una modalità di trasmissione piuttosto complicata possibile solo attraverso uno scambio di fluidi corporei.

OGNI GIORNO LA TBC FA IL NUMERO DI MORTI CHE EBOLA HA FATTO IN 38 ANNI. Questo ovviamente non significa voler smentire che Ebola sia un allarme reale per i paesi africani coinvolti o che in questa sua nuova ondata abbia avuto una diffusione senza precedenti.

Sono entrambe affermazioni vere.
Ma passando alla fredda ma efficace rassegna statistica apprendiamo che fino ad oggi l’ultima epidemia di Ebola ha provocato poco meno di 3.000 morti secondo i dati dell’Oms, mentre in tutta la sua storia, cominciata nel 1976 quando venne segnalato il primo caso, e segnata da 24 cicli epidemici, i morti totali sono poco meno di cinquemila.

Una media di 130 morti all’anno per 38 anni. Di epatite muoiono oltre un milione di persone ogni anno (600mila per la sola variante B), di influenza circa 500.000, di Papilloma Virus 275.000 e di Rabbia oltre 55.000.

Altri virus insomma dovrebbero destare ben più paura, tra questi soprattutto la Tubercolosi, malattia di sapore ottocentesco che si credeva ampiamente sconfitta e che invece è tornata più letale che mai in una nuova variante (TB-MDR) che resiste a tutte le cure esistenti e nel solo 2012 secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha colpito 8,6 milioni di persone, provocando 1,3 milioni di morti.

E, tra parentesi, da anni è tornata a mietere vittime anche in Usa ed Europa.

AVETE PRESENTE IL FILM OUTBREAK CON DUSTIN HOFFMAN?
Torniamo quindi alla questione iniziale: per quale ragione Ebola fa così paura? Beh, vi ricordate del libro The Hot Zone di Richard Preston? E del film Outbreak (Virus Letale) di Wolfgang Petersen?

Secondo lo scrittore David Quammen il tutto inizia esattamente da queste due opere. The Hot Zone, pubblicato nel 1994, è stato un autentico best-seller della letteratura )para-scientifica americana.

Racconta di un incidente batteriologico in un laboratorio di Washington e mette in guardia il pubblico dalla probabilità che Ebola possa abbattersi su tutto il mondo, condendo il tutto con dettagli splatter ed inventati sugli effetti del virus sugli umani, cose tipo corpi di malati che diventano una poltiglia informe di carne e sangue.

Nel 1995 esce invece in tutto il mondo, distribuito dal colosso Warner Bros, il film Outbreak (Virus Letale) con Dustin Hoffman. Il film è sostanzialmente la solita americanata trita e ritrita dove il buono di turno combatte per salvare il pianeta dal disastro imminente.

Solo che nella sceneggiatura di Petersen il male ha le vesti di una versione modificata del virus Ebola che minaccia l’America non solo per la sua viralità, ma anche per il potenziale utilizzo come arma di bio-terrorismo.

DALLA CULTURA DI MASSA ALLA PAURA DI MASSA.

Dal successo della fiction alla trasposizione sulla realtà delle paranoie apprese da essa il passo può essere molto breve. Tanto più se l’opera proviene dalla multinazionale produttrice di cultura di massa per eccellenza: Hollywood.

Non è un caso che negli Usa si segnalino in questi giorni veri e propri casi di psicosi di massa sul virus Ebola, tanto che la decisione delle autorità di rimpatriare un medico che aveva contratto il virus in Africa per prestargli cure ad Atlanta, ha portato ad una ondata di proteste di cittadini spaventati, mentre i media facevano ore di diretta sulla questione e politici in cerca di facili dosi di visibilità mediatica rilanciavano l’allarme su Twitter.

Dalle TV americane a quelle europee il passo è breve, ed eccovi servito l’allarme dell’estate 2014. Il tutto mentre, facendo un rapido calcolo, nel solo tempo che il sottoscritto ha impiegato per scrivere quest’articolo, almeno 1.400 persone si sono ammalate di Tubercolosi ed altre 190 sono morte.

domenica 6 settembre 2015

INVENTATA LA BOTTIGLIA CHE SI PUO’ MANGIARE

Una bottiglietta rivoluzionaria, che non inquina, ecologica e per giunta si può anche mangiare.


Un materiale ecologico, rispettoso dell’ambiente, che non inquina e in più si può mangiare; è una nuova bottiglia inventata da un gruppo di scienziati, utilizzando la tecnica innovativa, già in uso da molti chef, per la preparazione dei loro piatti. 

Fino ad oggi, la plastica è stato il materiale più usato come recipiente per molti prodotti alimentari, in particolare per contenere i liquidi (bibite, latte, acqua ecc…); però è uno dei materiali meno biodegradabili al mondo, quindi molto inquinante per l’ambiente, ed è per questo motivo che si sta facendo il possibile per riciclarlo o addirittura eliminarlo del tutto dal mercato.

Grazie alla tecnica della sferificazione, si è riusciti a creare un contenitore gelatinoso che, al suo interno, racchiude il liquido da bere. La sferificazione è un procedimento (già in uso da molto tempo in ambito gastronomico) grazie al quale gli chef possono trasformare sostanze commestibili in forma più o meno solida, per dare ai loro piatti un tocco artistico di gran classe.

Questa tecnica usata nella gastronomia molecolare, resa famosa dallo chef Ferran Adrià, permette di creare ravioli o caviale con una textura rigida all’esterno lasciando l’interno in forma liquida, dando una particolare sensazione al palato di chi degusta il piatto.

Questa trasformazione, da liquido a solido, usata anche per creare la nuova bottiglia commestibile chiamata Ooho, si ottiene miscelando un liquido con alginato e successivamente il prodotto viene immerso in un bagno calcico (acqua mescolata a calcio) e immediatamente trasferito in acqua neutra, per eliminare il calcio, e fermare il processo di sferificazione, rendendo così l’esterno del materiale più solido.

Grazie a questa scoperta innovativa, gli scienziati Rodrigo Garcia Gonzales, Pierre Paslier e Guillaume Couche, sono riusciti a realizzare la bottiglia commestibile che può contenere acqua, vincendo, per giunta, il prestigioso premio “Lexus Design Award 2014”, dando un nuovo imput alle case produttrici di materiale plastico.

Ooho, la bottiglia che si può mangiare, è un contenitore gelatinoso composto di due membrane: una interna che racchiude l’acqua e l’altra esterna che protegge sia la membrana interna che l’acqua da bere.

La membrana esterna, gelatinosa, composta di alghe brune e cloruro di calcio è resistente e protegge l’interno membranoso più sottile e l’acqua; come avviene nell’uovo, dove una membrana separa il tuorlo dall’albume.

La particolarità della bottiglia Ooho è dopo aver bevuto l’acqua, la si può anche mangiare, evitando così il problema di abbandonare nell’ambiente il contenitore vuoto, anche se ovviamente è biodegradabile e non inquinante.

Il piccolo problema di questa bottiglia commestibile è che il suo sapore non è ottimo, ma se si riesce ad ingerirla non provoca nessun danno collaterale nell’organismo. Presto questo materiale sostituirà la plastica, speriamo che oltre ad essere utile per l’ambiente, gli scienziati riescano a darle un buon sapore.

domenica 30 agosto 2015

VUOI ESSERE FELICE? Allora evita queste abitudini.

Quando smetti di fare le cose sbagliate, automaticamente crei più spazio per le cose che ti rendono felice. Quindi, a partire da oggi…

    Smetti di dare la colpa agli altri.

Smetti di incolpare gli altri per quello che ti capita nella tua vita. Quando dai la colpa agli altri per ciò che ti accade, stai rifiutando di assumerti la responsabilità della tua vita e stai evitando di affrontare i tuoi problemi.
Riprenditi il potere di decidere le sorti della tua esistenza e trova negli altri un alleato, non un nemico. Dare la colpa al prossimo è soltanto una scusa e le scuse sono il primo passo verso il fallimento. L’unico responsabile della tua vita e delle tue scelte sei tu.

Smetti di cercare di evitare i cambiamenti.

Se nulla cambiasse non esisterebbe neppure l’alba del mattino seguente. Molti di noi sono a proprio agio dove si trovano, anche se l’intero universo che ci circonda è in continua evoluzione.
Imparare ad accettare questo è vitale per la nostra felicità e il nostro benessere. Perché solo quando si cambia si cresce, e solo attraverso il cambiamento cominciamo a vedere un mondo che non sapevamo potesse esistere.
E non dimenticare che la tua situazione attuale, per quanto positiva o negativa che sia, presto o tardi cambierà. Questa è l’unica cosa su cui puoi fare affidamento. Allora abbraccia il cambiamento, perché questo è il vero alleato della tua crescita.

martedì 18 agosto 2015

LAMENTARSI SERVE A POCO

Oggi voglio parlarvi di un comportamento ormai comune all’umanità odierna e meccanica: il lamentarsi.

In particolare voglio occuparmi del lamentoso.

Il lamentoso è colui il quale vede tutto “nero”, senza via d’uscita, osserva ogni problema col microscopio fissandosi su di esso ed ingigandendolo.

Tutto “normale” fin qui, visto anche il periodo in cui versa l’umanità, periodo di grandi cambiamenti climatici, sociali, politici, economici, insomma in tutti i campi. Il problema è che il lamentoso cerca qualcuno sul quale sfogare le proprie frustrazioni rendendolo, per ciò stesso partecipe dei propri problemi e “sciagure”.

Si, perché il lamentoso fa della Vita mera sopravvivenza rendendosi proprio per questo vittima del caso. Il lamentoso crede in un destino già scritto, del resto questo gli conviene così non deve effettuare nessuno sforzo per migliorare se stesso e, di conseguenza, la propria Vita.

Quanto incontrate un lamentoso non aspettatevi di poter dialogare a doppio senso perché, prima o poi, lui comincerà a parlare di se e dei suoi problemi senza concedervi spazi per poter, a vostra volta, conversare.

Del resto, secondo lui, i problemi sono solo suoi e sembrano perseguitarlo. Il lamentoso ingrandisce ogni accadimento che non riesce ad accettare, trasformandolo in tragedia.

martedì 4 agosto 2015

CHEMIOTERAPIA: Quello che non viene detto.

Sono passati oltre 30 anni da quando l’allora Presidente degli Stati Uniti, Nixon, dichiarò ufficialmente guerra al cancro. 

Da allora è stato speso molto denaro nelle terapie oncologiche tradizionali, ma di tumore si continua a morire: la mortalità, a 5 anni dalla diagnosi, negli Stati Uniti è addirittura aumentata.

Uno studio pubblicato nel 1975 sulla rivista medica Lancet destò scalpore. Dei ricercatori inglesi effettuarono uno studio prospettico randomizzato su 188 pazienti con cancro inoperabile ai bronchi e scoprirono che la vita media di quelli trattati con chemioterapia completa fu di tre volte più breve rispetto a quelli che non ricevettero alcun trattamento.

Interessante è a questo proposito la consultazione del National Cancer Institute (NCI) che utilizza la riduzione della massa tumorale e la sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi come indici di efficacia delle terapie effettuate; ma in alcuni casi la riduzione della massa tumorale non appare essere decisiva per la sopravvivenza del paziente.

lunedì 27 luglio 2015

LA RUSSIA E LA FREE ENERGY DI NIKOLA TESLA

Gli USA vogliono fermare la Russia perché sta investendo nella tecnologia di Nikola Tesla.

Gli USA vogliono fermare la Russia per evitare il crollo del petrolio.  I Russi stanno investendo sulla tecnologia di Tesla per produrre elettricità gratis via etere.

Se vogliamo essere liberi dobbiamo ottenere la Free Energy di Tesla”.
Così la pensano i russi. Essa potrebbe permettere la distribuzione di energia elettrica a costo zero, senza uso di cavi e accessibile a tutti sul pianeta.

Negli ultimi 20 anni gli Stati Uniti hanno distrutto mediamente 1 nazione intera ogni 2 anni, per mantenere il proprio potere basato su petrolio e dollari.

Gli Stati Uniti stanno cercando di fermare la Russia per evitare il crollo del loro impero coloniale e industriale basato sul petrolio e quindi sul sistema monetario del dollaro, valuta monetaria con cui oggi avvengono la maggior parte dei pagamenti per l’acquisto di petrolio nel mondo e su cui si basa la dittatura bancaria moderna (che si è sostituita alla sovranità degli stati nazionali).

Crollando il sistema energetico del petrolio, in poco tempo finirà il flusso di dollari che oggi alimenta le industrie d’armi americane, e quindi finirà anche la continua serie di guerre provocate, alimentate e volute dagli Stati Uniti.

Chissà, forse il condizionale non sarebbe qui servito se la Wardenclyffe Tower del geniale scienziato serbo Nikola Tesla, costruita all’inizio del xx secolo avesse portato alla creazione di un sistema efficace di trasmissione e di produzione di energia elettrica libera in tutto il mondo.

Quello che successe cent’anni addietro è tuttora avvolto nel mistero.
Si sono conservate soltanto le impressioni prodotte su abitanti locali e su giornalisti dallo splendore celeste “ per migliaia di miglia” causato dalla Torre di Tesla.

lunedì 20 luglio 2015

SVELATO IL MISTERO DEL TRIANGOLO DELLE BERMUDA


Il triangolo delle Bermude o delle Bermuda è una zona dell’Oceano Atlantico settentrionale di forma per l’appunto triangolare, i cui vertici sono:

Vertice Nord – il punto più meridionale della costa dell’arcipelago delle Bermude;

Vertice Sud – il punto più occidentale dell’isola di Porto Rico;

Vertice Est – il punto più a Sud della penisola della Florida.

In relazione a questa vasta zona di mare, di circa 1.100.000 km2, a partire dagli anni cinquanta la cultura popolare ha fatto sì che nascesse la convinzione che si fossero verificati dal 1800 in poi numerosi episodi di sparizioni di navi e aeromobili, motivo per cui alcuni autori hanno soprannominato la zona “Triangolo Maledetto” o “Triangolo del Diavolo”.

INTERVISTA A PIER LUIGI IGHINA SUL TRIANGOLO DELLE BERMUDE

Cosa c’è in comune tra Cristoforo Colombo e gli astronauti dell’Apollo XII?

La risposta, anche se può sembrare paradossale, è:

martedì 14 luglio 2015

LA TRUFFA DELL’UNITA’ D’ITALIA


Il processo di Unita d’Italia ha visto come protagonisti una sfilza di uomini più o meno celebri, i cosiddetti padri del Risorgimento. Dal Nord al Sud Italia ogni piazza o via principale si fregia di nomi illustri:
 Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele etc.

Il popolo viene indottrinato fin dalla più tenera età a considerare costoro dei veri eroi, gli artisti li raffigurano esaltando il loro valore in maniera da rafforzare il mito che li circonda.

Innumerevoli sono infatti le opere d’arte che ritraggono l’eroe dei due Mondi a cavallo…ora in piedi che impugna alta la sua spada, alcune volte indossa la celebre camicia rossa…altre volte si regge su un paio di stampelle come un martire.

mercoledì 8 luglio 2015

CAMBIARE STILE DI VITA PER NON CAMBIARE PIANETA

Esiste un luogo dove ciò che rischia di accadere al pianeta Terra entro la fine del secolo può essere visto in anticipo, e questo posto è in Italia.
 Più precisamente al largo di Ischia, presso i fondali che circondano la fortezza del Castello Aragonese.

Qui i camini vulcanici sotterranei pompano costantemente anidride carbonica nell’acqua, alterandone la composizione chimica fino ad abbassare il PH delle acque a 7,8: ovvero lo stesso livello che secondo gli scienziati tutti i mari raggiungeranno verso il 2100 (oggi è di 8,1) se non si farà qualcosa per combattere inquinamento e surriscaldamento globale.

Ebbene, in questo spicchio di mare il fondale assomiglia ad un paesaggio lunare, senza alghe né molluschi ed i ricercatori della Stazione Geologica di Ischia che ne studiano l’habitat, hanno rilevato che i pesci che lo abitano perdono l’orientamento e non percepiscono gli odori, mentre i gamberi producono delle mutazioni genetiche per adattarsi all’ambiente.

Dovesse verificarsi lo stesso fenomeno in tutti i mari del mondo sarebbe una catastrofe: il 70% delle specie marine sarebbero a rischio estinzione e le barriere coralline scomparirebbero.

Mentre sulle terre emerse ci troveremmo di fronte alla desertificazione delle aree più calde ed alla scomparsa sott’acqua di buona parte delle zone costiere a causa dell’innalzamento del livello dei mari prodotto dallo scongelamento dei ghiacciai.

In pratica l’intero ecosistema del pianeta sarebbe a rischio.
Il motivo di questo potenziale cataclisma è semplice: una parte dei sette miliardi di abitanti del pianeta Terra, posti in gran parte in Europa e Nord America, sta conducendo uno stile di vita incompatibile con la sopravvivenza del pianeta: sta consumando più risorse del dovuto ed emettendo nell’ambiente  una quantità di CO2 superiore a quella che l’ecosistema è in grado di riassorbire.

mercoledì 1 luglio 2015

FUTURO PROSSIMO: IMMINENTE TSUNAMI PLANETARIO?

La nostra storia inizia, come da tradizione, in un laboratorio scientifico, che posizioneremo in un ambiente suggestivo, dal forte appeal cinematografico.


Siamo nei primi anni 90, e un gruppo di scienziati in stanza nelle isole Hawaii, quindi, scoprono dei movimenti anomali nelle profondità dell’Oceano Pacifico; dopo accurate verifiche, comprendono che in determinate zone del pianeta ha luogo un grande movimento del magma in prossimità della crosta terrestre: vengono così individuati degli enormi vulcani sottomarini fino allora sconosciuti.


Vulcani da tempo in sonno che danno segno di aver ripreso la loro attività.
Gli scienziati si mettono quindi all’opera per definire gli effetti di queste attività, e giungono alla conclusione che entro l’anno 2020 l’attività dei vulcani sarà massima e porterà a devastanti eruzioni sottomarine, eruzioni che a loro volta produrranno degli immensi tsunami che non lasceranno scampo alle coste da loro raggiunte.

Si delineano due fronti principali in cui l’attività vulcanica sottomarina avrà luogo: la prima nel cuore dell’Oceano Pacifico, la seconda nell’Oceano Atlantico.
Un team di esperti statunitensi si occupa quindi di produrre delle simulazioni al computer ed arriva ad ipotizzare delle onde alte fino a 100 metri che travolgeranno le coste americane, distruggendo ogni edificio fino a decine di chilometri nell’interno.


Il governo americano prende atto della situazione: le principali città degli Stati Uniti, tutte situate sulle coste, verranno spazzate via: New YorkWashingtonBostonFiladelfiaMiamiHoustonLos Angeles San FranciscoSeattle sono destinate a scomparire.


giovedì 25 giugno 2015

L’INVASIONE SILENTE DELLA CINA

La Cina si prepara a governare il mondo:            
 il mistero delle città fantasma.

La Repubblica Popolare Cinese è uno dei più importanti centri economici del mondo, un colosso industriale e rappresenta un’infinita ricchezza storico-culturale. Ha una popolazione di oltre 1,35 miliardi di persone, senza contare gli emigrati.

Un paese pieno di contraddizioni. Un paese di stampo socialista con un sistema economico inserito perfettamente nell’economia globale capitalista. Ma per questo genere di informazioni basta Wikipedia. 

Invece, dello strano fenomeno delle città fantasma non si sa niente.
Negli ultimi 20 anni stanno sorgendo immensi agglomerati urbani, completamente deserti, costruiti dalle grosse società immobiliari cinesi nei paesi africani, in Mongolia e nella stessa Cina.

Si tratta di vere e proprie città fatte di grattacieli, palazzi di lusso, piazze, piscine, centri commerciali, complessi sportivi. Città che potrebbero ospitare una popolazione di un milione di persone, ma completamente vuote: città fantasma. 
A cosa servono?

Per rispondere a questa domanda, si possono utilizzare due approcci diversi. Il primo è legato al fatto che da molti anni in Cina si sta verificando un’inspiegabile crescita nel settore immobiliare. Questo fenomeno assume un aspetto ancora più strano se correlato alla crisi che lo stesso settore vive in tutti i paesi occidentali.

giovedì 18 giugno 2015

IL COSTO DEI CLANDESTINI IN ITALIA

INCHIESTA SUL COSTO DEI CLANDESTINI IN ITALIA – DATI RACCAPRICCIANTI: PIU’ DI UN MILIARDO DI EURO RUBATO AGLI ITALIANI.

Vi ricordate le intercettazioni del primo stralcio di Roma Capitale?    
“Con gli immigrati guadagniamo più che con la droga”.


Ora, come ognuno può facilmente intuire, se qualcuno guadagna, qualcun altro paga e, in questo caso, ci rimette. Quindi, facciamo qualche rapido conto – concreto e documentato – sul costo dell’invasione di clandestini.

Secondo quanto scritto da Giancarlo Elia Valori, un immigrato che arriva in Italia sui barconi costa allo stato 2.500 Euro al mese, più 30 Euro + IVA al giorno per quelli che richiedono “asilo politico” a favore delle strutture che li gestiscono. Piccoli dati a confronto: l’Italia ha respinto di asilo, contro l’82% della Gran Bretagna, l’83% della Francia ed il 74% della più “accogliente” Germania.

Secondo il quotidiano La Repubblica, riportato anche da altri mezzi d’informazione, lo stato spenderà più di un miliardo di euro per accogliere i clandestini nel 2015.

Come si può notare, per chi gestisce i CIE, si tratta di un’autentica manna dal cielo.

Ora, giusto per raffrontare il costo di un “migrante” con quello di un italiano, sapete a quanto ammonta la pensione di accompagnamento, quella che viene erogata agli invalidi al 100%? Bene, mettetevi comodi perché la cifra potrebbe farvi svenire:     508,55 Euro al mese.

Ovviamente non sono poi previsti i pasti caldi ed i soggiorni in agriturismo ed hotel come avviene oggi per molti clandestini stante la saturazione dei CIE.

Ma non finisce qui. Abbiamo detto che quest’anno lo stato italiano spenderà più di un miliardo per l’emergenza clandestini (emergenza perché si è voluta renderla tale: basti ricordare che gli sbarchi ai tempi di Berlusconi con Maroni ministro degli interni, erano decisamente molto inferiori).

Ottimo: sappiate che lo stato sta mettendo a punto tagli per 1,67 miliardi alle detrazioni fiscali, il che significa 1,67 miliardi di maggiori tasse.

Esatto, cari lettori: lo Stato, per gestire l’emergenza clandestini metterà nuovamente mano alle vostra tasche.

E tra i tagli più odiosi allo studio, c’è l’eliminazione alle agevolazioni fiscali per le spese sanitarie, anche per le patologie definite “catastrofiche” per chi ha un reddito superiore ai 75.000 Euro l’anno.

Qualcuno potrebbe pensare che una simile cifra da nababbi, ma voglio farvi ragionare su un paio di numeri: 75.000 Euro lordi corrispondono a circa 40.000 netti, ovvero 3.300 Euro al mese. Come vedete si tratta di un buon reddito, ma non eccezionale.

Ora, un lungodegente che debba essere ospitato in una struttura di cura appena appena dignitosa, magari con una badante o infermiera tutto il giorno, notte esclusa, costa non meno di 2.000 Euro al mese.
Ed ecco per magia che il reddito frana a 1.300 Euro al mese, con cui mandare avanti la famiglia, pagare l’eventuale mutuo, ecc…

Capito? Si sta valutando di far pagare per intero le spese sanitarie ai malati gravi, per recuperare denaro da usare per i clandestini. Certo, il governo non dirà mai che questa è l’equazione, ma se l’emergenza costa più di un miliardo e si provano a tagliare le detrazioni per 1,6 miliardi, non è che la cosa sia così lontana dalla realtà, non vi pare?

Si, il razzismo sta dilagando, ma non contro gli stranieri, bensì contro i cittadini italiani e per mano della loro classe dirigente, che non si fa scrupolo di tagliare lo stato sociale ai più bisognosi, e non si fa il minimo problema a dare anche una scheda telefonica prepagata ai clandestini che ci invadono quotidianamente.

Benvenuti nell’Italia 2015 guidata dal partito che dovrebbe difendere i più deboli.

lunedì 15 giugno 2015

LA VITA OLTRE LA MORTE

La teoria di un famosissimo scienziato prova a spiegare come la vita va avanti per sempre. Tramite la nostra coscienza. 

Vi è un libro dal titolo abbastanza complesso: “Biocentrism: How Life and Consciousness re the Keys to Understanding the Nature of the Universe” che sta avendo un notevole successo su Internet.

Il concetto di fondo prova a spiegare come la vita non finisce quando il nostro corpo muore, ma invece può andare avanti per sempre.                                     Tramite la nostra coscienza.

L’autore di questa pubblicazione, il dottor Robert Lanza, è stato votato come il terzo miglior scienziato in vita dal New York Times, stando a quanto riportato su Spirit Science and Metaphysics.

Lanza, esperto in medicina rigenerativa e direttore del Advanced Cell Technology Company negli Stati Uniti, è anche conosciuto per la sua approfondita ricerca sulle cellule staminali e per l’aver clonato diverse specie di animali in via d’estinzione.

Ma da un po’ di tempo ha deciso di dedicarsi anche alla fisica, meccanica quantistica e astrofisica. Questa miscela esplosiva di conoscenze ha dato vita ad una sua nuova teoria, quella del biocentrismo.

Esso insegna che la vita e la coscienza sono fondamentali per l’Universo e praticamente è la coscienza stessa che crea l’Universo materiale in cui viviamo e non il contrario.


Prendendo la struttura dell’Universo, le sue leggi, forze e costanti, queste sembrano essere ottimizzate per la vita, il che implica che l’intelligenza esisteva prima della materia.

Lanza sostiene inoltre che lo spazio e tempo non siano oggetti o cose, ma piuttosto strumenti della nostra comprensione: “portiamo lo spazio e il tempo in giro con noi, come le tartarughe con i propri gusci”. Nel senso che quando il guscio si stacca (spazio e tempo), noi esistiamo ancora.

La teoria implica che la morte della coscienza semplicemente non esiste. Esiste solo sotto forma di pensiero, perché le persone si identificano con il loro corpo credendo che questo prima o poi morirà e che la coscienza a sua volta scomparirà.

Se il corpo genera coscienza, allora questa muore quando il corpo muore, ma se invece il corpo la riceve nello stesso modo in cui un decoder riceve dei segnali satellitari, allora questo vuol dire non finirà con la morte fisica.

In realtà, la coscienza esiste al di fuori dei vincoli di tempo e spazio. E’ in grado di essere ovunque: nel corpo umano e fuori da esso. Lanza ritiene inoltre che universi multipli possano esistere simultaneamente.

In un Universo, il corpo può essere morto mentre in un altro può continuare ad esistere, assorbendo la coscienza che migra in questo universo. Ciò significa che una persona morta, durante il viaggio attraverso un tunnel non finisce all’inferno o in paradiso, ma in un mondo simile, a lui o a lei, una volta abitato, ma questa volta vivo.

E così via, all’infinito. Senza ricorrere a ideologie religiose lo scienziato cerca quindi di spiegare la coscienza quantistica con esperienze precedenti alla morte, proiezione astrale, esperienze fuori dal corpo e anche reincarnazione.

Secondo la sua teoria, l’energia della coscienza a un certo punto viene riciclata in un corpo diverso e nel frattempo esiste al di fuori del corpo fisico ad un altro livello di realtà e forse, anche, in un altro Universo.

fonte: www.wallstreetitalia.com
            www.EcPlanet.com

lunedì 8 giugno 2015

LA CINA SPIANA LE MONTAGNE PER ALLARGARE LE CITTA’

Il progetto si chiama “ Muovere le Montagne”.                                 In realtà si tratta di spianare la cima di centinaia di monti e colline per ricavare terra pianeggiante e costruire case e palazzi.    
   
L’idea è degli urbanisti cinesi e anche l’allarme viene dalla Cina: tre scienziati dell’Università Chang’an hanno scritto un saggio sulla rivista Nature per denunciare i rischi di un piano mai tentato prima su così vasta scala e che potrebbe avere un impatto devastante.

Settecento Montagne

I bulldozer sono al lavoro da più di due anni tra le montagne intorno a Lanzhou, nella provincia occidentale del Gansu e intorno a Yan’an nello Shaanxi, dove l’obiettivo è di raddoppiare l’area urbana creando altri 78 Km quadrati di terra edificabile.

In tutto si calcola che 700 tra montagne e colline vengano rasate; le ruspe usano la terra rovesciandola a valle, per creare zone pianeggianti. Il costo del gigantesco piano “Muovere le Montagne” è stimato in 22 miliardi di Yuan ( circa 2,6 miliardi di Euro ).

Se ne dovrebbero ricavare in tutto 250 Km quadrati di area pianeggiante per allargare le città di Lanzhou, Yan’an, Chongqing, Shiyan, Yichang. Secondo i tre ricercatori cinesi che hanno scritto su Nature, però, nessuno ha valutato con attenzione l’impatto ambientale.

Impatto Ambientale

Dice il professor Li Peiyue della Scuola di Scienze Ambientali della Chang’an: “Siccome non ci sono stati tentativi di alterare il territorio su una scala tanto vasta nel mondo, non ci sono linee guida a cui fare riferimento”.

Trasformare le colline in pianure disperde una quantità di polvere nell’atmosfera, inquina le vie d’acqua, può causare valanghe e smottamenti, alluvioni e mette a rischi fauna e flora della regione.

A Lanzhou i lavori si sono dovuti fermare temporaneamente perché la polvere creata dai bulldozer che spianavano le montagne si era dispersa nell’aria rendendola irrespirabile: nessuno aveva pensato nemmeno di bagnare la terra prima per appesantirla e ridurre la dispesione.

A Shiyan, nella provincia Hubei, cercare di trasformare le colline in valli ha causato valanghe e allagamenti e alterato il corso dei fiumi, hanno scritto nella loro realzione i professori Li Peiyue, Qian Hui e Wu Jianhua.

Rischi per gli abitanti

Le amministrazioni locali cinesi pensano di vendere la nuova terra edificabile ai costruttori: sostengono  che le città come Lanzhou insaccate tra le montagne hanno bisogno di svilupparsi e che spianando le alture si risparmiano altre zone agricole. 

Ma il professor Li Peiye avverte: “ La nuova terra pianeggiante creata con il materiale di riporto è un’incognita: sarà sufficientemente stabile per consentire la costruzione di palazzi?   Secondo i nostri calcoli ci vorrebbe molto, molto tempo perché il nuovo terreno si stabilizzi”.