martedì 28 gennaio 2014

GIOVANNI CASELLI "Il Precursore del fax"

Giovanni Caselli (Siena 1815 – Firenze 1891) è stato un abate e inventore italiano. È unanimemente ricordato come l’inventore del pantelegrafo. La definizione deriva dall’unione della parola pantografo (mezzo che copia disegni e immagini) con telegrafo (macchina che invia messaggi attraverso una linea).  

Di fatto tale dispositivo fu il precursore del fax.

Compì gli studi letterari e scientifici a Firenze, dove fu discepolo di Leopoldo Nobili.

Nel 1841 si trasferì a Parma dove accettò l’incarico di precettore dei figli del Conte L. Sanvitale.

Nel 1849, quando Carlo di Borbone fu reintegrato dagli Austriaci nel governo di Parma e Piacenza, il Caselli, avendo avanzato e sostenuto la proposta di annessione di Parma al Regno Sardo (nel 1848), fu costretto a emigrare precipitosamente e a riparare a Firenze, dove si dedicò esclusivamente a ricerche e studi ed insegnò fisica presso l’università.

Le ricerche del Caselli erano orientate inizialmente a perfezionare gli apparecchi telegrafici, nel tentativo di eliminare i numerosi difetti e di riuscire a realizzare un sistema, nel quale, anziché usare segnali convenzionali, si potesse effettuare la diretta trasmissione delle lettere o addirittura dello stesso manoscritto.

Nel 1855 conseguì i primi risultati pratici ottenendo così un piccolo aiuto finanziario che gli consentì di costituire una piccola società per la costruzione di un trasmettitore e di un ricevitore adattabili alle ordinarie linee telegrafiche.    Merito principale del Caselli è la risoluzione del problema del sincronismo di due apparati di telecomunicazione (ricevente e trasmittente) posti a notevole distanza, problema ritenuto insolubile visto anche i precedenti tentativi falliti, compiuti dai fisici inglesi Bain e Blackweir.

Nel 1856, il 2 Giugno, Caselli riuscì a realizzare un apparecchio, denominato pantelegrafo o telegrafo universale, che risolveva il problema della trasmissione a distanza dei documenti. 
Il sistema sviluppato da Caselli si basa sulla scansione di immagini che vengono trasmesse con i codici Morse e ricomposte all’arrivo con sistema analogo.
Propose la sua invenzione al governo toscano, che però si rifiutò di accoglierla. Caselli allora si trasferì a Parigi, dove presentò il suo pantelegrafo a Paul Gustave Froment, uno dei più stimati costruttori di apparecchi scientifici francesi.

Pantelegrafo 1861
La prima invenzione fu brevettata nel 1861 e presentata a Firenze, alla prima esposizione del Regno d’Italia, senza riuscire a soddisfare le aspettative del Caselli, tanto che lo stesso fece ritorno a Parigi e con l’aiuto di Froment riuscì ad interessare le autorità politiche ed ottenere l’appoggio di Napoleone III, che lo insignì anche della Legione d’Onore, poté disporre, per ulteriori prove e collaudi, dell’intera rete francese.
Nel 1863 il governo francese acconsentiva ad adottare il pantelegrafo Caselli per le sue linee telegrafiche.
Il servizio fu avviato nel 1865 sulla tratta Parigi-Lione e successivamente esteso anche sulla linea Lione-Marsiglia.

Pantelegrafo 1866
Nel 1871, quando Parigi fu assediata dai Prussiani, il servizio telegrafico cessò e non fu più ripristinato.
Il pantelegrafo funzionò anche tra Londra e Liverpool, ma il servizio pubblico preventivato non fu mai realizzato a causa della crisi inglese del 1864. Anche la Russia si interessò al pantelegrafo, utilizzandolo per scambi di messaggi tra le due residenze imperiali di San Pietroburgo e Mosca. 
La Cina nel 1863 si interessò all’apparecchio e richiese una dimostrazione da effettuarsi a Pechino, che però si risolse in un nulla di fatto.

L’unico esemplare superstite dei pantelegrafo è conservato a Napoli nell’Istituto tecnico “G.B. della Porta”, mentre una copia esatta è a Roma nella sala del Documentario dei primati scientifici del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Oltre al pantelegrafo, Caselli realizzò anche altre invenzioni: un siluro (che probabilmente, però, non vide mai la luce per un ripensamento pacifista); un timone idromagnetico per le navi; una torpedine automatica e il “cinemografo”, un apparecchio per misurare la velocità dei treni.

Giovanni Caselli morì a Firenze il 5 ottobre del 1891.


Fonte varie da web

mercoledì 22 gennaio 2014

EVANGELISTA TORRICELLI "Lo Scienziato del vuoto"

Evangelista Torricelli, nato il 15 Ottobre 1607 a Faenza, è stato un matematico e fisico, celebre per aver creato il "barometro" e il cosiddetto "tubo di Torricelli" che riproduce il vuoto.
Dal 1626 studiò presso la scuola dei Gesuiti dove entrò in contatto con la Matematica.
Nel 1632 si trasferì a Roma per approfondire le sue conoscenze scientifiche sotto la guida del discepolo di Galileo, Benedetto Castelli, padre benedettino e professore di matematica ed idraulica.

Torricelli era un grande ammiratore di Galileo Galilei, seguì molto da vicino le vicende del processo e questo lo condusse a dedicarsi maggiormente alla Matematica.

Nel 1641, Castelli presentò a Galileo il manoscritto dell'opera di Torricelli dal titolo "De motu gravium". Così Torricelli divenne assistente, con Vincenzo Viviani, di Galileo che morì pochi mesi dopo.

A questo punto il Granduca Ferdinando II de' Medici nominò Torricelli matematico di Corte, carica che ricoprì fino alla morte divenendo poi professore di Matematica presso l'Accademia Fiorentina. 
La nomina segnò per Torricelli l'inizio di un intensa attività scientifica, nel corso della quale condusse anche il famoso esperimento sulla misura della pressione atmosferica.
L'esperimento, realizzato a Firenze nella primavera del 1644, rese celebre Torricelli in Italia e all'estero.

Torricelli, che era in contatto con Cavalieri, iniziò a lavorare sulla Geometria degli indivisibili.

Abilissimo nell'uso del metodo d'esaustione, dimostrò in 21 modi diversi un teorema di Archimede: 11 con il metodo d'esaustione, 10 con il metodo degli indivisibili.

Torricelli è stato uno dei pionieri nell'uso delle serie, dando una dimostrazione dell'espressione della somma della serie geometrica (quando converge).

Oltre all'attività di matematico, Torricelli si dedicò alla Fisica studiando il moto dei gravi e dei fluidi.

Nel 1964 inventò il barometro a mercurio chiamato "tubo da vuoto di Torricelli" e nello stesso anno pubblicò l'opera in tre parti dal titolo "Opera Geometrica" di cui la seconda è dedicata al moto dei gravi.

Torricelli è morto a Firenze, probabilmente di tifo, il 25 ottobre 1647 e fu sepolto nella Basilica di san Lorenzo.

Fonte qui

sabato 18 gennaio 2014

STAN MEYER "L'Inventore della Water Car"


Stanley Allen Meyer (24 Agosto 1940 - 20 Marzo 1998) nel 1995 annunciò in televisione di aver costruito un'auto alimentata ad acqua, che con 4 litri d'acqua può percorrere circa 184 km: si tratta di una tecnologia che produce una miscela di idrogeno e ossigeno con un minimo di utilizzo di energia.
Per far funzionare la "water car" era sufficiente cambiare semplicemente il sistema di iniezione e aggiungere una cella per l'elettrolisi che si ricarica automaticamente con la dinamo.

Lo scienziato ottenne i brevetti per la sua invenzione ed era pronto per la produzione: infatti con soli 1.500 dollari, avrebbe trasformato qualunque automobile in una water car. Com'era ovvio però questa geniale invenzione che avrebbe rivoluzionato in positivo le vite (e i portafogli) di molti, rischiava di dar fastidio ai magnati del petrolio.


Pare che in molti si proposero come acquirenti della sua invenzione, tra cui l'Arab Oil Corps e il governo degli Stati Uniti che voleva impiegare, usare l'invenzione per l'alimentazione dei mezzi militari. Poiché Meyer non aveva alcuna intenzione di venderla a nessuno, adducendo come motivazione il fatto che "la tecnologia è al servizio delle persone", cominciò ad essere oggetto di minacce ed intimidazioni, fino a che fu ritrovato senza vira nel Marzo del 1998 in un parcheggio, dopo aver cenato in un ristorante di Grove City, sua città natale.

lunedì 13 gennaio 2014

IL GAS DI "BROWN"

 

Il gas di Brown (ossidrogeno) è la combinazione di idrogeno ed ossigeno scomposti elettroliticamente dall’acqua.

Come sappiamo, l’acqua ricopre il 70% della superficie terrestre e costituisce oltre il 65% del corpo umano. L’acqua pura a pressione di 1 atmosfera si trasforma in vapore a 100°C e gela a 0°C.  
La sua densità è di 1 kg al litro.  
  
Dal punto di vista chimico, l’acqua pura è composta da due atomi di idrogeno ed un atomo di idrogeno (H2+O).
Essa è quindi un monossido di idrogeno. 
Quest’ultimo è il primo elemento della tavola degli elementi e significa che “genera dell’acqua”, mentre Ossigeno significa che “genera la vita”.
Sappiamo anche che senza acqua non c’è la vita.
Ma il prezioso elemento non è solo questo. 

                                    
Ha molte potenzialità, alcune delle quali scoperte, approfondite, utilizzate, ed altre volutamente celate, anche se conosciute in passato.

Una potenzialità che giustifica ed aiuta a comprendere la tecnologia utilizzata dai popoli antichi per la creazione di alcune cose ritenute fino ad ora impossibili, è stata scoperta da Ilya Velbov (1922-1998), nato in Ungheria e naturalizzato in Australia col nome di Yull Brown.

Il “Gas di Brown” è stato brevettato e depositato la prima volta nel 1977 in Australia e successivamente negli Stati Uniti il solito anno ed anche nel 1978.

mercoledì 8 gennaio 2014

GLOSSARIO DEI TERMINI INFORMATICI


A
  • -         Access provider : fornitore di accesso a Internet.
  • -          Accesso : operazione per reperire un dato o una informazione. E’ fisico  se riferito alla memoria centrale, alle periferiche. E’ logico se riferito a tabelle, archivi.
  • -          Account : conto, abbonamento per accedere ad alcuni servizi offerti da un provider o da un fornitore di dati.
  • -         Acronimo : sigla composta dalle lettere iniziali di una o più parole.
  • -          Address : è un insieme di caratteri del tipo “nome utente@host.nome.tipo. Serve per identificare nella rete Internet una persona o un luogo.
  • -          ADSL : (Asymmetric Digital Subscriber Line). La tecnologia ADSL realizza la connettività alla rete Internet utilizzando una linea di comunicazione asimmetrica che garantisce una larghezza di banda trasmissiva maggiore in download, rispetta a quella di upload.
  • -          Algoritmo : in informatica, si intende l’applicazione di un metodo per la risoluzione di un problema adatto a essere implementato sotto forma di programma. Intuitivamente, si può definire come un procedimento che consente di ottenere un risultato atteso eseguendo, in un determinato ordine, un insieme di passi semplici corrispondenti ad azioni scelte solitamente da un insieme finito.
  • -          ALU : (Unità Aritmetico Logica). Unità della CPU che svolge i calcoli e le operazioni logiche durante l’esecuzione di un programma.
  • -          Analogico : indica la caratteristica di certi dispositivi che funzionano trattando grandezze analogiche e non digitali. Una grandezza analogica può assumere tutti i valori compresi in un certo intervallo.
  • -          Antivirus : programma che controlla se i file eseguibili contengono virus. In caso positivo lo stesso programma li elimina.
  • -          ASCII : (American standard code for information interchange). Sistema di codifica delle informazioni a otto bit tipico dei personal computer.

venerdì 3 gennaio 2014

ROBERT VAN de GRAAFF L’ Inventore del generatore elettrostatico.



  Il “Generatore di Van de Graaff”  è una macchina elettrostatica in grado di accumulare una notevole quantità di carica elettrica in un conduttore, creando tra questo ed un elettrodo di riferimento, solitamente messo a terra, un’altissima tensione (si può arrivare fino a milioni di Volt).
Fu inventata verso la fine del 1929 dal fisico statunitense Robert Van de Graaff (1901-1967), da cui prende il nome.
Per la sua relativa semplicità è comune nei laboratori di molte scuole, ma ha anche in applicazioni pratiche ad esempio in fisica nucleare, dove l’elevata differenza di potenziale generata viene utilizzata per accelerare particelle dotate di carica elettrica.

Principio di funzionamento:

Il generatore è composto sostanzialmente da una cinghia di materiale isolante tesa tra due pulegge e mantenuta in rotazione da un motore. La cinghia viene caricata per induzione da una serie di punte metalliche poste in prossimità di una delle due pulegge e collegate ad un generatore di tensione continua (ad esempio una batteria).

Queste cariche vengono poi trasportate per azione del motore interno di un conduttore di forma sferica isolato, dove un secondo pettine metallico collegato elettricamente alla sfera le trasferisce sulla superficie di quest’ultima. Se non si spegne la macchina il processo si arresta quando la tensione della sfera sufficiente a produrre scariche elettriche attraverso gli isolanti di sostegno (rottura dielettrica) o attraverso l’aria circostante (ionizzazione dell’aria).

Il tipico esperimento che si fa nelle scuole è quello di avvicinare alla sfera in tensione un conduttore posto a massa e di osservare la scarica che si genera in modo analogo ai fulmini.

Tensione di funzionamento:

In questo tipo di generatore si raggiungono tensioni che sono proporzionali al raggio dell’elettrodo ad alta tensione. Una macchina con elettrodo di un metro di raggio, può raggiungere una tensione massima di 106V.
Per raggiungere tale tensione occorre che l’elettrodo sia distante da ogni altro oggetto e che l’aria sia quasi priva di umidità. Per ottenere tale caratteristica, dopo il 1935, tutti i generatori sono stati realizzati racchiusi in un recipiente cilindrico di acciaio contenente un gas (aria deumidificata oppure elio), ad una pressione di 10-20 atm.
Con la pressione, infatti, aumenta la capacità del gas di sopportare campi elettrici elevati senza dar luogo a scintille.                                               Dopo il 1940 sono stati usati gas diversi dall’aria (ossido di carbonio, freon,azoto), e realizzati generatori con tensioni da 1 MV fino a 5,5 MV contenitore di 2,5 m di diametro e 8 m di altezza.

Acceleratori Tandem:

Il più recente sviluppo del generatore di Van de Graaff è stato, a partire dal 1958, l’acceleratore a bersaglio fisso, elettrostatico, tipo tandem.

Alcuni ioni negativi (generalmente ioni d’idrogeno con due elettroni) vengono emessi da una sorgente, collimati ed immessi in un tubo di pochi metri ai cui estremi si trovano un elettrodo a terra ed un elettrodo con potenziale positivo prodotto da un generatore di Van de Graaff.
Gli ioni negativi vengono così accelerati verso l’elettrodo ad alta tensione, dove un getto di idrogeno li libera dagli elettroni. Gli ioni positivi così ricavati vengono quindi ulteriormente accellerati verso il bersaglio fisso costituito dall’elettrodo a terra.

Il massimo potenziale raggiunto da un acceleratore Van de Graaff è pari a 25,5 MV.

mercoledì 25 dicembre 2013

FILOTEO ALBERINI L'Inventore del Cinema

Filoteo Alberini (Orte 14 Marzo 1867 - 12 Aprile 1937)
è stato un regista italiano, uno dei pionieri del cinematografo, nonché il primo inventore del cinema.

Nel 1894, traendo spunto da un invenzione di Thomas Edison, il Kinetoscopio (una macchina dotata di manovella che azionata permetteva di vedere tramite una lente i movimenti di alcuni  fotogrammi posti su una pellicola  interna),
 inventa il Kinetografo, un apparecchio per la ripresa e la proiezione.


kinetografo
Tale invenzione avvenne un anno prima di quella dei fratelli Lumière, ai quali venne mostrata dallo stesso Alberini direttamente a Lione, sede dei famosi fotografi francesi, prima del brevetto.

Purtroppo per un intoppo burocratico (?), il Ministero dell'Industria e Commercio rilascierà il brevetto (n° 245032) un anno dopo la richiesta di Alberini, precisamente nel Dicembre 1895, nello stesso mese e  anno in cui i Lumière proiettarono per la prima volta "L'arriveé d'un train" a Parigi con il loro Cinématographe.

A Filoteo Alberini si deve l'apertura, nel 1901, della prima sala cinematografica d'Europa e quindi del mondo: la sala Edison di Firenze, sotto il loggiato di Piazza della Repubblica.

Nel 1904 fonda a Roma in Piazza Esedra, il cinema "Moderno", prima sala di proiezione della capitale.
Nel 1905 fonda con l'amico Dante Santoni il Primo Stabilimento Italiano di Manifattura Cinematografica Alberini e Santoni, che nel 1906 cambierà nome in Cines, con sede a Roma.


Nel 1905 gira "La presa di Roma", primo lungometraggio italiano.

Del lungometraggio oggi restano circa  75 metri di pellicola, ovvero 4 minuti di proiezione, restaurati e conservati dalla Cineteca Nazionale.

Durante la sua carriera nel cinema, Alberini produsse altri 134 film, 36 documentari e 57 comiche, fra cui Quo Vadis? del 1913, primo kolossal italiano.

Fra le altre invenzioni di Alberini vi sono:
- la cinepanoramica, un sistema di obiettivo girevole che allarga l'immagine sullo schermo, un antenato dell'odierno Vistavision;
- il cinerologio, un disco rotondo di pellicola con tanti fotogrammi che potevano essere visionati con un apparecchio manuale;
- una pulitrice di pellicole;
- un accessorio da applicare alle macchine fotografiche, antesignano dello scatto in sequenza.

Fonte qui




domenica 22 dicembre 2013

LEOPOLDO NOBILI Il fisico "rivoluzionario"

Leopoldo Nobili (Trassilico, Lucca,7 Luglio 1785 - 15 Agosto 1835)               
La sua formazione scientifica avvenne nella nuova Scuola militare del genio e dell’artiglieria di Modena.
Nel 1807 con i gradi di capitano gli fu affidata la direzione della fabbrica d’armi di Gardana Val Trompia, nel Bresciano, dove rimase per quattro anni.
Nel 1812  si arruolò nell’esercito Napoleonico e fu aiutante di campo del viceré Eugenio di Beauharnais e partecipò alla Campagna Napoleonica in Russia, nella quale meritò la Legion d'Onore.  

Nel 1814 abbandonò la carriera militare per dedicarsi completamente agli studi; mantenne tuttavia il suo impegno politico e civile.

Galvanometro
Nel 1825 inventò il galvanometro  astatico, strumento fondamentale nella storia dell'elettromagnetismo.
Realizzò tre modelli di galvanometro: quello astatico, grazie alla sensibilità del quale dimostrò per primo l'esistenza delle correnti bioelettriche; quello verticale a fini puramente didattici; e quello astatico differenziale.

Nel 1828 Nobili realizzò una versione semplificata del galvanometro astatico, che chiamò portatile, concepito esclusivamente per le misure dirette.

Nel 1829, nel tentativo di determinare il rapporto fra l'intensità della corre e il grado di deviazione indicato dall'ago del galvanometro, costruì un galvanometro differenziale non astatico che chiamò comparabile.

mercoledì 18 dicembre 2013

GIOVANNI BATTISTA AMICI "L'Inventore eclettico"

L'ingegnere Giovanni Battista Amici (Modena 1786 - 1863) è stato uno scienziato eclettico. Si è interessato sia di fisica e di astronomia, che di biologia. 
E' stato il più grande costruttore italiano di strumenti ottici dell'Ottocento e dei migliori del suo tempo a livello internazionale.

Allievo prediletto del matematico Paolo Ruffini, frequentò i corsi all'Università di Bologna laureandosi in Ingegneria e Architettura nel 1807.

Nel 1815 diventò docente di Geometria, Algebra e Trigonometria presso l'Università di Modena e di Reggio Emilia.
Nel 1831 il governo provvisorio insediatosi in seguito ai moti rivoluzionari, nominò Amici prefetto della Pubblica Istruzione.

Nel 1835 venne nominato da Leopoldo II, Granduca di Toscana, direttore della Specola di Firenze.

Nel 1859, infine, gli fu affidato l'incarico delle osservazioni microscopiche nel Museo di Fisica e Storia Naturale.

Il suo nome è legato alla realizzazione di:
- riflettori e rifrattori; di micrometri; di cannocchiali per l'osservazione astronomica; di settori e circoli di riflessione; di circoli ripetitori; di meridiane; di prismi e camere lucide.
Il miglioramento che introdusse nella microscopia ottica permise l'affermazione della teoria cellulare. 
Nel 1838 applicò all'obiettivo del microscopio la lente emisferica frontale.
Successivamente per aumentare la potenza del microscopio, introdusse la tecnica dell'immersione in acqua e in diversi tipi di olio (obiettivo ad immersione omogenea). 

Infine inventò il prisma a visione diretta tuttora usato  in spettroscopia. 



Amici si interessò anche ai campi della botanica:
- studiò la circolazione della linfa e la fecondazione delle piante.
Si interessò all'istologia:
- descrisse nelle fibre muscolari le strie che portano il suo nome.
Si interessò della patologia vegetale:
- sulla crittogama della vite, sulla rachitide del frumento, sul seccume delle foglie del gelso e sul calcino del baco da seta.
Diventò noto in tutto il mondo per aver chiarito il meccanismo della fecondazione nelle piante fanerogame.
Compì, inoltre, numerose osservazioni astronomiche studiando le stelle doppie e i satelliti di Giove.


Fonte qui


sabato 14 dicembre 2013

FRANCESCO ZAMBECCARI L'Inventore del Pallone Aerostatico

Francesco Zambeccari (Bologna 1752 - 22 Settembre 1812), è stato un pioniere dell'aviazione italiano. 
E' senza dubbio uno dei più importanti protagonisti della storia dell'aerostatica di ogni tempo e di ogni Paese.
Inventore del pallone a doppia camera, con funzionamento misto ad aria calda e idrogeno, oggi conosciuto come "pallone Rozier" in seguito all'incidente che il 15 Giugno 1785 costò la vita a Pilatre de Rozier e Pierre Romain durante il tentativo di traversata della Manica.
Inventore anche di un dinamometro per misurare la tensione delle corde;  di una stadera anemometrica per identificare l’intensità delle correnti atmosferiche, nonché il cavo stabilizzatore, in seguito denominato "guiderope" (cavo pilota), impiegato fino ai giorni nostri. 

Zambeccari, figlio del senatore Giacomo, insofferente al conformismo delle tradizioni nobiliari si arruola giovanissimo nella Guardia Real spagnola e poi nella marina militare, dove divenuto ufficiale viene impegnato nella lotta ai pirati nel Mediterraneo e, successivamente nella difesa dei domini spagnoli durante la Rivoluzione Americana. In seguito a dei contrasti con l'inquisizione, lasciò l'Armada e si trasferì a Parigi, dove nel 1783 assistette ai primi voli dei fratelli Montgolfier e di Charles.
Successivamente seguendo la sua nuova passione per il volo, si trasferisce a Londra nel periodo in cui si effettuano i primi esperimenti di volo, dove iniziò ufficialmente la sua carriera da aeronauta compiendo il suo primo volo il 25 Novembre 1783.

martedì 10 dicembre 2013

MACEDONIO MELLONI Lo Scienziato "rivoluzionario"

Macedonio Melloni (Parma 11 Aprile 1798 - 1854) figlio di un ricco commerciante, studia nella sua città natale presso l'Accademia delle Belle Arti.
Nel 1819 si trasferisce a Parigi dove segue corsi di matematica e fisica presso l'Ècole Polytechnique.
Nel 1824 ritorna a Parma assumendo la supplenza della cattedra di fisica teorica e pratica di cui è titolare Pietro Spagnoni; divenendone, poi, titolare nel 1827.
Nel 1825 fece costruire per l'Università di Parma un "magnetoscopio" di notevolissima sensibilità.

Nel 1830 pubblicò alcuni lavori sulle previsioni barometriche ed igrometria.

Dopo la scoperta di un nuovo tipo di termoscopio da parte dello scienziato reggino Leopoldo Nobili, inizia a studiare l'energia radiante, ottenendo notevoli risultati scientifici: dimostra che il calore radiante si comporta come la luce, oggi è noto come col nome di "raggi infrarossi". 

Grazie ai suoi studi si arriva alla sostanziale unificazione di fenomeni fino ad allora noti come luminosi, caloriferi e chimici.
È stata la più grande unificazione in fisica, prima dell'unificazione dei fenomeni elettrici e magnetici fatta da James Maxwell.

giovedì 5 dicembre 2013

IL MISTERO DEL "CORAL CASTLE"


"Coral Castle" è un castello, situato a Homestead in Florida. La struttura megalitica è interamente composta da enormi blocchi di "Pietra di Corallo", una particolare tipo di roccia locale, bellissima ed estremamente pesante. La struttura ha visto la luce nei primi anni del Novecento e l'artefice è stato un unico grande genio: Edward Leedskalnin ( Riga in 
Lettonia 10 Agosto 1887 - 7 Dicembre 1951).


Egli, con la sola forza delle sue braccia e con l'ausilio di pochi rudimentali attrezzi come carrucole, corde, martelli e scalpelli ha estratto e scolpito più di 1.100 tonnellate di roccia corallina. Ancora nessuno tra scienziati ed ingegneri che hanno studiato e tuttora studiano il "Coral Castle" è riuscito a dare una spiegazione fisica sul metodo di costruzione usato da Leedskalnin; l'unica affermazione sul metodo di costruzione proviene dal costruttore stesso che affermò: "Ho scoperto i segreti delle piramidi. Ho trovato come gli egizi e gli antichi costruttori in Perù, Yucatan e Asia, unicamente con attrezzi primitivi, trasportarono ed eressero blocchi di pietra pesanti parecchie tonnellate."



A seguito di queste affermazioni, molte teorie vennero formulate negli anni per cercare di dare una spiegazione quantomeno plausibile a questa straordinaria opera del minuto lettone.
In molti ipotizzano che Leedskalnin abbia scoperto il funzionamento delle "World Grid" ovvero uno schema invisibile di linee energetiche circondanti la Terra che concentrano grosse quantità di energia tellurica nei punti di intersezione. 

lunedì 2 dicembre 2013

RIMUOVERE VIRUS POLIZIA DI STATO


In quest'ultimo anno è stato diffuso un virus veramente pericoloso e difficile da rimuovere per computer Windows, il cui nome è Virus Polizia di Stato; questo nome deriva dal fatto che la prima volta che si manifesta vi mostra un avviso a pieno schermo, con scritto che se non mandate 100 euro ad un certo indirizzo postale entro 72 ore vi blocca per sempre il PC con                                       una schermata  bianca.

Attenzione però: pagare è la soluzione peggiore che uno possa intraprendere, perché ovviamente non risolve il problema, ma il computer vi viene comunque bloccato. La pericolosità di questo "Virus" (tra virgolette, perché sostanzialmente non è un virus che vi ruba dati, ma un programma che si attiva quando accendete il PC e vi blocca ogni sorta di processo) sta nel fatto che si può manifestare in tante varianti diverse, più o meno violentemente, e che quindi non esiste una guida "standard" su come eliminarlo.

mercoledì 27 novembre 2013

THOMAS HENRY MORAY L'inventore dell'Energia Radiante

Dr.Thomas Henry Moray (Salt Lake City 28 Agosto 1892 - Maggio 1974) , come Nikola Tesla, di cui era un accanito seguace, credeva che l'energia può essere presa direttamente dalla deformazione gravitazionale che ogni corpo, Terra compresa, applica allo spazio circostante, e credeva che era libero di essere sfruttato con la giusta attrezzatura.
Il problema che questa energia si trova in uno stato di equilibri da cui non si riesce a percepirla. 

Tesla disse: "questa energia è cinetica oppure statica? Se statica, le nostre speranze sono vane; se cinetica, e sappiamo che per certo è cosi, è una semplice questione di tempo.

Nel 1901,a soli 9 anni,, T.Henry Moray teorizzò che l'energia stesse fluendo dall'interno della Terra.
Tramite continue sperimentazioni e a dispetto dei dubbi della comunità scientifica del tempo, scoprì che l'energia non veniva dalla Terra, ma da una fonte esterna da essa lontana. Dopo il completamento del suo primo "Dispositivo di Energia Radiante", vennero condotti molti test ed esperimenti per il pubblico scientifico e comune. 
La canalizzazione delle onde di energia venne effettuata con un antenna. Una volta impostata e connessa a terra, quindi sintonizzata, il dispositivo avrebbe fornito l'energia elettrica. I risultati di questo esperimento hanno provato che l'energia generata non proveniva dall'interno del dispositivo. Il dispositivo, attraverso la canalizzazione dell'energia radiante, produceva fino a 50.000 Watts di potenza e funzionava per lungo tempo. 

sabato 23 novembre 2013

JOHN WORREL KEELY L"Inventore della Vibrazione Simpatica"

John Ernst Worrel Keely (Philadelphia 3 Settembre 1827 - 18 Novembre 1898) è stato un inventore incredibile, dotato di peculiari capacità mentali e psichiche; inventò numerosi e svariati dispositivi basati su una forza della natura ancora sconosciuta: la Sympathetic Vibratory Physics, ovvero Fisica della Vibrazione Simpatica. Manipolando le onde sonore si accorse che era possibile generare effetti stupefacenti, incredibili in quel tempo, ma ripetuti ed utilizzati tutt'oggi, quali: 
- disintegrazione della pietra con onde sonore (oggi è un processo di lavorazione comunemente utilizzato);
- effetti luminosi nell'acqua, oggi conosciuti come Sonoluminescenza;

- lievitazione acustica tramite onde sonore (esperimento positivamente replicato dalla NASA, riuscendo a sollevare piccoli sassi;
- intensificazione della pressione sonora senza aggiungere ulteriore energia brevetto in uso dalla MacroSonics;
- diminuzione della temperatura in presenza di certe vibrazioni (brevettato come refrigerazione acustica).
Dimostrò tutto ciò costruendo nel 1872 una macchina, il "Motore di Keely", basata sulla sua conoscenza della fisica della vibrazione simpatica; fondò la "Keely Motor Company", tentando di commercializzare il prodotto.

In pratica Keely utilizzava il suono prodotto da strumenti simili a canne d'organo, o da coni di ottone, propagato attraverso un filo metallico composto da oro, argento e platino, o da un semplice filo di seta. Sollevava sfere, composte dai tre metalli al solo suono di una nota. Le sfere di 900 grammi galleggiavano sulla superficie dell'acqua contenuta in un recipiente. La cosa straordinaria era che rimanevano a galleggiare anche dopo che si cessava di suonare; solamente al suono di una nota diversa da quella iniziale le sfere affondavano nel liquido. Riuscì anche a farle fluttuare nell'aria ripetendo la medesima cosa con un modello in scala di un veicolo di quasi quattro chili.


Per raggiungere lo scopo si avvalse di alcune apparecchiature da lui inventate: il "Liberatore", una grossa sfera di rame di trenta centimetri di diametro, bloccata da un sostegno verticale. Al suo interno una serie di piatti metallici e tubi risonanti. Al disotto una serie di aculei di metalli che pizzicati emettevano un suono simile al diapason.
Successivamente ridusse le dimensioni del suo liberatore, rendendolo grande quanto un orologio da taschino, ma il suo procedimento complicava l'utilizzo fuori dal suo laboratorio. Si rendeva necessario trovare la giusta intonazione fra le sue vibrazioni corporee e la risonanza dell'ambiente circostante (compresi eventuali visitatori).
Scoprì che le vibrazioni simpatiche erano in grado di disintegrare il quarzo ed altri tipi di roccia dura usando la nota giusta.
Ideò quindi un disintegratore che poteva venire impiegato nell'industria mineraria. Gli imprenditori minerari dell'epoca finanziarono ulteriori ricerche e Keely modificò di nuovo il Liberatore. 

mercoledì 20 novembre 2013

L'INVENZIONE DELLA MACCHINA PER SCRIVERE

Chi ha inventato la macchina da scrivere ????

Spesso erroneamente viene attribuita la scoperta della macchina da scrivere alla famiglia Remington cui viene, comunque, riconosciuto il merito della produzione della macchina di Christopher Latham Sholes & Gildden, nonché il suo sviluppo e commercializzazione industriale. 

Gli studiosi della materia  affermano che la macchina da scrivere è stata inventata più di venti volte, se si considerano le varie scoperte effettuate fino al raggiungimento del brevetto dell’inventore Sholes (1868).
In effetti, non  è facile ripercorrere a ritroso e citare tutti coloro che si sono interessati alla scoperta della macchina da scrivere, sia per lo spazio di tempo intercorso dalla prima scoperta conosciuta, sia per la mancanza di elementi utili allo scopo.
Comunque,  tra le tappe fondamentali di questo lungo e meraviglioso cammino della scoperta della macchina per scrivere possiamo evidenziare alcune date, mettendo in risalto qualche inventore:

1454
Il tedesco Johannes Gutemberg inventa la stampa a caratteri.

1575
Il tipografo italiano Francesco Rampazzetto esegue una serie di esperimenti per ottenere una forma di scrittura simile alla stampa e inventa un sistema di “scrittura tattile”, basato su elementi montati su aste che configurano dei caratteri in rilievo.

1714
L’ingegnere inglese Henry Mill inventa una macchina con i tasti in rilievo che permette l’impressione dei caratteri disposti in ordine alfabetico.

1802
Il conte Agostino Fantoni inventa la prima macchina per scrivere.

sabato 16 novembre 2013

AGOSTINO FANTONI "L'Inventore della macchina per scrivere"

rarissimo disegno della prima macchina
La storia della macchina per scrivere è complicata.
Molti si sono presi il merito. 
A tanti altri viene attribuita la paternità. 
Certo che i modelli di macchine cui eravamo abituati a vedere ed usare nel recente passato, sono tanti: tutti frutto di continue modifiche ed evoluzioni avvenute nel corso di centinaia d'anni.                                         Ognuna delle quali ha avuto una propria paternità.

Diversi "padri" sono universalmente riconosciuti tali per il successo commerciale ed industriale della loro macchina.

Eppure tutto ciò deve pur avere avuto un inizio. Il 6 Gennaio 1714, la Regina Anna d'Inghilterra riconobbe a Henry Mill il brevetto numero 385 con la descrizione: "Per una macchina artificiale e un metodo per imprimere o trascrivere le lettere, singole o in progressione una dietro l'altra, così da concentrare tutto lo scritto sulla carta o sulla pergamena in maniera tanto chiara e pulita da renderlo indistinguibile da un'opera stampata".
Tuttavia tutto quello che resta dell'invenzione è solo il nome del brevetto: non un prototipo, una descrizione o un disegno, neppure qualche informazione sull'inventore stesso. 
Così la "macchina per scrivere" cade nell'oblio per quasi un secolo, fino a quando non intervenne il "genio italiano".


Pellegrino Turri
Per anni la paternità dell'invenzione della prima originaria macchina per scrivere venne assegnata all'ing. Pellegrino Turri di Castelnuovo Garfagnana, uomo eccentrico e pratico, che perfezionò la macchina del suo grande amico, cugino della contessa Carolina Fantoni, per fare dono a quest'ultima di una macchina che l'aiutasse a scrivere visto che anch'ella era divenuta cieca. 
Una modifica integrativa e migliorativa apportata  è l'invenzione della carta carbone ("carta nera"), anticipando di qualche anno il britannico Ralph Wedgwood, che depositò il 7 Ottobre 1814 il brevetto.  

mercoledì 13 novembre 2013

GUIDA ALLA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA


In caso di problemi con fornitori di servizi di telecomunicazione elettronica (gestori telefonici, fornitori di connettività, tv a pagamento), non si può ricorrere immediatamente al giudice di pace o in tribunale.
Quindi, se né la telefonata al call center, né il fax e neppure eventuale raccomandata  sortiscono effetto, occorre prima rivolgersi al Co.Re.Com. regionale o altro organismo non giurisdizionale per una conciliazione obbligatoria.

Divieto di sospendere il servizio in caso di contestazione di una fattura.

In premessa è utile sapere che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) detta precisi limiti alla possibilità di interrompere il servizio a seguito del mancato pagamento (parziale o totale) di una fattura.
L'utente che ravvisasse un addebito in bolletta che non riconosce, può pagare la parte che ritiene legittima e immediatamente procedere con l'ufficializzazione della situazione tramite raccomandata A.R. di messa in mora in cui inserisce copia del versamento effettuato. Senza una risposta ufficiale da parte del gestore, occorre procedere con il tentativo di conciliazione obbligatoria.

PROCEDURA ORDINARIA – FORMULARIO UG

I Co.Re.Com., Comitati regionali per le comunicazioni, sono organismi preposti a dirimere le controversie tra utenti e fornitori di servizi di comunicazione elettronica (gestori telefonici, tv a pagamento, ecc.). Svolgono anche altre funzioni, ma non tutti hanno la delega a gestire le conciliazioni.
Attenzione. Anche i gestori sono obbligati alla conciliazione. Sono escluse solo le controversie attinenti al recupero di crediti relativi alle prestazioni effettuate, qualora il mancato pagamento non sia contestato dall'utente: quando il cliente non paga le fatture per i servizi ricevuti.
L'utente finale, per opporsi a una richiesta di pagamento del gestore che giunge tramite un decreto ingiuntivo è invece esonerato dall'obbligo di conciliazione.

Come procedere

domenica 10 novembre 2013

ALESSANDRO CRUTO " L'Inventore della lampadina commerciale"

Alessandro Cruto
(Piossasco TO - 21 Maggio 1847 - 15 Dicembre 1908 ) è stato un inventore della lampadina elettrica, concorrente italiano di Thomas Alva Edison, conosciuto da tutti come l'inventore della lampadina.

Quasi completamente dimenticato eppure è stato titolare di un'invenzione, "la lampada di Cruto" che segue di cinque mesi Edison ma che fu subito in grado di essere sfruttata commercialmente. Piossasco fu la prima città, nel maggio del 1883, ad avere una via illuminata da lampade Cruto messe in batteria.

Dopo le scuole elementari si iscrisse ad una scuola professionale di architettura seguendo nel contempo le lezioni di Fisica sperimentale e di Chimica presso la Regia Università di Torino,  perseguendo il sogno di cristallizzare il carbonio per ottenere diamanti. Con l'aiuto dei risparmi della madre poté acquistare un compressore di gas e alcuni macchinari che sistemò in uno scantinato.
Dopo una lunghissima serie di esperimenti riuscì, nel 1874 ad ottenere del carbonio puro riscaldando ad alta temperatura dell'etilene.

Il procedimento da lui seguito era piuttosto semplice. in un piccolo forno era collocato un tubo di ferro che aveva all'interno un tubo di porcellana, nel quale veniva fatta scorrere dell'etilene sotto pressione; dopo alcune ore la parete interna del tubo di porcellana si ricopriva di una sottile guaina di carbonio che aveva l'aspetto di una lamina lucente ed omogenea e che poteva essere facilmente distaccata.

mercoledì 6 novembre 2013

MARIO TCHOU "Il Pioniere dei Computer Made in Italy"

Mario Tchou (Roma 1924 - 1961) è un ingegnere di origine cinese che ha realizzato il primo calcolatore elettronico a transistor commerciale al mondo, figlio di un funzionario dell'ambasciatore cinese presso il Vaticano, Yin Tchou e di Evelyn Wauang.
Mario studia nella capitale e si diplom nel 1942 presso il liceo classico Torquato Tasso. Si iscrive poi alla facoltà di ingegneria all'università di Roma. Nel corso del terzo anno si trasferisce, per motivi di studio, negli Stati Uniti dove, nel 1947 consegue la laurea (il Bachelor in Electrical Engeneering presso la Catholic University of America). 

Subito dopo è a New York per insegnare presso il Manhattan College. Nel 1949 ottiene il Master of Science al Polytechnic Institute of Brooklyn. Nel 1952 è assistant professor in ingegneria elettronica presso la Columbia University, per diventare subito dopo direttore del Marcellus Hartley Laboratory.



Nel 1954 accetta la proposta di Adriano Olivetti  e si trasferisce in Italia per dirigere il Laboratorio ricerche elettroniche (LRE) dell'Olivetti a Barbaricina, nei pressi di Pisa. Il team è formato da una decina di giovani ricercatori, reclutati attraverso un annuncio sui giornali in cui Olivetti l'Olivetti rende noto di essere in cerca di ingegneri e fisici con "vivi interessi ai problemi relativi alle calcolatrici elettroniche". L'idea di Adriano Olivetti è quella di creare a Pisa, dove proprio nel 1954 ha avviato il progetto CEP (Calcolatrice elettronica pisana) insieme a un gruppo di fisici e matematici dell'università toscana, sia una macchina calcolatrice di nuova generazione di interesse scientifico, sia una macchina di interesse commerciale. 

domenica 3 novembre 2013

ADRIANO OLIVETTI "L'Imprenditore Umano"



Adriano Olivetti nasce a Torino nel 1901 da padre di origine ebraica e da madre valdese. Suo padre Camillo, allievo di Galileo Ferraris, aveva fondato nel 1908, in una piccola cittadina nel Canavese, Ivrea, la "Ing. C. Olivetti & C", prima fabbrica italiana di macchine da scrivere. Dopo la laurea in ingegneria chimica al Politecnico di Torino, nel 1925 il giovane Olivetti trascorre sei mesi negli Stati Uniti, visitando le fabbriche americane e documentandosi a fondo sull'organizzazione del lavoro messa in pratica oltreoceano. 



Adriano, di ritorno dagli Usa, inizia la propria esperienza professionale, come operaio, nella fabbrica paterna. Ricorda così quel periodo: "Una tortura per lo spirito, stavo imprigionato per delle ore che non finivano mai, nel nero e nel buio di una vecchia officina". E dal suo apprendistato trarrà la convinzione che "occorre capire il nero di un lunedì nella vita di un operaio. Altrimenti non si può fare il mestiere di manager, non si può dirigere se non si sa che cosa fanno gli altri.

Suo padre Camillo è un socialista; durante il fascismo nasconde, nella sua casa di Ivrea, Filippo Turati ricercato dalla polizia e, insieme a Parri ed a Pertini, lo aiuta ad espatriare. Alla guida della vettura che porta il leader socialista fuori dall'Italia c'è proprio il figlio Adriano.